Giovanna, rivolta a Silvia:" Il papà ti avrà raccontato che vi cercava e io inventavo scuse per non farvi parlare, ma la risposta te la do subito, tua sorella ha il cellulare da quando aveva 13 anni, se lui avesse voluto chiamare poteva telefonare direttamente a lei, perchè chiamava me quando poteva farlo autonomamente con voi due? Se veramente vi avesse voluto vedere sarebbe venuto sotto casa a suonare il campanello" - " Maria ora vuole parlare con Silvia: " Mamma era molto severa con te, l'ha confermato anche tua sorella, ma forse tutto questo rigore nei tuoi confronti era dovuto al fatto che lei con te non ci stava mai, tutto il giorno seduta su un camion senza poter essere presente nella tua vita di adolescente, si è sentita sola nel momento della tua crescita, forse avrà anche esagerato per insicurezza e quando incontri Simone ti sembra di cominciare a vivere la tua età, anche Rossana mi ha detto che la mamma è esagerata nelle sue reazioni ma quando non c'è un uomo in casa alcune volte si può sbagliare per insicurezza, però mi ha fatto leggere delle lettere che tu le hai inviato e che dimostrano che non sei quella figlia che vuoi apparire, tu vuoi bene alla mamma! Ci sono addirittura delle frasi carine scritte da Simone che dimostrano l'affetto che prova per lei, quello che ha fatto il compagno della mamma è ingiustificabile e io non desidero tornare su questo argomento ma tua madre non ti chiede di tornare a vivere con lei, ti chiede solo di poterti sentire e vedere a Natale quando torni in paese per stare con i genitori di Simone, il paese è piccolino e tutti parlano del fatto che non la vai a trovare " - " Anche a me non sei passata mai a trovarmi - dice Rossana - pur sapendo che io lavoro in un locale che anche tu frequenti quando torni in paese, ci sono rimasta molto male perchè anche io ho fatto qualcosa per te in passato!" -

Silvia: " Vorrei dire una cosa, loro due sono sempre state molto unite con grande carattere, quando discutevamo io cercavo di essere normale , cercavo di non alzare la voce, mentre loro mi hanno sempre "usato", si lo so è pesante questo termine ma io mi sono sentita così, se la mamma tornava a casa e non trovava quello che mi aveva chiesto la sua reazione era troppo dura, non si accontentava mai e se io mangiavo prima di lei, perchè era troppo tardi, si arrabbiava dicendomi che le cose riscaldate le potevo mangiare io." - Maria sorride dicendo: " Ma forse dopo 300 km. di camion la testa non funziona esattamente come desideri!" - Interviene Simone:" Ritengo che un diverbio tra madre e figlia sia normale ma le parole che sono volate tra loro due sono state troppo cattive, io non potevo dire nulla se no mi avrebbe cacciato fuori di casa, ora Silvia ha 18 anni e non è più costretta a stare li a subire, si è presa la sua vita e non siamo nè io ne il padre a dirle di non frequentare questa gente, abbiamo la nostra casetta che mandiamo avanti da soli e siamo contenti; la madre spesso mi ha detto nei messaggi che io le avevo portato via la figlia, non è vero" - Silvia piange, il suo dolore ora lo esprime più della mamma e della sorella e sembra aspettare un miracolo ma dice:" no, mi dispiace, per me è troppo presto per aprire la busta, mi fa troppo male e non ci riesco" - Rossana :" ma io ti chiedo solo di andare a mangiare una pizza insieme quando torni in paese, senza la mamma , io non ti ho fatto nulla, rivediamoci senza nessun vincolo!" - " tua sorella non ti vuole sconvolgere la vita, le basterebbe incontrarti ogni tanto per fare 4 chiacchere!" dice Maria e Giovanna aggiunge :" vorrei sapere cosa le ha raccontato il padre per ridurla a odiarmi così e poi le vorrei ricordare che le sono sempre stata vicina quando ha subito tutti gli interventi al viso mentre suo padre era sempre impegnato nel lavoro..." -

Simone si rivolge a Giovanna dicendo: " ma tu sei veramente convinta che lei ti odi per quello che gli ha raccontato il padre? A parte che secondo me lei non prova questo sentimento, l'ho vista piangere troppe volte in questi mesi ma ora è ferita e il motivo te lo spiega Silvia..." Il motivo è che io ero una ragazzina di soli 16 anni che in casa cercava di fare quello che voi mi chiedevate giornalmente ma al vostro rientro subivo solo le vostre urla, mai contente di me, le mani addosso..." - Maria: " forse non ho capito niente , davvero le mani addosso? cosa succedeva alle 8 di sera al tuo rientro Giovanna?" - " andavo a dormire tardi per sistemare, una persona che fa il mio mestiere, che è quello di un uomo, alla sera è stanca, magari nervosa, sicuramente anche io ho fatto i mie sbagli, non dico di essere stata una santa ma arrivare a casa, aprire la porta , sentire puzza di fumo, tutto sporco e i fogli con i punteggi delle giocate a carte che avevano fatto per tutto il giorno...mi facevano innervosire, lei è voluta diventare grande prima del tempo imitando sua sorella maggiore, io libertà gliene davo ma quando usciva frequentava un locale equivoco e io mi preoccupavo!" - " ma se tu non mi davi neppure un soldo per uscire dove pensavi che io potessi andare?" - Maria la interrompe dicendole: " tutto ciò appartene al passato, ma nel futuro tua madre e tua sorella le vedi?" - " Non lo so, sono confusa, non sto bene al pensiero di chiudere la busta, è metà e metà!" - Maria: " Non capisco tutto questo rivangare il passato, hai un lavoro, una casa, un ragazzo che ti ama, loro ti chiedono solo di incontrarti a Natale e poterti sentire qualche volta, non ci saranno più le urla perchè non torna più a casa tua, a me non sembra che tu non voglia aprire, sei così titubante!" Silvia guarda con aria interrogativa Simone, i suoi occhi sono tristi e insicuri ma con un guizzo di orgoglio dice : " No , non voglio aprire" Maria: " a me dispiace da morire per questa madre che si è fatta in quattro per voi, è possibile che non abbia nessun lato positivo?

Giovanna , scusa mi dai la lettera, per me è un peccato di Dio che una madre che ha fatto quello che ha fatto debba chiedere di prepararle qualcosa da mangiare, è il minimo che possa pretendere da una figlia, forse sarò fatta male io, però a mia mamma le facevo da mangiare quando me lo chiedeva e dopo le dicevo pure grazie! I mestieri li avrai fatti bene o male, eri quindicenne.. non ha nessuna importanza tranne che lei è tua mamma, ora vivi con lui, sei uscita da quella dimensione , ma che ti frega del passato? In queste lettere ti chiede scusa e stasera è qui ancora per ripeterlo, non ti bastano?" - " no non mi bastano, perchè se lei mi voleva dire qualcosa non coinvolgeva anche Simone" - " ma che cosa stai facendo? ti sei liberata dalla mamma che ti faceva sentire bambina andando a vivere con lui e ora non riesci ad essere autonoma da Simone e fai quello che dice lui; se lui non vuole accettare le scuse, amen, ma perchè ti fai condizionare? prescindi un attimo, quando arriverà Natale Simone andrà dai suoi genitori, quelle che vedi li sono tua madre e tua sorella e se lui ha litigato con il compagno di tua madre ha diritto di decidere indipendentemente ed è giusto, ma a te cosa te ne frega, lascia perdere questa storia e pensa che se Simone decidesse di aprire la busta tu saresti daccordo!" - " No, ho detto di No! - " Lo sai che ho ragione io, comunque, chiudiamo la busta!"