C'e' posta per te

C'è Posta per Te - La piccola cassetta verde dei risparmi

Puntata del 2/02/19

Maria annuncia la storia di un regalo, nel grande led scorrono immagini e delle citazioni: - Nella vita mi sono molto divertito – Non ho mai fatto nulla di grave – Se Dio esiste io vado in paradiso anzi mi dà una pacca sulla spalla e mi dice… “Fossero stati tutti come te”
CLAUDIO AMENDOLA – Esordio a 19 anni – Oltre 40 film – 25 serie tv –
4 David di Donatello – 5 Nastri d’Argento -
– Quello che conta in un rapporto è la fiducia - Chi non ce l’ha non sa cosa si perde – Claudio Amendola entra in studio accolto da Maria e da una standing ovation del pubblico, sorride imbarazzato da tanto calore, bacia la conduttrice e ringrazia per l’emozione crescente ogni volta che è nostro ospite.
Ora è il momento di Andrea, un giovanissimo ragazzo dalla faccia buona che si siede accanto all'attore mentre Maria comincia a raccontare cosa gli ha detto: “Ho 22 anni e sono padre di due figli, una di 4 anni e uno di 4 mesi, la mia compagna si chiama Alessandra e ha 21 anni e vorrei farle una sorpresa perché non le ho mai fatto un regalo e me ne vergogno, non mi sento un bravo compagno e neppure un buon padre perché non riesco a dar loro il necessario e neanche una casa in affitto”.

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Maria continua: - Loro hanno una piccola cassetta di acciaio verde per conservare i soldi che Andrea riesce a guadagnare. Lui fino a due settimane fa lavorava su un camioncino che vende panini, guadagnava 150 euro la settimana, ora non più e nella cassetta non ci sono neppure i soldi per il latte e i pannolini. Andrea diventa padre a 17 anni, lascia la scuola e si improvvisa giardiniere, lavapiatti, magazziniere, fruttivendolo, imbianchino, manovale e venditore di panini.
In questi anni ha imparato tanto, anche a far la spesa riuscendo a risparmiare anche sui prodotti già in offerta e ha imparato a far finta che il Natale è come un giorno qualsiasi anche se pieno di addobbi e gente che va in giro con i pacchetti regalo: “Per noi è un giorno come un altro, si va a Messa e si torna a casa senza novità, ma quest’anno, per mia figlia, sono riuscito a comprare la bambola che desiderava, anche se è una copia non importa tanto lei non ci fa caso! Alessandra ogni giorno mi lascia dei bigliettini con scritto ti amo ma mi domando come sia possibile che lei mi ami se io non le do mai niente. Le sue amiche vanno nelle macchine dei fidanzati per uscire a divertirsi mentre io non l’ho mai portata da nessuna parte, la mia macchina è una Citroen del 1997

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che mi è stata donata da un signore anziano al quale non serviva più e io ho dovuto pagare solo 50 euro per il passaggio di proprietà. Ho sempre pensato che ci sarebbe stata una soluzione per vivere normalmente ma ora non credo neppure in questo visto che ho perso anche il lavoro, però questa sorpresa gliela voglio regalare lo stesso”!
Il
postino Andrea si trova a Misterbianco (Catania) per consegnare la posta ad Alessandra, la trova nella sua abitazione. È semplice, bella e con un sorriso sorpreso accetta l’invito.
In studio Claudio Amendola si va a nascondere sugli spalti in mezzo al pubblico mentre Maria accoglie la ragazza affettuosamente per mostrarle chi l’ha mandata a chiamare. Lo schermo della busta si apre su l’immagine di una piccola cassettina verde trattenuta da due mani maschili, la telecamera si allarga e compare il volto di Andrea che dice: “Stasera ho tante cose da dirti e una di queste è molto importante: io mi sento un fallito sia come padre che come marito…hai riconosciuto questa cassettina che ogni giorno, lottando, cerco di riempire ma quando la apro trovo solo delusione, vorrei che questa cassetta si riempisse di tutti i tuoi sorrisi che mi regali ma questa sera contiene una cosa diversa dal solito…”

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Un bambino prende la piccola cassetta e la porta ad Alessandra che la apre trovando una pergamena e un portachiavi. La giovane ragazza legge emozionata le parole scritte sul foglio: “Questo è il portachiavi di una casa che ancora non c’è ma che, ti giuro, riuscirò a darti. Non voglio smettere di sognare e ti prego continua anche tu”. La dolcissima musica di Ed Sheeran accompagna l’ingresso dei piccoli assistenti che trasportano e posizionano in studio tante piccole case illuminate mentre Amendola non trattiene più l’emozione mascherata da un sorriso.
Maria inizia a leggere la lettera: - La nostra prima stanza il tuo papà l’aveva pitturata di rosa, in onore della tua pancia che cresceva magica come la luna quando si fa piena. Rosa perché aspettavi la nostra prima bimba. Tu avevi solo 16 anni e io 17, i tuoi genitori ci avevano fatto posto a casa loro nel piccolo soggiorno, spostando tutti i mobili per mettere un letto tutto per noi. Noi sapevamo che sarebbe stata una sistemazione temporanea e che presto avrei trovato lavoro che mi rendesse autonomo per varcare insieme la soglia di una casetta tutta nostra, piccola ma perfetta. Anche se ero giovanissimo mi si è avvitata la testa sulle spalle e ho indossato i panni del ragazzo responsabile.

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Sono maturato così velocemente al tuo fianco che non mi riconosco. Prima di innamorarmi di te non prendevo nulla seriamente ma come sono caduto dentro i tuoi occhi, non ho pensato ad altro che a renderli felici. Ed è per questo che mi sento male oggi. Male da sentire i crampi, da non dormirci la notte così da schifo che a volte le mani mi tremano. Sette anni che mi ami, mi hai dato due bimbi meravigliosi, una di quattro anni e l’altro di quattro mesi, tu sempre dolce e comprensiva con me. E io in cambio cosa riesco a darti? La cassetta dei risparmi vuota, il sogno da appendere ad un portachiavi di una casa che non c’è. Mai una vacanza, una pizza con gli amici, un paio di scarpe pure in saldo. Mai che ti faccia vivere la tua età, mai ti faccia ubriacare dalle risate. Ti ho trascinato senza volerlo in una melma di quelli che non possono niente perché noi solo il niente ci possiamo permettere. Sette anni che non ne veniamo fuori con alti e bassi che non ci danno tregua. Una vita che non mi aspettavo e un futuro che certi giorni mi fa paura. –
Dalla volta dello studio scende un’altra casa illuminata, questa volta più grande e viene posizionata davanti ad Alessandra.

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Maria riprende a leggere: - Appena sei rimasta incinta mi sono messo a cercare lavoro, ho fatto prima il giardiniere, poi il muratore e anche quei 20 euro per 10 ore di lavoro al giorno erano motivo di orgoglio aspettando la nascita della nostra bimba. Era l’8 febbraio di 4 anni fa quando mi hai regalato l’emozione più grande della mia vita: In sala parto sei stata bravissima e come Jasmin è nata io ti ho guardato…eri bellissima con i capelli spettinati e il volto appena arrossato. Io ti trovo bellissima sempre, Alessandra, dal primo giorno che ci siamo conosciuti sul lungo mare di Catania e non lo dico solo per come sei fatta fuori, tu hai un cuore d’oro e paziente, sopporti ogni mia caduta e mi aiuti a rialzarmi, mi sproni a non mollare. Eppure a volte penso che questo tempo è davvero nemico di chi si ama e di chi è giovane.
Questo nostro tempo ti ubriaca di oggetti che tutti vorrebbero e che pochissimi possono avere. Ma io e te che vogliamo? Niente che non sia l’essenziale. E per essenziale intendo un lavoro che non imbrogli, che venga pagato anche il minimo ma che duri il massimo. Io ho imparato 8 mestieri diversi in 7 anni…dal paninaro all'imbianchino, dal corriere al giardiniere e li ho svolti tutti con il massimo della serietà, ma dall'altra parte non ho avuto lo stesso comportamento. Però cerchiamo di credere che ci siamo messi in coda per la fortuna e che prima o poi arriverà il nostro turno.

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E se non riuscirò a darti presto una macchina nuova, un diamante al dito, una luna di miele, fidati che una cosa presto riuscirò a dartela: un nido dove abbracciarci la sera tu, io e i nostri bambini! – Maria la guarda e le dà un bacino per rassicurarla mentre Claudio, tra il pubblico, si asciuga una lacrima –
La lettera continua: - Due volte sono riuscito a farti felice in questi sette anni: la prima nel 2015 quando avevo trovato un lavoro da muratore e mi potevo permettere una casa da 350 euro al mese, tu non ne sapevi niente, è stata una sorpresa organizzata con tua madre che mi ha aiutato a portare di nascosto le poche cose che avevamo.
Come ho aperto la porta e ti ho mostrato la nostra nuova casa tu sei scoppiata a piangere per la gioia. Ma la nostra vita da adulti è durata pochissimo, dopo solo cinque mesi mi hanno tolto il lavoro e quindi io non riuscivo più a pagare l’affitto. Quella sera a tavolino tu hai pianto ma non erano più lacrime di gioia, e io ho pianto con te. Nel 2017 abbiamo voluto riprovarci per la seconda volta a crearci il nostro nido anche perché avevo cominciato a lavorare sul camion dei panini, 150 euro a settimana che mi consentivano di pagare un piccolo affitto ma non sapevamo che da lì a poco saresti rimasta incinta di Dylan, il nostro secondo figlio.

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Poi quando è nato le spese si sono moltiplicate e io non riuscivo più a pagare l’affitto. Il proprietario, una brava persona, ha avuto tanta pazienza accontentandosi spesso di quel poco che avevo in tasca.
Così, ancora una volta ti ho costretta a impacchettare la nostra famiglia e siamo tornati da mia madre. Un altro fallimento, altra sensazione di sconfitta.
E tu mi hai consolato come sempre dicendomi che mi ami e che non è colpa mia se il lavoro non gira. Grazie che non mi lasci e grazie che non mi compatisci. –
Finalmente in studio smette di piovere, anche le luci sono più solari e una bimba trova sotto il tetto un cuscino che consegna ad Alessandra.
Maria conclude la lettura: - Sei l’amore mio che tutte le mattine mi sistema i vestiti sul letto per farmeli trovare lavati e stirati quando esco dalla doccia. Sei l’amore mio che mi aspetta sveglia anche quando torno alle quattro di mattina dal lavoro e sei pronta ad ascoltarmi e ad abbracciarmi quando ne sento il bisogno. Sei l’amore mio quando urli senza accorgertene o quando cucini con troppo sale che la metà basterebbe, o quando mi fai togliere le scarpe sull'uscio di casa perché sei un po’ fissata con la pulizia e ti meriti delle promesse, piccole ma sincere… e alle promesse voglio aggiungere un regalo, non c’è fiocco perché è un regalo speciale che ha due occhi magnetici e un talento che da sempre, quando lo vedi, ti fa sognare.

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Guarda chi è seduto per te tra il pubblico e sta solo aspettando di abbracciarti! – Claudio scende sorridente per andargli incontro, la stringe affettuosamente e Alessandra si lascia trasportare come se ad abbracciarla fosse un papà.
Sono emozionati quando si siedono sul pouf e Amendola dice: “Allora, prima di tutto, devo smettere di piangere e poi ti dico che una cosa l’ho capita…siete due bellissime persone! Per l’impegno che Andrea ci sta mettendo tanti ragazzi dovrebbero mettersi in fila per venire a stringergli la mano e anche a te Alessandra per come hai imparato ad essere una mamma e per come riesci a portare avanti questa famiglia nonostante la tua giovane età. Ed è molto difficile ascoltare queste storie soprattutto per chi come me, sebbene sia diventato genitore molto giovane, ha ricevuto tanto aiuto dal padre, una casa e un lavoro consolidato. Per voi non è stato così ma siete un esempio e un monito per noi adulti che abbiamo la colpa di avervi lasciato questo paese in questa situazione. Mi ha colpito quando avete descritto il vostro Natale e siccome non è passato da molto ho pensato di integrare i doni per i bambini con un carrello pieno di giochi e cosine utili per la crescita del piccolo…ma se guardi bene c’è anche un piccolo oggetto a te molto conosciuto, una cassettina verde che, se Maria lo consente, vorrei portare al capofamiglia.

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Poi parlare di “capofamiglia” è un vecchio retaggio che ci portiamo dietro dai nostri nonni, direi che in questa famiglia siete in due capofamiglia…a casa mia ce ne è UNA SOLA!”
Andrea la apre e scoppia a piangere per la gioia ma le sorprese non finiscono, sta arrivando la sorpresa più importante per il futuro di questi die giovani ragazzi. Dal pubblico viene chiamato a scendere il sig. Stivala che con molta dolcezza si qualifica come un imprenditore di una società che si occupa di sicurezza, la Mondialpol, e dopo aver raccontato che anche le sue radici sono umili e di aver realizzato il suo piccolo impero con suo nonno e il suo papà, offre un contratto a tempo indeterminato al giovane Andrea.
La gioia e la commozione sono incontenibili, Alessandra addirittura singhiozza e a questo punto non ci resta che dire: Quanto è bello quando i bei sogni si avverano! E Maria li congeda dicendo: “A volte, quando meno te lo aspetti, il cerchio si chiude magicamente.”

Gabriella Berni