C'e' posta per te

C'è Posta per Te - Il nostro Lorenzo

Puntata del 26/01

C'è Posta per Te - Il nostro Lorenzo

Un filmato molto emozionante fa intuire lentamente e poi con grande ritmo che gli ospiti d’onore di questa sera saranno Giulia Michelini e Marco Bocci.
Parole e frasi si sovrappongono alle immagini: - Amicizia e stima, ciò che li lega – Di nuovo insieme a C’è Posta per Te – Giulia… - Ho un grande sogno, quello di realizzare qualcosa di utile per gli altri – Marco… - Sono passati anni dal mio esordio e ora ho più consapevolezza e maturità ma sono rimasto lo stesso –
Il pubblico non si contiene mentre Maria accoglie i due bellissimi attori, scherza con loro, sulla consueta agitazione di Giulia che addirittura, per fermarlo, dà un calcetto a Marco mentre cerca di confermare la stessa tesi della conduttrice. Risate e allegria per accogliere Cinzia, una giovanissima ragazza, molto bella, con un sorriso sincero ma lo sguardo triste, che si accomoda tra gli ospiti. Maria inizia a raccontare: - Cinzia è qui per la sua mamma, quando l’ho conosciuta mi ha detto: “Voglio chiedere scusa a mia madre perché finalmente ho capito che il dolore merita rispetto, cosa che io non ho fatto mentre stava soffrendo, lei invece ha sempre rispettato il mio.
Noi abbiamo vissuto in tre fino al 23 luglio del 2016 quando all'improvviso muore mio fratello Lorenzo, il nostro il nostro uomo di casa, a soli 22 anni. Lui era un uragano di allegria, lo era anche quella notte in discoteca con me e con i nostri cugini.

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Ma lui decide di tornare a casa prima di me e si avvia in moto con un suo amico, un camion fa una manovra sbagliata e lo investe. Sembrava nulla di grave quando siamo arrivate al pronto soccorso di Cefalù, avevano fatto tutti i controlli e addirittura parlavano di una futura chirurgia estetica, ma una crisi respiratoria, con trasporto urgente all'ospedale di Palermo, ce lo ha portato via in poche ore.
Mia mamma ha fatto causa al pronto soccorso di Cefalù, non per una questione di soldi, anche perché la vita di mio fratello non è quantificabile in denaro, ma esclusivamente per amore di verità. Dopo il funerale ho avuto un cedimento e ho cominciato ad aver paura di tutto, di vivere normalmente. Mi facevano paura le malattie, non mi piaceva più uscire, avevo difficoltà nello studio, insomma non riuscivo più a fare niente.
Sono andata da uno psicologo senza ottenere nessun risultato, poi sono andata da uno specialista che però costa molto e io non lavoro. Mia mamma guadagna 700 euro al mese ma è riuscita a mandarmi dallo psicologo per un anno intero, una volta a settimana. Ora credo di essere guarita ma per tutto il periodo che sono stata male ho chiesto che non si parlasse mai di mio fratello, ho chiesto a mia mamma di non piangere mai davanti a me e penso che sia arrivato il momento di ringraziarla per tutto quello che ha fatto e per come mi ha aiutato a convivere con questo dolore.

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Il postino Marcello si trova a Cefalù (Palermo) per consegnare la posta alla signora Carmela. E’ una donna semplice, che lo accoglie sull'uscio della sua casa, ha uno sguardo dolce, triste ma con un leggero sorriso accetta l’invito.
Carmela è molto agitata quando entra in studio, guarda la busta che si apre sul volto della figlia e la sua esclamazione è di assoluto stupore.
E’ dolce il messaggio della piccola Cinzia che tra le lacrime e altre parole le dice: “Sei tutto ciò che mi è rimasto, nei momenti belli e in quelli brutti io ho avuto solo te! E vorrei che ora Maria ti leggesse la lettera che avevi scritto per Lorenzo”
Sul pavimento compare il testo della lettera scritta da Carmela e Maria, raggiungendo un leggio si appresta a leggere lo stralcio scelto da Cinzia:
“Non avrei mai creduto di dover scrivere, un giorno, in memoria di mio figlio. Quel figlio cresciuto troppo in fretta e che mi è stato portato via troppo presto, in una sera d’estate maledetta. Quella sera in cui non riuscivo a prendere sonno, ero inquieta. Lo aspettavo con il solito cornetto per fare colazione insieme quando è arrivata la telefonata che mi ha lasciato senza fiato. Pregavo il signore di aiutarlo a tornare a fare colazione con me! Con me, come era sempre stato. Ricordo benissimo un giorno quando tornò da scuola raccontandomi che con le maestre aveva affrontato

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il tema della morte e il suo commento fu: “Mamma, se succede a te io mi aggrappo ai tuoi piedi e non ti faccio salire in cielo”
Era affettuoso, ottimista, divertente, il mio gigante buono pronto a difendere me, sua sorella e la sua famiglia. Ho sempre cercato di non fargli mancare niente e adesso è lui a mancare a me. Oggi prego affinché la sua breve vita possa essere da esempio per tutti quei ragazzi che sprecano il proprio tempo. Impegnatevi, ragazzi, sempre in qualcosa di importante per raggiungere i vostri obiettivi, come Lorenzo. Siate altruisti, positivi, gioite di ogni singolo istante passato con i vostri cari, sognate!” La grafica del pavimento cambia, un sottofondo musicale di Vasco Rossi accompagna Maria che inizia a leggere la lettera della figlia a Carmela:
- C’era una volta Lorenzo, era un bellissimo ragazzo e un valoroso giocatore di basket, solo che adesso Lorenzo non c’è più. Lorenzo era mio fratello ma prima ancora era tuo figlio e, sinceramente, il figlio riuscito meglio… più simpatico, più affettuoso, più allegro di me. Ricordo quando scherzava con te… e poi lui era bello da far perdere la testa, me lo guardavano tutte quando uscivamo insieme.

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E mentre in casa nostra si rideva e si viveva felici ecco che ti arriva la prima sberla: papà, di punto in bianco, ci lascia per un’altra donna. Io avevo 10 anni e Lorenzo 14. Già in quella occasione hai dimostrato di essere una donna non solo orgogliosa ma straordinariamente generosa, hai raccolto il tuo cuore andato in frantumi e sei corsa a trovare un lavoro perché altro non potevi fare con due figli da crescere. Gli anni successivi sono stati tutti in salita per te con la preoccupazione di noi due adolescenti, senza un uomo accanto, lontana dalla tua famiglia di origine a combattere ogni giorno per darci un futuro…eppure tu sempre con il sorriso e sempre pronta a mostrarci il lato buono delle cose. Poi un’altra sberla, molto più violenta, la più feroce che potessi mai ricevere.
Un giro in moto, un camion che sbaglia manovra e un campione di basket che se ne va per sempre, lasciandoti sola, con un cornetto per la colazione intatto e milioni di lacrime. Quelle lacrime che io non ho mai visto perché tu piangi dentro i fazzoletti, nel cuscino del letto, sui polsini delle maglie…ovunque ma mai sulla mia spalla perché in questo tempo non sono stata capace di accoglierti e sostenerti, anzi, ti ho dato tante preoccupazioni e di questo mi sento in colpa. Sono stata egoista, stupida e ora vorrei il tuo perdono. –

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In studio entra palleggiando un bimbo in tuta da basket e dona a Carmela la sua catenina con il numero 29 pendente.
Maria riprende a leggere: - Dal 23 agosto del 2016 la nostra vita è sottosopra e io non ho mai saputo come riordinarla, tu invece mi hai permesso di guarire dai miei attacchi di panico, dall'ansia che non mi permetteva di dormire. Hai fatto mille sacrifici per mandarmi dallo psicologo e siccome costava troppo, per amore mio, hai rinunciato tu alla tua di terapia! Mio fratello mi manca da morire ma prima di tutto era tuo figlio! C’è troppo silenzio da quando non c’è più e a me dispiace non essere come era lui.
Una volta mi hai detto una frase che ancora mi rimbomba dentro: “Se non ci fossi stata tu, io a quest’ora sarei accanto a tuo fratello.” La verità è che io, mamma, se non avessi avuto le tue cure avrei pregato il destino di prendere anche me. Ma ora che ragiono mi vergogno anche solo di averlo pensato, non solo non ti lascerei mai sola ma nemmeno il giorno che mi sposerò andrò a vivere lontano da te. Tu ci sei sempre per me, in qualsiasi situazione, mentre io, invece di abbracciarti e di ringraziarti ti rispondo male e magari me ne vado in camera mia con il muso. Ti chiedo scusa per tutte le volte che ti ho lasciato sola mentre parlavi di Lorenzo con i tuoi amici, per tutte le volte che sei andata a letto col magone per colpa mia, per tutte le volte che non ti sono stata vicina. Da oggi, mamma, non sarà più così, vedrai che riuscirò a laurearmi e a trovare un lavoro che mi consentirà, finalmente, di occuparmi di te.

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Siccome tu ti adoperi sempre per accontentare tutti, ti prego, accontenta anche me: torna ad uscire con le tue amiche, torna a sorridere di quel che c’è, torna ad avere un pochino di voglia di vivere - Lo stesso bimbo di prima entra in studio, si avvicina ad una porta scesa dalla volta del teatro e appende la sua maglia n°29 alla maniglia.
Maria riprende la lettura: - La maglia 29, che Lorenzo indossava in campo, è affissa nell'atrio dell’impianto sportivo, nessuno di quella squadra la indosserà più. Un segno di straordinario rispetto per il tuo ragazzone che ci ha lasciate con tanti ricordi bellissimi. Quante risate fragorose che facevamo noi tre quando ci faceva spavento da dietro le porte o faceva il buffone con lo scolapasta in testa, quanti valzer hai ballato con lui quando ti prendeva in braccio in cucina e tu ridevi e urlavi di metterti giù. Io, mamma, sogno un giorno di avere proprio una famiglia come quella che tu hai regalato a noi, forse ci vorrà un po’ di tempo perché non ho nemmeno il fidanzato, ma arriverà! Voglio almeno tre figli perché so quanto è importante avere un fratello e vorrò essere generosa come te, che quando uscivi per comprarti un paio di scarpe, non resistevi e tornavi immancabilmente con un regalo per noi e senza scarpe per te!

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La tua generosità era la stessa di Lorenzo, non a caso gli amici non gli mancavano…quegli stessi amici che non hanno smesso di volergli bene e di volerti bene, quegli amici che con la scusa che fai la migliore ciambella al cioccolato della città, ogni poco suonano alla porta… stasera la tua ciambella non c’è ma loro si!
Due giovani ragazzi, Antonio e Federica, si alzano dal pubblico e scendono andando incontro a Carmela che piena di gioia per la sorpresa li abbraccia forte mentre loro la riempiono di baci sussurrando frasi dolcissime. I ragazzi si accomodano sul pouf, commossi, mentre Maria riprende a leggere la lettera: - E dopo l’abbraccio degli amici più cari di Lorenzo, che benedico ogni giorno perché almeno con loro riesci a sfogarti, a parlare di mio fratello, a sentirti meno sola, vorrei aggiungere 3 mie piccole promesse:
Ti prometto che cercherò di essere meno “scordarella”, come mi chiami tu
Ti prometto che sarò meno ritardataria, perché come dici tu, è da cafoni far aspettare la gente
Ti prometto che sarò meno pigra e soprattutto basta essere l’eterna indecisa.
Mamma, io ti aiuterò a vedere il mondo più a colori, riuscirò a togliere dalle tue spalle un po’ di pesantezza cercando il modo di volare insieme.

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Ecco perché oggi sono venuta qui a festeggiarti, perché mi hai dato la vita due volte e io stasera ti ho preparato una festa perfetta, con tanto di invitati d’onore che tra poco abbraccerai, perché certi incontri nella vita capitano una volta sola, ora guarda la scala...
I due attori si avvicinano a Carmela che li abbraccia commossa ma felice, Giulia, come al solito si mangia le unghie per mascherare la timidezza, Marco prende in mano la situazione dicendo: “Stasera ci sentiamo degli intrusi chiamati da tua figlia per un motivo: credo che voglia restituirti tutta la forza che tu le hai dato e questa è una cosa bellissima. Quindi spero che la nostra presenza possa essere un aiuto per te, per ripartire”
Interviene Giulia: “Perché Cinzia è la dimostrazione di quanto hai fatto per lei ma ora devi cominciare a pensare un poco a te stessa. Lei ci tiene molto, vorrebbe essere lei ad aiutarti ora. La vostra forza è quello che siete dentro, limpide e pure. Riprende la parola Marco: “La vita è fatta di giorni e ogni cosa bella sono piccoli mattoni che costruiscono qualcosa da non dimenticare mai. Credo nei piccoli ricordi, quasi una forma di scaramanzia e mi sono permesso di portarti una cosa mia: un bracciale

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con il simbolo dell’infinito perché mi piacerebbe pensare che ogni volta ti capiti una cosa bella prendessi questo ciondolo e cercassi di fartela restare nel cuore e poi, visto che è arrivato in studio questo grande grammofono vorrei invitarti a ballare anche se sono un disastro?”
Giulia corre a mettere la musica mentre Marco, da bravo cavaliere, invita la signora a seguirlo in un valzer. Giulia approfitta per fare un video con il telefonino e tutto finisce in allegria. Ma c’è un’altra sorpresa e visto che tutti si aspettavano di assaggiare il meraviglioso ciambellone al cioccolato arriva un grembiule da cucina con una grande tasca “magica” contenente…?! Ma l’esuberanza di Giulia è incontenibile e mentre la busta sta per aprirsi si ricorda che anche lei voleva fare un dono personale a Carmela, sfila un anello dal suo dito per infilarglielo al mignolo concludendo così la serata in allegria.
La busta scivola via e l’abbraccio tra le due donne è dolcissimo. Anche questa sera Maria è riuscita, nel ricordo che mai svanirà, a far ritrovare un sorriso.

Gabriella Berni