C'e' posta per te

Le altre storie... Un padre e i suoi abbracci

Puntata del 24/03/18

Entra in studio Gianmarco accompagnato dal nonno Luigi. Maria dopo averli accolti inizia a raccontare cosa le ha detto il giovane: - “Sono stato cresciuto da mia madre e da mio nonno che ha provveduto a noi praticamente da sempre, eppure io un padre ce l’ho ed è per lui che voglio venire a C’è posta per te. Sono stufo di soffrire per mio padre e delle sue continue prese in giro. Da quando sono nato si è sempre comportato come un fantasma, è entrato e uscito dalla mia vita quattro volte, ogni volta che mi vedeva mi abbracciava e diceva di volermi bene, mi chiedeva di chiamarlo ma poi non rispondeva al telefono. Io so in quale paese vive ma non ho il suo indirizzo” –
Quando Gianmarco ha otto anni, il padre, una mattina, esce di casa e non fa più ritorno, per molti giorni il piccolo lo ha aspettato e stanco dell’attesa chiede alla mamma di dirgli la verità. Scopre così che il papà era andato via con un’altra donna, per molte sere ha pianto ma dopo circa venti giorni il padre ritorna a casa per passare la domenica con lui e con suo fratello. Questa situazione va avanti per circa due anni poi di nuovo il padre sparisce per altri tre anni e ricompare quando Gianmarco ha quattordici anni. Il ragazzino si sente abbastanza cresciuto per essere convinto di poter andare all’appuntamento e dirgli in faccia tutto quello che pensa di lui, ma, quando lo rivede, è tale la gioia di poterlo riabbracciare che dimentica tutta la rabbia. In quella occasione il padre prende i suoi due figli e li conduce nella casa dove viveva ed è così che Gianmarco conosce la sua compagna e viene a sapere di avere un altro fratellino.

Le altre storie... Un padre e i suoi abbracci

Il padre per circa altri due anni riprende a frequentare i suoi figli ma poi, come la volta precedente, sparisce.
Per il suo diciottesimo compleanno Gianmarco si aspettava almeno una telefonata di auguri, ma nulla. Il nonno aveva organizzato una festa in casa per questo compleanno importante, con parenti e amici, mancava solo lui, ma niente. Dopo due mesi arriva la telefonata tanto attesa, un appuntamento nella piazza del paese per lui e suo fratello. Stessa situazione, Gianmarco è arrabbiato, pensa di poterglielo dimostrare questa volta ma quando il padre lo abbraccia tutto passa, lo saluta dicendogli di telefonare ma, come al solito, nessuna risposta per altri due anni.
In occasione della causa di divorzio il fratello minore di Gianmarco si rifiuta di accompagnare la madre in tribunale mentre il giovane ragazzo offre la sua presenza, è questa la quarta occasione in cui riesce a rivedere suo padre e anche questa volta, dopo poche parole affettuose, la stessa richiesta alla quale mai sarebbe arrivata una risposta –
Maria continua raccontando cosa le ha detto il nonno – “Io non ho nessuna intenzione di rivedere quell’uomo o di parlare con lui, mi ha reso felice crescere i miei nipoti che mi considerano come se fossi io il padre. Per me esistono le ex mogli, esistono gli ex mariti ma non possono esistere gli ex figli! Io vengo ad accompagnare qui mio nipote perché gli voglio un bene dell’anima ma non so se ne varrà la pena, non vorrei che fosse un’altra delusione per Gianmarco, perchè non se lo merita” –

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Il postino Marcello si trova ad Acerra (Na) per consegnare la posta al signor Ciro, lo trova nella sua abitazione, sembra imbarazzato ma accetta l’invito.
All’apertura del monitor sull’immagine del ragazzo e del nonno, il volto di Ciro si contrae, gli occhi si abbassano in segno di sofferenza e decide di ascoltare le loro parole.
E’ nonno Luigi a prendere per primo la parola: “Nella vita mai dire mai, la vita ci riserva delle sorprese, sono certo che stasera non ti aspettavi di vedermi e neppure io lo desideravo dopo dodici anni. Se sono qui è solo per Gianmarco, tuo figlio…anzi mio figlio! Perché io sono il padre, tu sei solo quello biologico e per lui non sei mai stato un vero padre. A Napoli si dice che i figli sono pezzi di cuore ma tu il tuo cuore non lo hai mai dato a tuo figlio. Solo io gli sono stato accanto in questi lunghissimi anni, con lui ho condiviso tutto e tu invece eternamente assente. Tu sei stato come un albero di Natale con le luci che si accendono ad intermittenza, l’hai illuso tante volte e puntualmente lo hai deluso. Ricordo il giorno del suo ultimo compleanno, quando gli ho fatto gli auguri lui mi ha detto: “Nonno, ti ringrazio per quello che hai fatto, fai e farai per me…tu sei il mio papà e io ti voglio bene” Tu il vero Gianmarco non lo conosci e non lo potrai mai conoscere, lui è la bontà personificata, lui chiede e cerca amore ma ne dona tanto, ecco perché stasera sta qua, vorrebbe riallacciare un rapporto con te ma conoscendoti bene credo che un’altra volta sarai capace solo di illuderlo”.

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Ora è il turno del ragazzo: “Papà, come vedi Cristian non è voluto venire perché non ti vuole più vedere, a differenza sua io sono qui perché mi manchi ma io non posso più soffrire per te, ricordo che ho fatto anche finta di parlarti al telefono pur di avere l’illusione, ricordo i tuoi forti abbracci che mi facevano dimenticare tutto quello che avrei voluto chiederti e pensavo che tu mi volessi veramente bene per poi vederti svanire nel nulla. Io sto cercando il papà, spero che tu non mi deluda ancora e sappi che questa è l’ultima possibilità che ti dò!”
Maria si avvicina a Ciro per dire: - Ho visto che ti sei commosso quando hai visto tuo figlio – E lui, imbarazzato, risponde: “Si, è sempre mio figlio, io non l’ho mai dimenticati! Loro lo sanno che sto da solo, non sto più insieme a quell’altra persona e per non coinvolgerli mi sono allontanato per cercare di andare avanti. Lo so che lui mi è molto attaccato, quando erano piccolini la nonna mi diceva sempre che Gianmarco era il mio preferito. Se non mi sono fatto sentire ne vedere per tutto questo tempo è perché ho sempre pensato che i miei figli stavano in buone mani non perché non li volessi. Io so come è fatto il nonno, lo conosco da sempre, da quando ero piccolo e mi dispiace ma per Marco la porta di casa mia è sempre aperta.”
Maria lo interrompe: - Ma lui mi ha detto che non vivevi più dove lui ti sapeva e non so se hai capito la storia delle finte telefonate con te. Lui, quando gli dicono che tu non lo pensi, si inventa una telefonata come se stesse conversando con te per dimostrare che non è solo! – “Lo so, me lo ha detto la madre, ma la mia latitanza è dovuta ad altre cose.

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Comunque io lavoro sempre nello stesso posto e lui lo sa, per un periodo ho avuto una fidanzata e non abitavo sempre nella stessa casa, il numero del cellulare l’ho cambiato sei mesi fa… Io ho avuto e ho ancora dei problemi ma, se lui lo desidera, può venire da me quando vuole, può vivere con me, non per sempre perché ha il nonno che adora, ma a periodi, sempre se vorrà. Da ora casa mia è casa sua, io non lo metterò mai alla porta!” Marco lo interrompe: “L’importante è che non mi prendi in giro di nuovo, io lo spero davvero perché ci tengo a te nonostante tutto. Io ho sofferto tanto ma ti voglio bene lo stesso.” Il padre è imbarazzato, non si capisce se è sincero ma dice: “Io ti ho amato e ti amo ancora e non ti ho mai dimenticato, non credere che nelle giornate vissute così non ci sia stato il pensiero per i miei figli però cerco di spiegarti…oggi ti vedo, passiamo la giornata insieme poi arriva l’indomani e, non perché io abbia dimenticato, un figlio non passa mai di mente ma magari ti scordi che è il suo onomastico e allora ti chiedi che senso ha chiamarlo il giorno dopo la festa?”
Maria è interdetta: -Che vuol dire? Gianmarco non ti ha mai accusato di nulla! – Ciro non sa cosa rispondere, cambia argomento per ringraziare il nonno di tutto quello che ha fatto ma qui il nonno vuole ribadire: “Ti voglio ricordare che i rapporti con la famiglia li hai interrotti tu, e secondo me anche questa volta le tue sono promesse da marinaio, tu la sera prima di andartene di casa ti sei inginocchiato davanti a me, ti ricordi? Mi hai chiesto pure un favore, che non dico, e io te l’ho concesso, ma tu mi hai ingannato anche quella volta e la mattina sei andato via mentre io e tua moglie eravamo al lavoro e i bambini a scuola!

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Ecco perchè non ti credo, non voglio che continui a illudere Gianmarco! Nonostante tutto io ti ho sempre dato la mia disponibilità e ti ho trattato come un figlio e questo tu non lo puoi negare, davanti a loro non ho mai parlato male di te ma non posso dimenticare che te ne sei andato senza dire neppure una parola”.
Maria aggiunge: - Tuo figlio ti vuole un mondo di bene e la cosa importante è rispettare tutto questo amore. Quindi se tu pensi che non riuscirai a mantenere quello che lui chiede non aprirgli la busta neppure stasera, perché guardandolo negli occhi direi che non si merita altre delusioni! - Ci pensa Ciro e risponde: “No, non se le merita e se io apro la busta questa sera è perché voglio ricominciare da capo, almeno con lui, per cui apri per favore.”
La busta scivola via, l’abbraccio è commovente, anche la stretta di mano tra suocero e genero sembra sentito e Maria li congeda facendo ancora raccomandazioni sulla sincerità.
Qualche parola non detta ma speriamo sia l’inizio di un nuovo rapporto tra padre e figlio.

Gabri B.