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Le altre storie... Mio fratello Vincenzo

Puntata del 27/01/18

Le altre storie...  Mio fratello Vincenzo

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Sul grande schermo dello studio scorrono immagini: lo scudetto della Roma, scarpini da calcio e alcune frasi – Lui è il punto fermo per la sua squadra e la Nazionale, l’altro è uno dei migliori centrocampisti del mondo - Alessandro Florenzi e Radja Nainggolan – Alessandro: 205 presenze e 25 goal nella Roma, vincitore del pallone d’argento – Radja: 184 presenze e 29 goal nella Roma –
Maria accoglie i due famosi calciatori e lo studio si trasforma in uno stadio, a seguire fa il suo ingresso Danilo, un giovane ragazzo che si accomoda accanto ai campioni, ha un viso dolce che esprime agitazione ma cerca di sorridere mentre Maria inizia a raccontare la storia: - Danilo scrive a questa redazione per suo padre, vorrebbe finalmente riuscire a dirgli tutto quello che non è mai riuscito ad esprimere, è molto tempo che ci prova ma senza risultati, il solito nodo alla gola glielo impedisce! Il primo novembre del 2015 il fratello di Danilo muore in un incidente stradale ed è da allora che non riesce più a comunicare con il papà, ci pensa, ci prova ma senza nessun risultato. Maria continua: “Io e mio fratello Vincenzo eravamo molto diversi, io introverso e chiuso, lui sempre sorridente, solare ed estroverso.

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Tra mio padre e Vincenzo c’era un rapporto quasi simbiotico, stavano sempre insieme, erano due amici e mio fratello preferiva confidarsi con lui piuttosto che con qualcun altro e così era per papà che lo desiderava accanto qualsiasi cosa dovesse fare. Da quando Vincenzo non c’è più mio padre è come se avesse subito una metamorfosi, è molto dimagrito, si divide solo tra lavoro e casa e spesso lo trovo a sfogliare le fotografie di mio fratello, mangia il suo dolcetto preferito e siccome Vincenzo era molto tifoso della Roma, quando giocate il papà prende la sua sedia, la mette davanti al televisore, gira la sua foto verso lo schermo e guarda la partita insieme a lui! Io ci ho provato a diventare come mio fratello ma non ci riesco, ho paura di non essere alla sua altezza per qualsiasi cosa, anche se mi chiede di commentare un goal della Roma, figuriamoci ad abbracciarlo o a scrivergli degli SMS! Io vivo di rimorsi, penso di non averlo protetto abbastanza anche quella sera dell’incidente, rimpiango di non avergli detto abbastanza ti voglio bene ma questo mi ha portato a prendere una decisione: Non vivere mai più di rimorsi, imparare a dire tutto quello che penso e dirlo subito…questo vorrei fare stasera con mio padre presentandogli anche i suoi calciatori preferiti anche se io tifo per un’altra squadra!” –

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Il postino Marcello si trova a Casalnuovo di Napoli per consegnare la posta al signor Palmiro, lo trova nella sua abitazione, un uomo molto giovanile, sorridente e gentile, sembra la fotocopia di Danilo! Con garbo accetta l’invito.
In studio i due calciatori pongono tre buste in tre cassette delle lettere per poi andare a nascondersi dietro alla grande busta. Palmiro entra in studio e Maria, dopo averlo accolto, gli porge le tre buste nascoste prima iniziando dalla numero 1 che contiene una foto di un gruppo di persone, Palmiro la guarda con attenzione ma non riesce a trovare un indizio. Si passa alla busta numero 2 che contiene solo un punto di domanda. La numero 3 contiene un biglietto che lo invita ad aprire la busta grande dove compare prima un cuscino con l’immagine di Nemo e Doris tenuto sulle ginocchia da Danilo. La sorpresa c’è, proprio non se l’aspettava mentre il volto del ragazzo è palesemente emozionato e stenta a parlare: “Io sono qui insieme al cuscino preferito di Vincenzo e anche lui, se ci fosse ancora, mi avrebbe aiutato a farti questa sorpresa,

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anzi ci sarebbe riuscito meglio di me perché lui è sempre stato più bravo a fare tante cose! Voi eravate una coppia perfetta ma ora sono rimasto io con il mio carattere chiuso e che non sono mai riuscito a dirti tutto quello che sento per te…spero che la lettera che ti leggerà Maria ti aiuti a capire quanto ti voglio bene”.
Maria comincia a leggere: - Vorrei dirti talmente tante cose che non so se questa lettera confusa riuscirà a rimediare al silenzio a cui ti ho abituato, non sono mai stato bravo con le parole e tu lo sai. C’è una tale voragine tra i pensieri che provo e quelli che riesco a pronunciare che mi sento la testa scoppiare, sto male io e stai male tu, stiamo male tutti in casa perché i silenzi creano domande, le domande producono dubbi e si sta così, insieme ma lontani. Sai papà, quando ero piccolo tu eri il mio gigante buono, inimitabile e unico compagno di giochi, mi assecondavi sempre anche nei miei capricci, volevi che io fossi contento e io lo sono sempre stato con te. Non posso rimproverarti neppure di una cosa, sei un padre perfetto anche se non te l’ho mai detto, come non ti ho mai detto grazie per i mille sacrifici che hai fatto per noi, per esempio quando arrivava Natale e lo passavi a lavorare o, peggio ancora,

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il Capodanno che potevamo scambiarci gli auguri solo per telefono e tu avevi la voce tremolante per la malinconia. Grazie a te la nostra famiglia è sempre stata unita e ricca di valori, poi il castello incantato è andato in frantumi. Due anni fa è arrivato Halloween e quella festa si è trasformata in un incubo. Ci lasciava mio fratello Vincenzo e con lui smettevate di vivere anche tu e mamma e pure io; ma noi tre abbiamo continuato a respirare e io, purtroppo, fino ad ora ho fatto solo quello. Se piango lo faccio da solo in camera mia e tutto quello che vorrei dire per farvi soffrire un po’di meno me lo tengo annodato ai fili della barba aspettando il coraggio di far sentire la mia voce. Ora che Vincenzo in casa non canta, non ride, non parla più vorrei che ci fosse la mia voce sempre bella alta insieme alla tua. Le pareti di casa aspettano solo questo, che torni il rumore di una famiglia che vive – Danilo ora prende la parola e con fatica e la voce rotta dice: “Come sai ho solo 20 anni e tante cose da imparare, ho bisogno di te che sei il mio maestro di vita, un esempio da seguire. Voglio essere per te un compagno e una giusta compagnia e voglio che tu mi prometta che staremo tanto tempo insieme, che guarderemo tante partite insieme e che faremo tutte le cose che fanno un padre e un figlio normali”.

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Maria riprende a leggere: - La mattina del 1°Novembre di tre anni fa io e Vincenzo, dopo aver trascorso la serata di Halloween nello stesso locale con i soliti amici, dovevamo tornare in macchina insieme ma all’ultimo lui ha deciso di andare con un suo amico. Dopo un po’ lo hai chiamato per sapere a che ora sarebbe rientrato e lui ti ha risposto: “Tranquillo, tra dieci minuti arrivo” Dopo 20 minuti non si era ancora viso e non rispondeva al telefono, ho chiamato il suo amico che mi ha detto che c’era stato un incidente. Io e la mamma ci siamo precipitati fuori in pigiama, tu era meglio che rimanessi a casa perché avevi qualche problema di salute e non volevamo che ti agitassi. Appena arrivati sul posto abbiamo visto l’ambulanza, poi la corsa in ospedale e poi quel suono fisso e continuo di una macchina e ho capito…
Sono tornato a casa e ti ho abbracciato senza dire una parola e abbiamo pianto fortissimo. Da quella notte ho deciso di dormire nel letto di mio fratello, mi sono chiuso ancora di più in me stesso senza pensare che se sto male io come un cane, chissà cosa provi tu? E dico chissà perché io di Vincenzo, con te, del tuo dolore, dei tuoi sogni interrotti, non ho mai parlato.

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Penso sempre che tu e mamma siete orfani del figlio migliore, non perché io non sia un bravo ragazzo, ma Vincenzo era te in miniatura ed è per questo che ti amo ancora di più. Voglio dirti grazie per avermi dato un fratello tanto speciale e per averlo cresciuto con quel tuo bel modo di fare. D’ora in poi penserò a cosa farebbe lui quando saremo insieme, lo giuro, d’ora in poi sarò un figlio capace di esserti amico e complice. Do la mia parola davanti a te, a tutto il pubblico e soprattutto davanti a lei… -
Maria, visibilmente emozionata, smette di leggere mentre dal tunnel sotto la scala entra la mamma di Danilo, sorpresa grande per Palmiro che le va incontro e l’abbraccia con amore e ascoltare le sue parole: “Sono venuta qui solo per dirti che sono felice dell’iniziativa di Danilo, tu sei un marito e un padre bravissimo e noi ti amiamo tanto, tanto. Per noi è difficile, tanto, ma noi insieme ce la faremo e saremo sempre una famiglia unita”.
Quante lacrime bagnano il caldo abbraccio prima che Maria inviti la signora a sedersi accanto a loro per ricominciare a leggere: - Non ti ho mai detto dei rimorsi che provo nei confronti di Vincenzo,

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penso che non avrei dovuto lasciarlo andare con l’altra macchina quella sera, avrei dovuto insistere e portarlo con me, e poi non gli ho mai detto che gli volevo bene e non me lo sono goduto abbastanza quando era ancora con noi, ci avrei dovuto scherzare di più, confidarmi di più e viverlo meglio, ma con voi non intendo sbagliare…voglio occuparmi di voi e proteggervi come non ho saputo fare con lui. A te papà voglio dire adesso che ti amo tantissimo e voglio che mi perdoni per non averti sostenuto quando per giorni ti ho visto steso sul divano, annientato, pallido come un cencio. Tu sei sempre stato il mio supereroe, l’uomo indistruttibile e invece anche tu sei un essere umano come me, anche se tu sei meglio di me. Perché quando sei triste o stanco per me il tempo e il sorriso li trovi sempre, perché il tuo amore è il legame più speciale che io abbia al mondo e mi conforta sapere che non cambierà né ora né mai. Non voglio più tenermi le cose dentro, non voglio più sentire la testa scoppiare, non voglio più deluderti come ho sempre fatto –

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La grafica dello studio cambia, una magia di stelle forma la parola INSIEME e Maria finisce di leggere: - In mezzo a tante verità, stasera una piccola bugia l’ho scritta in questa lettera. Vedi papà, non è vero che tu sei un padre perfetto, un piccolo neo ce l’hai anche tu, lo stesso neo che aveva Vincenzo, più che un neo una fissa, più che una fissa una fede. Diversa dalla mia ma così imponente che non potevo non raccontarlo a Maria e soprattutto non potevo non dirlo a loro! Guarda la scala papà, hai bisogno di pensare che la vita è ancora bella e con loro, per qualche istante, sono sicuro che diventerà bellissima! –
Sulle note di “Grazie Roma” i due campioni scendono le scale, lo stupore che si legge sul volto di Palmiro esprime tutta la gioia provocata da questa sorpresa, sembra intontito da tutto ciò, dice di non crederci ma i giovani calciatori lo abbracciano affettuosamente ed è Florenzi a rompere il ghiaccio dicendo:
“E’ uno bravo guaglione, un po’ timido ma oggi si è sbloccato un pochino…io ti ho portato questa classifica, che non è dei goal ma l’ha fatta lui e te la leggo: - Mi piacerebbe giocare a carte con te…Scopa o Sette e mezzo? Mi piacerebbe cucinare con te le crepes con prosciutto e mozzarella? Mi piacerebbe fare un torneo di biliardino anche se so che mi batterai? -

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E questa la puoi fare subito perché il biliardino lo abbiamo già qui, conclude il calciatore mentre due piccoli assistenti posizionano il gioco al centro dello studio. Formazione: Palmiro, Radja VS Alessandro…Maria!
Vincono Maria e Alessandro, i due calciatori pongono il loro autografo sul biliardino ma le sorprese non sono finite e siccome Palmiro per la sua famiglia è una quercia, potranno tutti insieme andare a visitare il parco delle sequoie più grandi del mondo, in America. Palmiro non crede ai suoi occhi, lo ripete guardando con ammirazione i due campioni che ancora hanno una piccola sorpresa per lui…la maglia della Roma N° 10 autografata da tutti i calciatori della squadra!
Danilo conclude così: “Non ti vedevo così felice da tanto tempo, da quando Vincenzo è andato via, ringrazio i tuoi idoli di essere venuti qui ad aiutarmi a rendere questa sorpresa ancora più bella e infine ti voglio dire che per me sei un papà esemplare e che ti voglio un bene dell’anima”. La busta scivola via, l’abbraccio della famiglia è commovente, il sorriso di Palmiro sembra quello di un giovane uomo che per un momento ha vissuto qualcosa di bello e inaspettato e Maria li congeda scherzando con Danilo poiché il biliardino è quello della Roma e non della sua squadra del cuore!

Gabri B.