C'e' posta per te

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Puntata del 20/01/18

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Correlati

 

Un emozionante filmato appare sul grande schermo e alcune frasi scorrono per far intuire al pubblico chi, questa sera, sarà l’ospite d’onore: - Uno degli uomini più belli al mondo – Ha recitato in più di 40 film – “Il fantasma dell’opera” 3 nominations all’Oscar – “300”per il quale si è allenato 4 ore al giorno per 4 mesi – “Quello che so dell’amore” diretto da Gabriele Muccino – In America è soprannominato “Ladies’Man” l’uomo delle donne – Se siete veramente interessati a qualcuno siate sinceri e onesti e non preoccupatevi troppo di impressionare – GERARD BUTLER – L’affascinante attore entra in studio accompagnato dalla traduttrice Olga Fernando. Viene accolto da una standing ovation e dai complimenti di Maria che, come alcune altre volte è successo in passato, vuole sottoporre l’ospite ad un piccolo test. Si accomoda accanto a lui e da una scatola comincia ad estrarre piccoli oggetti che Butler dovrà commentare, l’attore non sembra molto contento ma tutto si risolve in una grande risata quando vede il primo oggetto: una Barbie e dice: “Lo sapevo, mi volete incastrare…mi chiamano l’uomo delle donne ma non so perché? Certo che mi piacciono a cominciare dalla prima donna della mia vita, mia madre che è la più straordinaria che io potessi desiderare! Ha tirato su da sola tre figli e le passioni e i valori che abbiamo li dobbiamo solo a lei, per me è una figura fondamentale”.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Maria ora passa a un tasto che definisce dolente: Papà. L’attore si fa più serio e risponde: “Quello che dicevo prima di mia madre è legato alla figura di mio padre, per 14 anni della mia vita non l’ho visto, era un allibratore e fino all’età di 29 anni non aveva mai toccato un goccio d’alcool ma poi ha cominciato e non ha più smesso. Una figura assente per gran parte della mia infanzia. Quando avevo 16 anni si è ripresentato e siamo diventati amici ma tutto il tempo precedente non era mai stato con noi.” Maria estrae dalla scatola un codice civile e Butler ironizza così: “Tutta la tragedia della mia vita è raccolta in quelle pagine, dai 17 ai 23 anni ho studiato legge per diventare avvocato e dopo ben 7 anni, all’ultimo esame per poter esercitare, sono stato licenziato! Grande delusione, credevo di impazzire, ho rischiato di diventare come mio padre e ogni giorno vedevo e rivedevo il film “L’ultimo dei moicani” continuando a ripetermi che io volevo fare lo stesso lavoro del protagonista. Mi sono trasferito a Londra e ho realizzato il mio sogno.”
Maria estrae l’ultimo oggetto e dice: - In Italia si dice che ognuno di noi ha almeno uno scheletro nell’armadio, io volevo chiederti se hai tanti segreti e se per caso ne vuoi raccontare uno? – Butler ci pensa, lo dice in gran segreto alla traduttrice che a sua volta lo riferisce sotto voce a Maria che ride e lo sprona a dirlo ad alta voce… “Ho una storia con tuo marito Maurizio!”

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Finiti gli scherzi la conduttrice invita in studio Serena, una ragazza giovanissima, grandi occhi neri, dolci ma tristi, che si accomoda per ascoltare la presentazione di Maria: - Serena è qui per dire al suo fidanzato Alessandro che vorrebbe passare tutta la sua vita con lui e mi ha confidato: “Molte mie amiche mi hanno abbandonato perché non hanno capito quello che ho passato in questi anni. Si sono limitate a considerarmi una ragazza sfortunata da quando ho incontrato Alessandro”. Serena oggi ha 21 anni e ha incontrato il suo ragazzo quando ne aveva 15, dopo solo due mesi che stavano insieme lui accusa un forte dolore al bacino, si pensava ad una semplice ernia ma in realtà era un tumore molto aggressivo. La famiglia decide di trasferire il giovane ragazzo da Napoli ad Aviano in un centro oncologico. Serena, studentessa, appena finita la scuola rinuncia alle vacanze estive per trasferirsi vicino all’ospedale in un alloggio che la struttura mette a disposizione dei parenti e mi ha detto: “Il nostro amore è nato praticamente in un centro oncologico, avevo in dotazione un camice, una cuffia e una mascherina per entrare nella sua stanza, a differenza delle mie amiche che magari andavano a prendere l’aperitivo in riva al mare o comunque facevano qualcosa di divertente, noi avevamo otto cicli di chemio da affrontare con tutte le conseguenze. Insomma una battaglia dolorosa invece di partecipare a delle feste. Questo mi ha reso molto diversa dalle mie coetanee, più consapevole dei veri valori. Non riuscivo più a dispiacermi per non aver potuto comprare una borsa alla moda ma mi disperavo quando Alessandro mi diceva che non ce la faceva più.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Le mie amiche magari cantavano il tormentone dell’estate mentre io mi concentravo per trovare una canzone che potesse dare forza al mio amore…un giorno gli ho fatto sentire una canzone che diceva: “Ti porterò in un mondo diverso, ti porterò in un mondo perfetto dove tempo ancora ce n’è”. Tutto questo mi ha fatto sentire diversa da loro, tutto questo ha comportato che quelle che consideravo le mie amiche non mi frequentassero più. Ma io mi ritengo una ragazza fortunata perché Alessandro ce l’ha fatta, è uscito da quell’istituto e io penso di aver avuto il privilegio di incontrare l’amore vero, l’amore incondizionato perché lui è un ragazzo che ha lottato per anni contro un male tosto e invece di pensare a se stesso riusciva a pensare a me”.
Questa sera Serena vorrebbe condividere la paura del futuro con lui, per combatterla insieme e vincere insieme. Gerard Butler è il mito di Alessandro, qualche tempo fa sono andati al cinema a vedere un suo film, Alessandro era un po’ dubbioso perchè il titolo “Quando un padre” lo inquietava e la trama sembrava la storia della sua giovane vita, ma alla fine della proiezione era contento di aver superato i suoi dubbi per la bravura e l’intensità dell’interprete –
Il postino Marcello si trova a Somma Vesuviana (Na) per consegnare la posta ad Alessandro, lo incontra nel vialetto della sua abitazione, ha un bel viso, un fisico sportivo e con un sorriso dolcissimo accetta l’invito.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Lo studio si riempie di palloncini bianchi su ognuno dei quali sono incisi i giorni della settimana, Butler e Serena si sono nascosti dietro la busta e Alessandro fa il suo ingresso, aiutandosi con una stampella, accolto da Maria che gli fa osservare che i palloncini dovrebbero essere 60 ma una piccola assistente la corregge suggerendole che sono solo 59 perché l’ultimo, un venerdì, è rimasto dall’altra parte della busta, dove, dopo poco, viene inquadrata Serena che con un spillone lo fa scoppiare! Alessandra è pronta a parlare: “Amore, io ho fatto scoppiare il venerdì perchè il 12 maggio del 2012, quando mi hai fatto la telefonata che annunciava la tua malattia, cadeva proprio di venerdì! Noi eravamo piccoli e io ho pensato che quel giorno poteva essere l’inizio della fine ma tu hai combattuto ed io, con te, non mi sono mai sentita sola e sempre amata. Mi hai ricoperto di bigliettini, fiori, messaggi…tu sei la mia vita e per questo voglio dirti grazie.”
Maria comincia a leggere la lettera: - Diventare grandi non è una cosa semplice, per te non lo è stato affatto. A 17 anni hai scoperto che nella vita accadono situazioni difficili da comprendere ma che ti mettono davanti a un bivio. Puoi lasciarti portar via o puoi provare ad afferrare la vita per i capelli con tutte le tue forze, come hai fatto tu, amore mio, che hai lottato tanto, sofferto troppo, ma che hai decisamente vinto! La malattia è contemplata nella vita di chiunque ma è contro natura quando si fionda su un ragazzino come te che ti meritavi di vivere anni spensierati fatti di amici, di allenamenti di calcio, di pomeriggi a sbaciucchiarti con me.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

E invece la tua casa è diventata un’asettica stanza di ospedale nel reparto oncologico pediatrico che è il luogo più contro natura che esista. Ci hai passato mesi interminabili eppure se siamo qui insieme e tu sei bello come il sole, è perché non hai mai mollato mai e sei stato grande. E lo dico con orgoglio perché io non avrei avuto il tuo spirito di sopportazione davanti alle cure fino al trapianto di midollo! Quando hai scoperto che quel dolore alla gamba non era dovuto a un allenamento di calcio ma al peggiore dei mali eravamo insieme da appena due mesi, fino a quel momento mi avevi regalato sessanta giorni da sogno. Un tempo di felicità brevissimo eppure tanto intenso da farmi legare a te con un lucchetto d’oro. E anche se certe persone hanno cercato di dissuadermi dallo starti accanto perché io ero tanto giovane e tu tanto malato, non ho potuto fare diversamente…sentivo che il mio posto era lì, vicino a te. E cinque anni dopo il mio posto è sempre qui, davanti a te, perché tu sei il mio grande amore e nulla al mondo ti sposterà dal mio cuore -
Una piccola assistente di studio si avvicina ad Alessandro e lo aiuta ad indossare una sciarpa dicendo: “Il segreto del vostro amore è racchiuso tra le maglie di questa sciarpina, mettila al collo, il suo profumo ti farà capire meglio di cosa sto parlando”
Maria riprende a leggere: - Quando ci siamo conosciuti eri il classico ragazzino che ti fa subito innamorare; io potevo uscire solo il sabato e la domenica però ero gelosissima e siccome mi sembravi troppo farfallino ti stressavo e finivamo per litigare, tanto che ad un certo punto ci siamo lasciati.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Il mio cuore mi suggerì di fare una piccola magia per farti tornare da me…dovevamo rivederci perché ti dovevo restituire una sciarpa, ho pensato di spruzzarci sopra il mio profumo prima di restituirtela con la speranza che non appena l’avessi indossata ti avrebbe evocato qualche ricordo di noi! Infatti dopo qualche giorno mi arrivò un tuo messaggio se potevamo rivederci. Mi sei apparso subito diverso, sembravi più maturo, più uomo, avevi anche un po’ di barba. Insomma eri un gran figo e quando mi hai preso la mano e mi hai chiesto se ci volevamo riprovare io ti ho dato la mia risposta con un bel bacio. Da quel giorno lontano, il 7 marzo del 2012, il farfallino Alessandro si è trasformato nel più romantico e fedele di tutti gli amori. Sei tu il primo e unico che ha saputo rendermi felice e al quale prometto eterna fedeltà, perché io voglio essere proprio come quella ragazza della canzone che un giorno mi hai dedicato… -
Maria, con un telecomando, fa partire la registrazione della canzone con la dedica di Alessandro, commenta scherzando che forse come cantante non è proprio bravissimo e poi riprende a leggere: - Sei speciale non solo quando canti ma per come mi incanti! Appena scoperta la tua malattia ti sei trasferito ad Aviano dove ti aspettavano le cure più infami che ti abbassavano così tanto le difese immunitarie che dovevi stare solo per giorni in una stanza sterile, ma tu facevi finta che andasse tutto bene, di non avere la nausea, di non sentire dolori e bruciori da tutte le parti.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

Preferivi occuparti del mio sorriso perché tu, prima di te stesso hai sempre messo me. E anche se non ci potevamo toccare, nemmeno sfiorarci le mani, tu mi dicevi sempre che ti bastava vedermi per stare subito meglio, fino al giorno in cui hai dovuto affrontare il trapianto, povero amore mio. Il periodo più brutto, un incubo sotto tutti i punti di vista, due mesi di isolamento a Trieste senza mai poterci vedere se non con le videochiamate. Eppure nei giorni più orribili della tua vita tu mi hai regalato così tanta dolcezza che io ti voglio dire mille volte grazie e non solo quello… -
Serena prende la parola : “Io non ho paura che il nostro amore finisca perché so quanto ti amo e so quanto tu ami me, però a volte ho paura che ti possa succedere qualcosa di brutto e lo so che hai paura anche tu ma non devi più aver timore di dirmelo perché io voglio ballare tutta la vita con te.” In studio due ballerini di TipTap si alzano dal pubblico per regalare un minuto di allegro balletto alla coppia, poi Maria finisce di leggere la lettera: - Anche noi due balleremo all’infinito, pieni di gioia e di leggerezza. Io troverò presto un lavoro e poi avremo una casa tutta nostra e anche tre bambini, anzi due, perché tre son troppi, come dici tu! E viaggeremo anche, che è una cosa che sogniamo ad occhi aperti, insomma la lista dei progetti è infinita. E voglio aggiungere un pensiero per la tua mamma, che con me si sfogava di tanto in tanto, ma davanti a te si è sempre fatta vedere positiva e incoraggiante.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

So che la ami anche tu sopra ogni cosa, come ami tuo fratello e il tuo papà, come ami la vita che ha premiato il tuo bel cuore e ti ha fatto vincere un futuro pieno di sorprese, a partire da quella che ti sta per capitare adesso…alzati in piedi e preparati ad abbracciare due persone veramente speciali! Il fratello e la mamma scendono la scala, lo baciano commossi e poi il fratello dice: “ Tu sai quanto è difficile per me esprimermi con le parole ma questa sera proverò a fare uno sforzo per dirti quello che non sono mai riuscito…tu sei il mio piccolo grande guerriero, sei il mio motivo di orgoglio, sei il mio punto debole ma al tempo stesso sei il mio punto di forza, ma soprattutto tu sei tutto quello di cui io ho bisogno! Ovviamente non siamo noi due la tua sorpresa perciò guarda le scale perché il vero regalo sta per scendere!”
Gerard Butler, con il suo incedere da guerriero e il sorriso più bello che potesse trovare nel suo repertorio si avvicina al piccolo Alessandro, lo avvolge in un caldo abbraccio e si siede con lui per dire: “Whao, appena hanno inquadrato il tuo viso ho visto una luce magica e poi nei tuoi occhi, come quelli di Serena, ho visto l’amore e la purezza che vi contraddistingue. E’ evidente che non si può fare a meno di amarvi. Tu hai dato prova di uno straordinario coraggio, sei un combattente e hai anche un gran senso dell’umorismo. Io mi sento onorato di essere un attore che tu ammiri e quel film che ho fatto proprio su questo argomento l’ho voluto e l’ho amato perché con il coraggio e con l’amore è possibile realizzare qualunque cosa, nel tuo caso anche sconfiggere il male.

Le altre storie... Un venerdì di maggio

E poi mi hanno raccontato un episodio avvenuto quando eri ancora nella tua stanza di ospedale: una mattina hai visto entrare tutti i medici con un cestino in mano pieno di bigliettini , uno di questi era il risultato dell’ultima PET che era negativa, le cellule maligne erano state sconfitte, un altro diceva che finalmente potevi tornare a casa…Questi biglietti li ho io e ora te li consegno perché tu possa conservarli ,ma ora ho anche io una cosa da darti…questo braccialetto che porto sempre al polso, è il regalo di un mio carissimo amico compagno di avventure e di meravigliosi viaggi, spero sia di buon augurio anche per te! Ma non è finita….ora dobbiamo decidere la destinazione di questa avventura e sarai tu a farlo su questo mappamondo che lo studio ci mette a disposizione! Ora chiudi gli occhi, il mappamondo sta girando, sarà come una pre-luna di miele per te e Serena…punta il dito…La costa occidentale dell’Africa sarà la vostra destinazione!" Parole dolci di commozione tra Serena e Alessandro precedono l’apertura della busta, i baci appassionati e la gioia di tutti i presenti pongono la parola fine a questo bel racconto di una storia di vita vera.

Gabri B.