C'e' posta per te

C'è Posta per te - Quattro cuori e una mansarda

Puntata del 24/03/18

Sul grande schermo scorrono le immagini di un apparente sconosciuto, alcune frasi fanno intuire chi potrebbe essere: - E’ soprannominato “Il Gioiello”, a soli 23 anni è il giocatore più valutato al mondo, 260 presenze e 101 goal, 2 scudetti, 2 coppa Italia, 1 Super coppa – E’ un fenomeno e migliorerà ancora (Maradona) – A 23 anni nessuno è stato forte come lui (Fabio Capello) – Non voglio essere Messi…voglio batterlo –
Paulo Dybala entra in studio, ha il volto di un bimbo e gli occhi color del cielo. Il lungo applauso del pubblico e il dolce sorriso di Maria permettono al giovane calciatore di presentare la mamma e il fratello seduti sugli spalti del teatro, mostra la sua fierezza e con un dolce sorriso si accomoda per aspettare Luana, una giovanissima donna, bella ed elegante che si siede accanto al campione mentre Maria si accinge ad iniziare il racconto: - Luana chiama C’è posta per il suo compagno Giuseppe, lei lo considera suo marito, vivono insieme e lui è il padre dei suoi due figli. Stasera vorrebbe dire a Giuseppe tutto quello che ha dentro, vuole esplodere e dirgli che non lo lascerebbe mai per nulla al mondo. Purtroppo spesso in casa succede che Luana abbia degli sbalzi d’umore per la situazione di povertà nella quale la famigliola vive,

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alcuni giorni il frigorifero è vuoto e la giovane mamma si trova in difficoltà anche per dare il cibo necessario ai bambini ma stasera vuole che Giuseppe capisca che non si deve sentire in colpa e non deve cadere in depressione. Lei mi ha detto: “Io e lui non dobbiamo avere paura del futuro, perché il futuro non può essere peggio di quello che abbiamo già passato. Sappiamo cosa vuol dire dar da mangiare ai figli mentre noi non tocchiamo nulla e ci limitiamo a guardarli, noi sappiamo cosa vuol dire lasciare una casa, noi sappiamo già cosa vuol dire vendere tutto, noi sappiamo già cosa vuol dire vestire le bambine grazie all’aiuto di altre persone. Quando ci siamo innamorati lavoravamo entrambi e sognavamo un futuro normale insieme, lui faceva l’imbianchino decoratore, guadagnava circa 1300 euro al mese e avevamo affittato un piccolo appartamento, poi nel 2014, quando è arrivata la crisi, lui ha cominciato a lavorare sempre di meno, non si è perso d’animo e ha cercato qualsiasi tipo di lavoro ma i soldi mancavano e proprio in quel periodo io ho dato la prima umiliazione a mio marito. Era una mattina e lui non era in casa, non avevamo un soldo neppure per fare la spesa e ho deciso da sola di vendere di nascosto da lui la nostra camera da letto.

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Era la camera che avevamo comprato a rate e ci tenevamo tantissimo. Ho venduto pure tutto l’oro che avevamo, piccole cose ma per noi importanti e poi anche tutti i vestiti che avevo indossato prima della gravidanza. Così siamo andati avanti per alcuni mesi ma poi abbiamo dovuto lasciare la casa e siamo andati a vivere in un posto che molti potrebbero chiamare mansarda ma che altro non è che un sottotetto di una casa. Paghiamo 300 euro al mese, l’abbiamo messa a posto con il cartongesso ma il pavimento è in discesa, è umida, abbiamo una rete sulla quale dormiamo ma non abbiamo un armadio e quando piove usiamo stracci e secchi per contenere l’acqua che filtra dal soffitto. Giuseppe ha trovato lavoro in una cooperativa ma ogni mese gli rinnovano il contratto e non è sempre certo, come è successo questo mese!” Maria continua: - Giuseppe ha un solo svago, è tifoso sfegatato della Juventus e tu, Paulo, sei il suo campione. Ogni tanto un suo parente lo invita a casa e lui ti vede giocare. Stasera Luana vorrebbe che lui conoscesse il suo campione ma vuole anche poter dire che per lei è lui il vero campione per come la tratta e per come si comporta con i suoi figli! -

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Il postino Gianfranco si trova a Torino per consegnare la posta a Giuseppe, lo trova nella sua abitazione, un giovane uomo un poco stupito che con semplicità accetta l’invito.
Paulo aiuta i bambini ad allestire sul pavimento dello studio un grande puzzle a cuore di prato vero per poi andare a nascondersi dietro la busta. Maria accoglie Giuseppe e cerca di rassicurarlo, alla visione del volto della sua amata la paura passa ma l’emozione aumenta e desidera ascoltare le sue parole: “Il nostro sogno è quello di sposarci in un prato. Ne abbiamo tanti di sogni insieme e non dobbiamo mai perderli per strada. La nostra vita è difficile ma io sarò sempre accanto a te e quello che ti chiedo, amore mio, è di non smettere mai di sognare.”
Maria si siede accanto a lui e inizia a leggere la lettera: - Due cuori e una capanna, si dice sempre così di chi è innamorato! Nel nostro caso “Quattro cuori e una mansarda”, che io poi chiamo mansarda perché le parole ti possono migliorare la vita ma in realtà noi viviamo in un sottotetto di periferia,

C'è Posta per te - Quattro cuori e una mansarda

interamente ricoperto di cartongesso che lo fa sembrare una casa ma che una casa non è. Se non altro riusciamo a non pesare sui miei nonni che ci hanno ospitato quando Cristian aveva due anni e tu avevi perso il lavoro e che poi, da quando ci siamo trasferiti, ci aiutano sempre con qualche venti euro o con i sacchetti del supermercato pieno di cibi e pannolini. Come due colombe abbiamo fatto il nostro nido in cima a un palazzone, a un passo dal cielo. Un nido che fa acqua da tutte le parti perché è un forno d’estate e un frigo d’inverno e nostro figlio ci fa le discese in monopattino visto che il pavimento è in pendenza, ma è comunque un tetto sulla testa dei nostri bimbi e questo è ciò che conta. Certo la casa dei nostri sogni dovrebbe avere le finestre, anche solo una per guardare fuori che tempo che fa, ma il nostro disastro io lo amo perché con me ci sei tu! C’è la nostra famiglia, c’è che quando stiamo insieme tutto passa perché le cose materiali vanno e vengono e prima o poi verranno anche per noi. Io non ho più un gioiello perché me li sono venduti, non ho più la camera da letto in ferro battuto perché ho dato via pure quella, ma il cuore ce l’ho intatto, lucido, gonfio e felice, grato a te che sei la mia vita, tanto lo so che arriverà la vita giusta anche per noi.

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Un bel giorno ci metteremo alla finestra di casa, tutti e quattro a cantare la canzone che ci piace tanto…e che stasera dedico a te Meraviglioso Amore Mio! –
Da una piccola casetta di stoffa esce una bambina che si va a sedere al centro del cuore d’erba intonando il brano: “MERAVIGLIOSO AMORE MIO” di Arisa per poi concludere consegnando tra le mani di Giuseppe la foto dei suoi genitori.
Maria riprende a leggere: - Io credo che lo sconforto di questo periodo sia dovuto al fatto che ti senti in colpa come se ci fosse qualche responsabilità se il tuo lavoro si è messo storto e a nulla valgono i tuoi sacrifici per farlo ritornare. Lo sai chi vorrei che ci fosse al tuo fianco in questo momento per darti la carezza più dolce che meriti? Vorrei che ci fosse proprio la tua mamma, la signora Anna, che io non ho avuto la fortuna di conoscere perché ti ha lasciato che avevi solo 15 anni e non avevi nemmeno tanto capito che si era ammalata di una cosa seria, infatti ti crucci sempre di non aver fatto in tempo a dirle che le volevi bene, ma lei lo sa che gliene volevi tanto, una mamma sa sempre tutto! Quando mi parli di lei dici sempre che aveva un cuore enorme, tanto che la vostra casa si riempiva di amici non appena arrivava un giorno di festa. Mamma Anna ti adorava perché eri arrivato dopo venti anni di matrimonio.

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Da buona mamma italiana, pur di farti felice, la domenica ti faceva la pasta in casa…non come me che non sono capace neanche di tirare la sfoglia! Comunque si, ci vorrebbe proprio lei in questo periodaccio e anche il tuo papà, mi aiuterebbero a tirare su il tuo morale che è pesante come un sasso e ogni mese che passa si fa sempre più nero. La vita a volte fa brutti scherzi ma poi tutto passa, passa sempre, bisogna solo non smettere di amarci mai –
Grande commozione della giovane coppia quando il pubblico alza tanti cartelli con le parole della canzone che continua a fare da sottofondo.
Maria, abbraccia Giuseppe e riprende a leggere: - C’è stato un periodo dove si andava a ballare e tu offrivi sempre da bere. Una manciata di anni dopo e l’arrivo dei nostri due figli hanno ribaltato lo stato delle cose ma non significa che tu non sia un capofamiglia di tutto rispetto. Ti ho visto chiudere la ditta travolta dalla crisi senza fare storie e iniziare il giorno stesso a mettere volantini nelle buche delle lettere, annunci su facebook come tuttofare, andare a suonare al campanello di fabbriche e capannoni. Ti ho visto firmare contratti mese per mese con la speranza di rinnovarlo ogni volta per poi venir lasciato a casa,

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con la penna dentro il tappo e le lacrime agli occhi. Giuseppe, ascoltami bene, tu sei un uomo che vale, un professionista serio, una persona onesta e anche se adesso sembra che tutte queste cose non contino, vedrai che arriverà qualcuno che saprà apprezzarti e renderti un uomo libero. Perché il lavoro rende liberi e tu ne hai diritto e quando sarò in grado di lasciare anche Ginevra alla materna mi metterò a cercare un lavoro anche io e noi ce la faremo perché la brava gente ce la fa sempre, solo che si deve mettere in fila e portare pazienza. E se non bastano queste parole a rassicurarti allora ascolta anche queste, che ci tengo a dirti a voce… -
Maria lascia la parola a Luana che con voce rotta dice: “Ti amo amore mio, tu sei il mio ossigeno e io sono il tuo. Abbiamo un unico cuore che batte insieme, anche se la nostra vita è povera noi siamo ricchi d’amore. Perdonami se a volte ti dico delle brutte parole, non le penso! Non è colpa tua se il frigo è vuoto, anzi, tu fai tutto per noi. Io tra mille uomini sceglierei solo te, anche in un’altra vita…sempre!”

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Tre bimbe lasciano vicino ai piedi di Giuseppe tre scatole mentre Maria conclude la lettera: - Qualcuno dice che quando si è giù di morale passa pure la voglia di giocare con i bambini, di coccolare la propria donna, ecco questo a te non succede mai. Sei davvero un papà adorabile, la piccolina la vizi come una principessa e di Cristian sei davvero il miglior amico. Non voglio più vederti con gli attacchi di panico e mettermi vicino a te per aiutarti a respirare meglio. Se tu ti ammali a noi chi ci pensa? Tu che mi dici mille volte ti amo, sei la mia vita e mi riempi di attenzioni e di baci anche quando sono in pigiama con la pinza in testa!. Ci sono certi momenti che riusciamo ad essere felici anche nella nostra povertà…figurati come staremo quel giorno che potremo contare su un piccolo stipendio sicuro, perché verrà quel giorno, io lo sento…come sento che sta entrando un eroe per te. Guarda la scala amore mio, è il mio regalo per te! –
Il giovane campione scende verso Giuseppe, l’abbraccia affettuosamente e nel suo stentato, ma dolce, italiano dice: “Che bella sorpresa ti ha fatto trovare tua moglie, penso che a volte è veramente difficile trovare le parole. Ho vissuto tante cose simili alle tue e devo dire che qui il campione sei te per quello che fai per la tua famiglia.

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Perché la cosa importante è avere una famiglia unita aldilà delle differenze…forza sempre!” Continua Paulo : “Ci sono tre regali posati di fronte a te, spero ti piacciano tanto come piacciono a me… una piccola stanza per i tuoi bambini piena di mobili e di vestiti così anche tu e tua moglie potrete avere dei momenti privati per voi e dormire insieme ai vostri sogni più belli! Poi nella seconda scatola non potevo non mettere la mia maglia ma con il tuo nome e poi la tessera per poter vedere tutte le partite dal vivo ovunque “tu staio…” perché io penso che le persone che vanno allo stadio portano tanta energia positiva e noi abbiamo bisogno di questo! Arriviamo alla terza scatola…Un grande cuore per te e per lei che contiene una cosa che sicuramente vi aiuterà tanto in questo momento, però, se mi permetti, vorrei darlo a tua moglie che si sa…le donne gestiscono meglio i momenti come questi!”
Due postini entrano dal tunnel in studio, si avvicinano trasportando grandi carrelli pieni di doni per i due piccoli figli, Luana ne apre uno a caso e scoppia in lacrime…è un vestito da piccola principessa per la sua Ginevra e a seguire tanti altri doni bellissimi!
Sembra di aver letto una favola a lieto fine ma speriamo sia invece l’inizio di una vita più serena. Grazie Maria e grazie al “principe” dagli occhi azzurri e con il cuore da campione.

Gabri B.