C'e' posta per te

C'è Posta per Te - Amore e pane cafone

Un filmato senza segreti annuncia che questa sera gli ospiti d’onore saranno due. Sul vidiwall scorrono veloci le immagini e le frasi: - Lui è lo chef più burbero e sexy d’Italia – L’altro è grande in cucina e nel cuore – 1 Stella Michelin, 3 Forchette Gambero Rosso – Il suo è tra i migliori ristoranti del mondo – 2 Stelle Michelin – 3 Forchette Gambero Rosso – 3 Cappelli dell’Espresso – Nessun uomo, neppure il più forte può andare avanti da solo, nel lavoro e nella vita se sono quello che sono lo devo alla famiglia – Passione Umiltà e Voglia di imparare… in cucina e nella vita contano più di ogni altro ingrediente – CARLO CRACCO e ANTONINO CANAVACCIUOLO -
Un’ovazione accoglie i due grandi chef quando entrano in studio, loro sorridono soddisfatti, si prendono volentieri anche tutti i complimenti di Maria e si accomodano ad aspettare l’ospite. Si chiama Mario, è un giovane uomo che ha chiamato C’è posta per la sua mamma, vorrebbe questa sera farle capire veramente quanto la ama e quanto lei sia importante nella sua vita.

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Maria inizia a raccontare: - Mario sta per diventare papà, in casa di soldi non ce ne sono tanti e le esigenze economiche sicuramente aumenteranno ma lui non vuole che la sua mamma si possa sentire un peso per lui.
Il suo papà aveva un motto: “Poveri ma felici” e lui di questo motto ne ha fatto la sua ragione di vita. Poi mi ha detto: “Da piccolo, papà, mi ha insegnato a non essere invidioso e così è sempre stato per me, anche la mia mamma era come lui e mi ricordo quando andavamo tutti insieme in un parco ed eravamo felici dopo aver affittato un tavolo per pochi soldi, ci posavamo sopra il cibo portato da casa e stavamo lì tutto il giorno. Eravamo contenti e soprattutto insieme.”
Maria continua: - Il suo papà si ammala tre anni fa di un grave tumore e nulla lo può salvare, Mario ha continuato a sperare mentre la madre, consapevole, ha dimostrato la sua grande forza ma è crollata dopo la morte del marito. Mario ha cercato di colmare il grande vuoto sia emotivamente sia nel quotidiano ma non riesce a togliere la tristezza dai suoi occhi.

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Per portare un piccolo stipendio a casa ha organizzato un furgoncino carico di pane, provola e mozzarelle e va in giro a venderle, prova a fare il capo famiglia ma non riesce mai a vederla felice, se sorride è solo per farle il piacere, ha smesso di cucinare e il motivo per cui voi due, Carlo e Antonino, siete qui questa sera è anche per farle tornare il desiderio di ricominciare a fare le cose di casa alle quali Mario tiene tanto –
Il postino Andrea si trova a Caivano (NA) per consegnare la posta alla signora Anna, la trova sulle scale di casa, risponde imbarazzata a tutte le domande di rito e con un timido sorriso accetta l’invito.
Maria rassicura il giovane uomo che ora è molto emozionato, lo incoraggia dicendogli che stasera accanto a lui ci sono ben due angeli custodi, che per ora si sono nascosti dietro la busta ma poi lo aiuteranno.

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Mamma Anna entra in studio, bella, elegante e agitatissima, scoppia in lacrime quando vede il volto del figlio dall’altra parte della busta e desidera con tutto il cuore ascoltare le sue parole Mario: “Vedi mamma, questo orologio che ho tra le mani era di papà, ma a lui non serve più perché sta vivendo in un altro tempo e stasera voglio dirti che da quando lui è andato via mi fa tanto male vederti sempre triste. Papà se ne è andato troppo presto, aveva solo 49 anni, ma io vorrei vederti di nuovo forte come sei sempre stata, per noi…per me! Ti prego non mi dire più che tu per me sei un peso, tu per me non lo sarai mai e ti amerò per tutta la mia vita. Ho organizzato questa serata solo per te, per rivedere il tuo bellissimo sorriso che non vedo da tanto tempo…ci provi a farmelo almeno questa sera? Me lo merito, mamma!” Alcuni piccoli assistenti, sulle note del brano “Eterno” di Giovanni Caccamo, trascinano in studio dei carrelli colmi di sacchi di farina, pagnotte, sfilatini…e un piccolo pane a forma di cuore, finisce tra le mani di Anna.

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Tutti sono commossi, Antonino si è asciugato più volte una lacrima, addirittura Cracco ha perso quel suo piglio severo mentre Maria, visibilmente emozionata, si accinge a leggere la lettera: - Fuori è buio e tutti ancora dormono, mi sciacquo la faccia, butto giù un caffè e poi salgo in un furgone diretto al forno per caricare il pane “cafone”, come lo chiamiamo noi, e lo vado a vendere nel quartiere Stadera. E’ la mia vita di ogni giorno e tutte le mattine quell’odore di farina cotta al forno mi fa pensare a te mamma, perché tu sei come il pane e se non ci fossi bisognerebbe inventarti. Sei l’origine della mia vita, sei buona da baciare e soffice da abbracciare, sei capace di sfamare il mio bisogno d’amore con un sorriso o una carezza. L’amore che mi avete insegnato tu e papà mi ha fatto sentire sempre più ricco dei veri ricchi. A casa nostra è capitato più volte di aprire il frigo vuoto ma i muri profumavano di pane buono,

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tutto merito dell’allegria che portavate…eravate così innamorati che non poteva essere altrimenti e quando ti mettevi il vestito buono per andare a passeggiare sul lungo mare babbo ti diceva sempre che eri bellissima e tu diventavi rossa come un ragazzina al primo bacio. Tu avresti voluto andar via con lui quando è volato in cielo e so che da più di due anni vivi come una maledizione essere rimasta a questo mondo senza papà. Lo so che non ti basta sentirti dire che noi tutti ti vogliamo un bene infinito per ritrovare la forza di andare avanti e non ti rincuora nemmeno l’idea che tra quattro mesi diventerai nonna del mio primo figlio che chiamerò Gennaro come l’uomo che piangiamo ogni giorno. Io ti voglio liberare da quella bolla di disperazione che ti avvolge perché mi manchi e sei la cosa più importante che mi sia rimasta, perché mi hai cresciuto con amore infinito, perché mi hai regalato un padre straordinario, perché ti meriti ancora tanto dalla vita.

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Ed è per questo che stasera ti ho portato a C’è posta perché la vita può ancora riservarti delle sorprese e io sono come papà, che era felice solo se ti vedeva felice della vita che avevamo. Il tuo Gennaro ti aveva promesso eterno amore , invece l’amore per te lo ha dovuto interrompere bruscamente. Dovevate partire per una piccola crociera per la sua festa, la nave sicuramente è partita ma senza voi. Quando la sera ti vai a coricare io ti sento piangere, quella stanza era il vostro nido e ogni centimetro ti ricorda papà, i suoi vestiti sono ancora nell’armadio e poi ci sono ovunque le foto dei vostri momenti felici e tu ti senti sola. Tu facevi ogni cosa pur di dargli una gioia, per non parlare delle cure amorevoli che gli hai riservato quando si è ammalato. In pochi mesi sei diventata quasi una laureata in medicina, pure la pianta di Aloe gli hai comprato per fargli bere il suo succo ma sempre e tutto da sola, a noi non hai mai detto una parola sulla gravità della situazione. Non volevi farci soffrire in anticipo, ci hai preservato da tutte le paure,

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ci hai protetto come solo una madre coraggio può fare tenendoti nel cuore tutta l’amara verità. Ora è arrivato il momento per dimostrarti tutta la mia gratitudine, sei una donna speciale e non voglio più che ti senti in colpa se ogni tanto sfilo quindici euro dai trenta che guadagno per aiutarti con le bollette o con la spesa. Io sono felice di farlo e vorrei riuscire a fare molto di più per iniziare insieme un nuovo capitolo di vita che sia buono e dolce, che sia morbido e caldo, che sia insomma un pezzo di vita al profumo di pane cafone come quello che vendo io. Ti voglio essere grato e con me lo vuole anche lei…guarda nel pubblico - La figlia si alza dagli spalti, va verso di lei, l’abbraccia e in lacrime dice: “Sono qui per dirti che rivoglio la mia mamma di prima, anche se niente sarà più come prima, voglio rivederti felice, voglio vederti che vai ancora al mare…voglio vederti sorridere!” Dopo averla fatta accomodare vicino alla mamma,

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Maria continua la lettura: - Mamma, lo sai, tu hai una famiglia grande che ti sta aspettando, che sogna di ritrovarti vestita bene, pettinata dal parrucchiere, pronta ad uscire anche per una semplice pizza. Devi tornare tra noi perché qui siamo in parecchi a reclamarti e per mettere tutti nell’umore migliore aggiungo, a questa serata di sorprese, anche tre promesse solenni : Che non ti chiamerò più la mia nanetta – Che ti lascerò in pace quando fumerai la tua sigaretta – Che non ti dirò più che sei maniaca della pulizia – E per prometterlo, come testimone d’eccezione, ho chiesto a due amici che tu adori di venire ad abbracciarti, guarda la scala e sorridi perché la vita può essere ancora bella! – Carlo Cracco sembra volare sulle scale per andare ad abbracciare mamma Anna, mentre Canavacciulo lo raggiunge con in suo incedere solenne, non le dà la consueta pacca ma due baci sulla fronte e poi dice: “Anna, secondo me Mario si merita una mamma felice, guarda gli occhi di tuo figlio,

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quegli occhi ti devono dare la forza di reagire, sei giovane, hai una vita davanti e, secondo me, Gennaro, quello vuole! Hai due figli belli e sani, con dei bei principi e secondo me nella vita ce la faranno ma hanno bisogno di te perché se viene a mancare la mamma nella vita… è finita!” Cracco continua: “Perciò qual è la prima cosa da fare? Ritrovare la voglia di vivere in cucina! Esattamente quello che facevi prima per loro, lo devi fare anche adesso, non è che siccome non c’è più Gennaro non si mangia più…magari la pastiera!”
Entra un carrellino con sopra una piccola pastiera napoletana cucinata da Canavacciuolo, lo chef scherza sulla bontà della torta ed è sicuro che quella cucinata da Anna è più buona perché le mamme hanno sempre quel segreto magico, quel tocco nobile…insomma la bontà dell’amore. Cracco aggiunge: “Magari la tua cucina è diventata un po’ fredda, forse ha bisogno di qualche nuovo acquisto, qualche rinfrescata…e allora facciamo entrare due cose!”

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Due grossi carrelli entrano in studio, sono pieni di pacchi infiocchettati e Canavacciuolo comincia: “Ora non hai più scuse, puoi fare tutto, friggere, impastare, frullare, tostare…bruciare! Però, ti è andata bene, hai un sacco di cose, considerando quanto è “tirato” Carlo direi che ti è andata proprio bene!! Mò non ti manca niente, e poi con due figli così, proprio niente! Mò Carlo “mantieni” questa busta che vado da Mario che gli devo dire due cosette…qua c’è un piccolo pensiero che ti permetterà di vedere il tuo sogno più da vicino! E quando il tuo sogno si sarà avverato io aspetto una telefonata da te e sarò in tuo primo cliente! Oh Carlo, Carlo…tocca a te!”
Cracco ride come tutti in sala e dice ad Anna: “Questi invece sono per te, perchè non basta solo qualche elettrodomestico e qualche pentola per ricominciare magari serve anche qualche cosa tua personale, qualche vestito, qualche desiderio che non sei riuscita ad esaudire, per ricominciare tutti insieme.”
Dopo altre simpatiche battute e risate Anna promette che sorriderà di più, la busta scivola via, l’abbraccio è tenero tra mamma e figli mentre Canavacciulo continua a scherzare e a salutare con i suoi famosi baci sulla fronte e se l’obbiettivo di questa sera era far sorridere Anna…beh, ci sono proprio riusciti!

Gabri B.