C'e' posta per te

C'è Posta per Te - Il nostro arcobaleno

Puntata del 24/03/18

Sul grande schermo scorrono immagini e alcune frasi che fanno intuire chi sarà l’ospite d’onore di questa sera: - La famiglia è la mia priorità, voglio essere un esempio per i miei figli, la vita con loro e mia moglie è più bella – Determinazione, fascino, simpatia, niente vale di più del poter tornare a casa dalla propria famiglia – Patrick Dempsey -
Patrick (affiancato dalla traduttrice Olga Fernando) entra in studio accolto da un pubblico entusiasta e da Maria che non si risparmia in complimenti e battute ironiche riferite ad alcune signore sedute sugli spalti che sembrano non stare nella pelle , poi gli fa domande sulla sua vita privata, sulla moglie…e l’attore risponde sempre con frasi spiritose, fascinose e romantiche, si ride, si scherza fino ad arrivare all’ingresso di due giovani ragazzi, Francesca e Gennaro, che si siedono insieme a Patrick mentre Maria si appresta a raccontare la storia:
- Loro sono fratello e sorella, chiamano per la loro mamma, per dirle che lei è forte come una leonessa e mi hanno detto: “Noi forse non saremmo più stati capaci di alzarci dal letto e uscire di casa se non ci fosse stata lei, perché il dolore che abbiamo nel cuore per la morte di nostro padre è ancora troppo forte.”
Il loro papà muore il 29 gennaio del 2017, dopo ventisei giorni di ospedale, per un brutto incidente sul lavoro. Francesca mi ha raccontato che il papà tre anni fa era rimasto senza lavoro, la loro vita era diventata difficile perché mancava uno stipendio in casa,

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a volte erano costretti a risparmiare anche sul cibo, sulla luce, poca benzina in macchina e avevano il terrore delle bollette fino ad arrivare a tenere accesa solo la lampadina della cucina per non spendere soldi. Francesca andava a scuola, molto brava con il computer quando tornava a casa dedicava il pomeriggio a cercare aziende e società alle quali inviare il curriculum del papà. Finalmente nel novembre del 2016 arriva una risposta positiva e la vita assume una nuova dimensione. Il padre era tornato ad essere quell’uomo che tutti conoscevano, gioioso, sorridente e sempre pronto per la famiglia. Ma il 3 gennaio arriva una telefonata da un collega, brutto incidente sul lavoro, corsa in ospedale dove stavano operando il papà ma i medici non danno molte speranze, anzi! La morte arriva dopo ventisei giorni di coma. Gennaro mi ha detto: “Uno come il mio papà non lo trovi più da nessuna parte, lui era capace a fare tutto, era un grande e ancora adesso quando incontro delle persone che lo conoscevano mi parlano bene di lui e questo mi riempie di orgoglio. Ora cerco io di ricoprire il ruolo di capofamiglia ma ho tanta paura di non farcela, come non ce la facevo ad andare a trovarlo in sala rianimazione, Francesca era sempre accanto a lui, gli parlava raccontandogli la sua giornata mentre io aspettavo senza fare nulla, ricordandolo come era prima di finire sotto la pala di una ruspa.”

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Maria continua: - La loro mamma è stata fortissima, il marito è stato l’unico uomo della sua vita, l’aveva conosciuto da giovane, ora si è rimboccata le maniche e va a lavorare per venti euro al giorno ma si sente sempre in difetto come se facesse poco e non fosse una brava madre. Francesca e Gennaro sono qui questa sera per dirle che senza di lei non sarebbero riusciti ad andare avanti e che è arrivata l’ora che sia lei ad appoggiarsi a loro. Patrick è qui per aiutarli e perché è sempre piaciuto tanto alla loro mamma -
Il postino Gianfranco si trova a Striano (NA) per consegnare la posta a mamma Michela, la trova nel parcheggio di casa, è giovane, semplice e veramente sorpresa. Patrick e Gennaro si nascondono dietro la busta mentre lo studio subisce vari cambiamenti… vari teli bianchi coprono oggetti, la busta che divide lo studio, il pouf e il pavimento. Michela entra in studio e Maria l’accoglie dicendo: - Come vedi lo studio è un po’ diverso da quello che sei abituata a guardare in tv, ci sono teli che coprono quasi tutto come fosse un teatro dismesso, è stato allestito così perché chi ti manda a chiamare si è sentito in questo stato d’animo per tanto tempo, come se una parte di loro fosse stata avvolta da un telo. Ma non ti preoccupare di nulla, seguimi, ora sposto il telo che copre il nostro pouf, ci sediamo insieme perché sta per succedere un’altra cosa diversa dal solito!-

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La voce fuori campo della figlia si sente forte in tutto lo studio e mamma Michela ascolta stupita: “Se non ci fossi stata tu io sarei ancora così, con i teli calati sugli occhi, sul cuore e sull’anima. Ho scoperto che la vita è un tempo che ci è stato dato in prestito ma purtroppo arriva sempre il momento in cui qualcuno bussa alla porta e si riprende il tempo dato. Quel momento ha un brutto nome…io la chiamo fine e penso che quelli che restano non vivono più veramente”. Sulle note di un brano di Enya, come per magia, dallo studio i teli si alzano verso il soffitto mentre nel monitor della busta compare Francesca che, dopo aver arrotolato il suo telo, dice: “Tutto questo è per te, mamma, sei una grande donna, tutta la tua forza mi sta aiutando ad affrontare questa vita senza papà, tu non mi hai lasciato sola e proprio per questo noi non lasceremo sola te…perché insieme a me questa sera c’è anche lui, Gennaro!” La mamma è molto commossa e allo stesso tempo stupita, Gennaro è un timido che non parla quasi mai ma questa sera forse ce la farà a dire: “Quanto sei bella mamma, sono molto orgoglioso di te, tu hai un cuore enorme e neppure nel momento peggiore hai smesso di farlo battere per noi. Ma ti prego, smettila di sentirti in colpa, io vivo per voi e vorrei che tu contassi su di me, sul mio stipendio perché se solo potessi non ti farei andare a lavorare e ti tratterei come una regina.

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Io mi impegnerò per diventare il capofamiglia che purtroppo non abbiamo più, ora mandami un bacio con la mano che lo metto nel mio cuore!”
Lo studio ritorna alla normalità i teli scompaiono totalmente facendo comparire un grande albero “triste” mentre Maria comincia a leggere la lettera : - La prima notte che siamo tornate a casa dall’ospedale, con gli spilli nel cuore perché papà ci aveva lasciate, io mi sono messa nel lettone con te, ti eri infilata nel suo pigiama per averlo ancora addosso e se chiudevo gli occhi potevo sentire ancora il suo profumo e immaginarlo ancora qui, carino e scherzoso com’era lui. Io ti abbracciavo stretta e mi rendevo conto di essere impotente davanti a tutta quella matassa di dolore, non avevo messo in conto che papà potesse andare via così presto, non credevo di poter provare in vita mia uno smarrimento simile, era un incubo! I tuoi occhi non avevano più luce, la paura di non farcela da sola ti tormentava. E invece qualcosa di miracoloso è successo, ora dopo ora, giorno dopo giorno, tu invece di lasciarti andare al tuo lutto, dopo nemmeno 10 giorni dal funerale, hai ripreso in mano le redini della nostra famiglia. Sei tornata subito a lavorare, ti sei rimessa a trafficare in cucina per farci trovare un pasto caldo, ed è solo grazie a te che io e Gennaro abbiamo cominciato a ritrovare prima un poco di speranza, poi un poco di forza.

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Ora vogliamo essere la spalla sulla quale puoi poggiarti, mamma, dirti che se ti va di piangere noi siamo pronti ad accoglierti, vogliamo chiederti scusa per quelle volte che ci hai sentito distanti. Noi ti amiamo di un amore superiore, perché tu sei una donna speciale, una vera madre coraggio. Ora tu sai che a me piace leggere, sono riuscita a farlo per papà in una circostanza molto diversa, stasera voglio farlo per te che invece è la tua festa! –
Maria interrompe la lettura per dare spazio a Francesca che si alza in piedi e legge: “Tutte la mattine esci all’alba per andare a fare le pulizie a casa delle signore e oltre ad assistere nonna, trovi pure la forza di prepararci i piatti che più ci piacciono. Con il tuo lavoro faticoso porti a casa pochi euro al giorno e li usi solo per noi. Dai tutto a noi e non tieni nulla per te, tutto il bello che siamo lo dobbiamo a te che ci hai rimesso al mondo in pochi mesi…più colorati di prima.” Tanti piccoli assistenti entrano in studio portando cesti e secchielli e una di loro dice: “I tuoi figli sono rinati grazie a te, con il tuo immenso amore guarda cosa sei riuscita a fare?” La struttura dove è incastrato l’albero triste si riempie di petali colorati, il salvadanaio di casa viene portato alla bella mamma che singhiozza mentre Dempsey si asciuga una lacrima.

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Maria ricomincia a leggere: - Dentro quel barattolo di latta c’è tutta la vostra meraviglia, quella tua e di papà,. Era il nostro salvadanaio e voi ci infilavate ogni giorno una monetina, anche quando non andava bene il lavoro ma a fine mese c’era sempre un gruzzoletto per comprare una maglietta oppure un libro per la scuola, ed era festa! Mio fratello ed io siamo tanto orgogliosi di essere nati e cresciuti in una famiglia dove anche una monetina è importante, dove non si è mai dato niente per scontato, dove non abbiamo conosciuto vizi e capricci. Papà non voleva certo lasciarti sola così presto, ognuno di noi sente la sua mancanza a modo suo, ma anche se siamo rimasti in tre restiamo una famiglia bellissima. Lui amava la vita anche quando l’aveva fatto penare ma di questo non vogliamo parlare, magari parliamo della cena al ristorante di pesce, una serata splendida, passata a ridere tra di noi. Bene, se ci avessero detto che sarebbe stata l’ultima cena, nessuno di noi si sarebbe alzato da quel tavolo. Invece il giorno dopo è squillato il telefono e noi siamo corsi in ospedale… -
Maria smette di leggere e Gennaro prende la parola: “Mamma, io so lo di non essere stato forte, so di non avere avuto il coraggio di entrare in camera sua quando era in ospedale, non ce l’ho fatta neppure quando sia tu che gli zii insistevate, ma la verità che non ti ho mai detto è che io volevo ricordare papà per come era, sorridente e scherzoso.

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Non sono riuscito a parlare neppure al funerale…ma meno male che c’era lei, Francesca, lei si che è forte. Meno male che spesso incontriamo i colleghi di papà che volevano bene… anzi dovrei dire gli vogliono bene perché stasera sono qui per te, mamma!”
Tre uomini si alzano dagli spalti, emozionatissimi, riescono a dire poche parole ma molto sentite per un collega e un amico sincero, abbracciano la giovane vedova promettendole che potrà sempre contare su di loro eescono dallo studio. Maria riprende la lettura: - Meno male che abbiamo le tasche piene di ricordi bellissimi, per esempio quando andavamo in villeggiatura a Diamante e lui ci portava al luna park, ci faceva fare un giro al centro commerciale oppure si metteva ai fornelli per cucinare spaghetti e vongole. Sono tanti i ricordi di cose fatte insieme, di abbracci dati, ma, il ricordo più bello è quando arrivava il temporale e papà si metteva alla finestra invocando l’arcobaleno per poi dire: vedete, dopo la bufera esce sempre il sole! Prendiamo questa frase come un insegnamento…sei tu il nostro arcobaleno, mamma e per dimostrartelo lasciati guidare da Maria e vedrai un piccolo miracolo! –

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Maria e Michela fanno un piccolo gioco, aspettano un punto luce sul palmo della mano, ci soffiano insieme e come per magia compare un arcobaleno non solo sulla mano bensì sull’intero pavimento dello studio!
Maria conclude la lettera: - L’arcobaleno che piaceva tanto a papà ora è impresso sulla tua pelle e sul cuore di un amico speciale che è venuto da molto lontano per portarti il suo sorriso e festeggiarti come si deve…guarda la scala, il nostro regalo è pronto per te, ti sembrerà un sogno e invece è tutto vero –
Sembra volare Patrick mentre scende la scala, abbraccia con calore la piccola donna felicemente sconvolta da questa apparizione, piange, ride è confusa e si fa aiutare per sedersi sul pouf accanto al suo idolo che dice:
“Sei una bella donna ma anche una donna molto ricca per l’amore dei tuoi figli che ti circonda, sei una madre magnifica. Sembri forte ma si capisce la tenerezza che porti dentro. La tua stessa forza ce l’hanno anche i tuoi figli e voglio dirti una cosa: come in tante altre famiglie esiste un salvadanaio come questo, anche mia madre lo aveva e ti posso dire che questi salvadanai contengono i nostri sogni che col tempo e pazienza si possono realizzare”…ma all’improvviso squilla il cellulare di Patrick che si allontana per rispondere, torna dopo poco scusandosi e con un salvadanaio molto simile a quello di Michela.

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La giovane donna capisce la sostituzione e lo apre per controllare…la sorpresa è inevitabile! Ma le sorprese non sono finite: per Gennaro che ha la passione per le macchine una valigetta stracolma di attrezzi da bravo capofamiglia e siccome anche il papà aveva questa passione e possedeva una vecchia macchina “speciale” che però ha bisogno di molte cure e molto amore, un sostanzioso buono per una super officina che si occuperà di rimetterla a nuovo! Maria ha un altro dono, questa volta per Francesca, si siede accanto alla ragazza per dirle che sa che il padre ci teneva tanto ai suoi studi ed è per questo che le consegna una borsa per gli studi universitari per conseguire la laurea triennale e magistrale per la facoltà di lettere e Campus! La felicità di Francesca è incontenibile come le sue lacrime. Grande amore e tenerezza hanno accompagnato questa storia che si conclude con un abbraccio memorabile e una infinità di baci.

Gabri B.