C'e' posta per te

C'è Posta per Te - Le domande di una vita

Puntata del 17(03/18

C'è Posta per Te - Le domande di una vita

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Un giovane ragazzo entra in studio, ha ventidue anni, e questa sera è qui per tentare un riavvicinamento con suo padre.
Maria
inizia a raccontare: - Paolo vive in svizzera, parla poco l’italiano ma sforzandosi mi ha detto: “E’ dal 31 dicembre del 2015 che sono diventato padre anche io, penso di essere un padre vero non come il mio! L’ultima volta che l’ho visto avevo 12 anni…io di mia figlia conosco tutto, il suo colore preferito, so quando ha avuto la sua prima febbre alta, so qual è il cartone che adora e l’ho guardato con lei almeno cinquanta volte, amo la mia compagna e anche se non so se questo amore durerà tutta la vita sono certo che per mia figlia rimarrò sempre il suo papà! Farò esattamente il contrario di quello che ha fatto mio padre che di me non sa e non ha voluto sapere nulla.
Voglio venire a C’è posta per fargli una serie di domande: Come ha fatto ad abbandonare tre figli? Come a fatto a non preoccuparsi se questi tre figli avevano da mangiare o avevano di che vestirsi? Come ha fatto a non rispondere alle telefonate dei miei fratelli? Mi hanno detto che forse ha avuto una figlia e anche per questo mi chiedo come ha fatto e se ha abbandonato anche lei? Come ha fatto, quando avevo solo 12 anni, a promettermi che mi avrebbe fatto gli auguri di compleanno che ancora sto aspettando?

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Come ha fatto a fregarsene di noi e se mai ci ha voluto un pizzico di bene? E poi, a me, non importa molto se stasera deciderà di aprire o chiudere la busta, perché in fin dei conti se lui non risponderà o cercherà di dare tutta la colpa a mia madre, sarò io a scegliere di andarmene! E’ stata mia madre a lasciarlo quando io avevo tre anni perché non era né un buon marito né un bravo padre! Era lei che lavorava per noi tre figli facendo contemporaneamente tre/quattro lavori mentre mio padre non ha mai mandato un euro. Io ho un solo ricordo della mia infanzia…la solitudine! Ho visto mio padre per la prima volta quando avevo 11 anni, è stata mia madre a portarmi da lui. Mi ricordo che ero alla stazione dei treni insieme ai miei fratelli che hanno cominciato a fargli delle domande alle quali lui ha risposto nervosamente “Se andate avanti con queste domande me ne vado subito” e poi mi ha salutato con una stretta di mano! L’ ho rivisto un anno dopo, sempre alla stazione dei treni, nessuna domanda per paura che si innervosisse e lui mi ha lasciato dicendomi che mi avrebbe fatto gli auguri per il mio compleanno e con un’altra stretta di mano mi ha salutato. Da allora più nulla! -
Il postino Andrea si trova a Reinach per consegnare la posta al sig.Ferdinando, lo trova nella sua abitazione, non è sorridente ma, di buon grado, accetta l’invito.

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Lo sguardo tra i due uomini è intenso, il papà si morde le labbra e continua a deglutire come a trattenere l’emozione mentre Paolo, con il suo stentato italiano, trova il coraggio di dire: “Ho 22 anni e sono tuo figlio! L’ultima volta che ti ho visto ne avevo solo 12 e poi…te ne sei fregato! Ho pianto per te ma poi la rabbia ha preso il posto della mancanza e ho smesso di piangere. Oggi sono padre e so cosa vuol dire a differenza tua, ho una figlia e di lei conosco tutto mentre tu di me non conosci niente. Io so cosa vuol dire passare il tempo con mia figlia al parco, conoscere cosa le piace e cosa no tu invece non sai nulla di me. Se oggi sono qua è perché voglio delle risposte a delle domande che mi sono fatto per tutta la vita.”
Maria si avvicina al padre che ha gli occhi arrossati e annuisce mestamente per fargli un piccolo riassunto: -Tuo figlio mi ha chiesto di venire in questa trasmissione per chiudere un cerchio, per capire, e si è preparato una serie di domande da porti -
Paolo inizia l’interrogatorio: “Ti chiedo come hai fatto a lasciare tre figli da un giorno all’altro? – Hai ragione, ho fatto degli errori ma ultimamente vi ho cercato e se non mi sbaglio ci siamo visti anche due anni fa, mentre voi non mi avete mai cercato… - l’espressione del ragazzo è di pura desolazione e Maria interviene: - Scusa, ma lui mi ha detto che sono 12 anni che non ti vede! –

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Il padre insiste negando, sostiene che il figlio dice bugie e che è lui a dimenticarsi le cose, il ragazzo ancora contiene l’inquietudine, prova a dare dei tempi reali agli avvenimenti di questi 12 anni ma il padre sembra proprio non ricordare. Paolo non ce la fa più, gli da del bugiardo e il suo atteggiamento comprensivo sparisce, gli pone delle domande trabocchetto alle quali il padre continua a rispondere come se non avesse la misura del tempo o…come se dicesse bugie. Tutti sono un poco confusi Maria prova ad approfondire citando vecchi episodi che il padre non ricorda o li colloca in tempi più recenti.
Paolo, dopo l’ennesima risposta senza senso, perde la pazienza e dice: “Ma che stai dicendo…tu vai via da noi e secondo te siamo noi che non ti abbiamo cercato? Ma sei malato? Io sono venuto qui con buone intenzioni ma tu mi stai facendo sgonfiare. Tu hai sbagliato tutto, tutto…. Tu non sai niente di me, non sei venuto neppure una volta quando giocavo a pallone, ero bravo, mi stavano per prendere in una squadra di calcio importante ma a te neppure questo ti è interessato…come puoi venire in televisione a dire tante bugie, non so!”
Ferdinando ora cerca di dare la colpa all’ex moglie, poi si aggrappa alle telefonate mai ricevute neppure per gli auguri ma Paolo proprio non ci sta e questo punto invece di parlare

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comincia ad urlare: “Sei tu il mio papà, il mio…ma cosa pensi che sono io che devo cercare te e devo scrivere a te? A te che non sei mai venuto a un mio compleanno o a qualsiasi altra ricorrenza per tutti questi anni! Io sono sempre stato da solo, ma tu non lo puoi sapere perché non ti interessa…non mi hai cercato neppure quando hai saputo di essere diventato nonno però poi ti fai grande al bar raccontandolo agli amici! Io non ho mai avuto voglia di festeggiare i miei compleanni perché tu non c’eri, preferivo stare da solo nella stanza anche a Natale, anche a Capodanno…poi è arrivata la mia compagna, mi ha accolto nella sua casa e lì ho capito cosa vuol dire famiglia, tu non lo hai mai fatto, mai! Solo dopo averla conosciuta ho cominciato a festeggiare, perché è bello festeggiare soprattutto quando hai una figlia, una famiglia!”
Questo sfogo ha fatto riflettere Ferdinando, ora non rimprovera più il figlio, non trova più scuse ma comincia a dargli ragione, dice di aver sbagliato e accetta il consiglio di non nascondersi più! Maria ci tiene a ricordare che il ragazzo ha cominciato a lavorare a 15 anni facendo l’asfaltatore, che è cresciuto con la sua mamma senza mai ricevere un piccolo aiuto economico da parte del padre e chiede a Paolo se ha ancora domande da fare ma la risposta,

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sempre rivolta al padre, è: “No, dopo quello che ho sentito cosa altro posso chiedere? Tu sei padre di tre figli ma non sai neppure dove vivono, sai che la mamma ti ha cercato tramite tuo fratello e tu cosa hai risposto? Nulla! Se tu continui a dire che hai sbagliato spiegami il perché…cosa hai in testa? Io ho scritto a una persona che non gli interessa niente dei figli, se a una persona interessa qualcosa cerca e scrive…non si nasconde! Con queste risposte e con le bugie che ho sentito questa sera come posso aprire la busta?”
Il padre continua a scusarsi, si arrampica sugli specchi cercando giustificazioni inammissibili e poi chiede al figlio cosa vuole sentirsi dire oltre a “Ho sbagliato”? E aggiunge: “Se apri questa busta potremmo ricominciare un nuovo rapporto… non è mai troppo tardi! E’ vero tante volte non ho risposto alle loro chiamate ma ci sono delle situazioni nelle quali non si può rispondere, situazioni che non posso riferire qui in pubblico! Comunque l’unico che ha sbagliato e non si è comportato bene, lo ammetto, sono stato io.”
Paolo è ancora disperato: “Ma se io non fossi venuto qui tu avresti continuato a non farti sentire, e questo mi fa impazzire, tu ora chiedi scusa solo perché ti ho cercato io sennò non lo avresti fatto mai, mai! E se riproviamo a costruire qualcosa, dopo che succede, sparisci di nuovo?”

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Il padre ha abbassato i toni e aperto lo sguardo, continua ad ammettere le sue colpe, sembra sincero e il ragazzo che dal primo momento ha cercato di esprimere la sua disperazione e il desiderio di capire si morde le labbra, pensa, gli occhi sono tristi, ricorda quanto sia mancata la sua presenza in situazioni difficili, parla della mamma e dei sacrifici che ha fatto per tirar su tre figli sempre da sola e poi aggiunge: “Abiti vicino al mio paese ma non sei mai venuto a vederci…che brutta cosa, non si giustifica anche se eri nei guai! Non so più cosa pensare, non so più cosa dire, anche se ora tu ti stai prendendo tutte le colpe non è tutto ok! Io avevo tre anni quando sei andato via, a scuola era tutto uno schifo ma tu non c’eri mai e io non sapevo neppure il tuo nome…ma tu tutto questo non lo sai perché non sai niente della mia vita, tu non sei stato il mio papà.”
“Si può parlare, risponde il padre, ora sono pronto per cominciare un nuovo rapporto sia con te che con gli altri due figli.”
“Come ti ho detto prima io ho una figlia e non voglio dirle, quando me lo chiederà, che non ha un nonno”
Maria interviene con dolcezza: - La tua bambina l’hai portata con te stasera? Vorresti fargliela conoscere? –

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Paolo la guarda con gli occhi grandi come quelli di un bimbo, abbassa la testa, continua a pensare per poi sussurrare un timido Sì.
Sembra si sia sciolto un ghiacciaio nel cuore del papà che abbraccia Paolo singhiozzando, come se tutto quello detto e fatto prima non fosse mai esistito.
Maria con rispetto e soddisfazione aspetta l’interrompersi di questo momento magico per poi seguirli con lo sguardo mentre escono insieme dallo studio.

Gabri B.