C'e' posta per te

C'è Posta per Te - Amori sbagliati

Puntata del 17/02/18

C'è Posta per Te - Amori sbagliati

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Questa è la storia di Alessandra, una mamma che vuole chiedere perdono alla primogenita per averle tolto la serenità dell’infanzia e dell’adolescenza.
Alessandra entra in studio, è giovane, bella, con lunghi capelli neri raccolti a coda di cavallo, grandi occhi espressivi, e Maria, dopo averla accolta, comincia a raccontare: - Questa è una storia un po’ delicata, lei è la mamma di cinque figli, anche se è giovanissima, ed è qui per la sua primogenita che non le parla da più di quattro anni. Alessandra ritiene che sua figlia abbia ragione e mi ha detto: “E’ tutta colpa mia, Shannon, mia figlia, non ha un solo ricordo bello della sua infanzia o di quando è cresciuta, mai una chiacchierata spensierata, mai una gita al mare insieme…gli unici ricordi che ha di me sono quelli di una mamma piena di lividi che non riusciva a lasciare l’uomo che la riduceva così. Io non sono stata una buona madre ma è difficile esserlo quando non vuoi bene neanche a te stessa e arrivi ad essere una nullità”.

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Maria continua: -Torniamo indietro di un po’ di anni, Shannon aveva tre anni quando lei si separa dal padre di sua figlia e va a vivere, portando con se la bambina, a casa di sua madre. Nella stessa strada abitava l’uomo che poi le ha rovinato la vita, lei si innamora perdutamente di quel ragazzo e decide di lasciare Shannon alle cure della madre per andare a vivere con lui. Da quella relazione nascono quattro figli ma con il passare del tempo il convivente si rivela quello che lei non si sarebbe mai aspettato che fosse. Iniziano le prime violenze verbali del tipo: “Non ti devi pettinare, non ti devi truccare, niente pantaloni aderenti e smalto alle unghie, ti devi vestire solo con la tuta quando vai a lavorare e quando esci a far la spesa…non sei una buona madre…non sei una brava moglie!” E poi iniziano anche le violenze fisiche. Shennon la vedeva arrivare a casa della nonna con dei lividi, sempre giustificati da bugie che man mano diventavano sempre meno credibili. Sua figlia le diceva di lasciarlo e di tornare a vivere con loro ma Alessandra non ce la faceva e allora Shannon prova lei ad andare a vivere con sua madre, con quell’uomo e i suoi fratellini.

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Alessandra lavorava tutto il giorno mentre lui stava a casa senza fare niente, era Shannon a pensare ai lavori domestici, a badare ai bambini e la sera assisteva a quelle scene che aveva solo immaginato prima di andare a vivere con loro. Prova a dire varie volte alla madre di scappare ma la risposta era sempre no… “Una buona madre non avrebbe detto di no e, soprattutto, non avrebbe dovuto farselo chiedere da sua figlia, ma solo chi ci passa capisce cos’è la paura, quella paura che paralizza, che ti annebbia e che addirittura ti fa pensare che forse quelle botte te le meriti perchè ha ragione lui!” Ma una sera tutto cambia, durante una delle solite discussioni violente l’attenzione di quell’uomo si sposta sulla piccola Shannon che era intervenuta e si rivolge a lei con tono minaccioso. Come se la luce fosse tornata, Alessandra ritrova la ragione perduta, decide di scappare con i suoi figli e lo denuncia per la prima volta! Altre nove denunce serviranno per uscire da quell’incubo! Proprio quando Alessandra trova la forza di ricominciare da capo, Shannon ricomincia a frequentare suo padre.

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Questa ennesima delusione la porta a sbagliare di nuovo nei confronti della figlia e alla richiesta di suo marito della firma per l’affidamento congiunto si rifiuta.
Firma solo per l’affidamento esclusivo, una ripicca come a voler dire: se vuoi stare con tuo padre rimanici per sempre!
Sono passati quattro anni, ha mandato dei messaggi alla figlia per vederla ma lei si è sempre rifiutata.
Il postino Gianfranco deve consegnare la posta a Shannon, la cerca a Cinisello Balsamo (Mi) ma non la trova, in studio la madre è delusa e ha paura di essere stata rifiutata ma…la ragazza fa il suo ingresso lo stesso!
E’ giovanissima, molto emozionata e alla vista della mamma stringe le labbra guardandola fissa negli occhi, fa un debole ma sentito complimento alla madre notando che sta talmente bene che le sembra di vedere sua sorella e accetta di sentire cosa ha da dirle.

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Alessandra: “Ti chiedo perdono per non averti saputo proteggere, tu eri solo una bambina che avrebbe dovuto pensare solo a giocare, ad andare a scuola e a essere felice, tu invece ti occupavi di tutto, dei tuoi fratelli e della casa.
Io mi reputo la responsabile di tutto quello che tu hai dovuto passare per colpa di un mostro che non si meritava di averci al suo fianco. Tu mi hai salvato la vita, mi hai dato la possibilità di veder crescere i tuoi fratelli e di veder crescere te. Io, in questi quattro anni, avrei voluto scriverti per sapere come stavi, se avevi dei progetti ma non ne ho avuto sempre la forza…ci vuole coraggio a scrivere dei messaggi ai quali sai che non ti arriverà una risposta. Tu mi hai regalato sorrisi, mi hai salvato la vita, non mi hai mai lasciato da sola e io non ti voglio perdere. Tu non sai cosa darei per sentire ancora la tua voce che mi chiama mamma, perdonami se puoi.”
Maria si avvicina alla ragazza e le dice: – So che hai vissuto cose molto più grandi di te, so che hai sofferto tanto quando eri una ragazzina e so che mamma non ragionava molto in quel periodo, non capiva cosa era il bene e cosa era il male e non ti dava retta.

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Ora mamma ha ripreso un poco la sua vita, lavora, ha rinnovato completamente l’appartamento dove viveva prima…l’ha ridipinto, ha cambiato il pavimento con delle mattonelle a scacchi così che i bambini ci possano giocare a dama, ha sostituito i vecchi mobili, ha finalmente un divano e finalmente ognuno potrà avere la propria cameretta, insomma una casa piacevole!
Lei si sveglia la mattina alle sei, sistema la casa prima della sveglia dei bambini, li accompagna a scuola e poi inizia a lavorare. Le serate sono tranquille, si riuniscono e ognuno racconta quello che ha fatto durante la giornata.
Ora, Shannon, ti va di raccontare com’è la tua giornata ? “La mia vita è cambiata, mi sveglio alle sette, alle otto vado alla pasticceria dove lavoro, da mezzogiorno alle quattro faccio pausa, torno a lavorare fino alle otto di sera e poi…torno a casa. Da grande vorrei fare la pasticciera, mi piace tanto!”

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Maria continua: - Mamma sa che vivi felicemente con tuo padre, ti ha spiato e sa che hai un fidanzatino, il giorno del tuo 18ettisimo compleanno è venuta sotto casa tua con i fuochi d’artificio ma non sapeva che avevi cambiato indirizzo e quindi ha pensato che tu l’avessi rifiutata. Mamma non pretende che tu torni a vivere con lei, l’unica cosa che le interessa è che tu stia bene. Lei mi ha spiegato che in passato è stata gelosa del fatto che tu avessi trovato una vita tranquilla con tuo padre, non si rendeva conto che il suo era egoismo, ora ne è consapevole e ti vorrebbe dire qualcosa a proposito. “Si, Shannon, quando finalmente ho capito come si doveva vivere la vita mi chiedevo perché io non potevo vivere questa vita migliore insieme a te? Tu mi manchi ogni giorno, in ogni cosa che faccio, io avrei voluto esserti stata vicino il primo giorno di scuola, la prima cosa bella che ti fosse capitata nella vita e invece c’ero sempre in quelle brutte perché tu mi sei sempre stata accanto senza abbandonarmi mai! Ora vorrei poterti vivere un po’ di più, poterti chiamare, scrivere, sapere come stai…”

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Con l’aiuto di Maria la ragazza ammette che la mamma le è mancata in questi anni anche se ha trovato serenità, quando non ha risposto ai messaggi l’ha fatto solo per difendersi ma ora pensa che non ce ne sia più bisogno, ora spera che la mamma abbia capito e si stia dando una seconda possibilità di vita. Shannon ci pensa ancora un poco come a cercare di sciogliere ancora qualche dubbio, i suoi occhi esprimono tenerezza ma la paura di tornare a vivere quello che lei definisce un incubo la fanno riflettere ancora, non vorrebbe perdere la serenità e la libertà conquistata con fatica, quegli spazi che prima erano soffocati dalle priorità della madre. Alessandra promette che rispetterà quell’equilibrio che la figlia ha conquistato in questi anni di lontananza, la vede felice e questa è la cosa più importante.
Un profondo respiro e un sorriso pieno di amore fanno sì che la busta scivoli via. Alessandra è euforica, corre ad abbracciare la figlia, piange, la bacia, non ci sperava!
Forse è stata aggiunta l’ultima tessera a completare il mosaico di una vita migliore.

Gabri B.