C'e' posta per te

C'è Posta per Te - Il mare e l'amore

Puntata del 17/02/18

C'è Posta per Te - Il mare e l'amore

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Sul vidiwall dello studio compaiono alcune frasi, sovrapposte ad immagini che scorrono a ritmo di musica: - Questa sera a C’è posta per te due grandi artisti – I più talentuosi autori e cantautori della musica italiana – Video “Portami via” 40 milioni di visualizzazioni – Premio miglior testo Sanremo 2017 – Best new Artist e Italian Act agli MTV Europe Music Awards 2017 – Premio miglior tour 2017 – Vincitori del Festival di Sanremo 2018 –
Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Chi non scrive la propria storia, non può decidere il finale” – “Io speravo nella musica, ci credevo e speravo che la musica credesse in me”
I due giovani artisti entrano in studio, il pubblico non riesce a contenere l’entusiasmo e Maria, dopo aver fatto loro i suoi più affettuosi complimenti, accoglie Giuseppe, un uomo estremamente esile dal volto buono, e comincia a raccontare:
- Giuseppe mi ha detto: “Vorrei venire alla tua trasmissione per due motivi: per dire grazie e allo stesso tempo chiedere perdono a mia moglie e alle mie due figlie. Fino a qualche tempo fa, quando giravo per casa e mi capitava di specchiarmi, facevo fatica a guardarmi, non mi riconoscevo perché fino al 2014 ero un altro uomo. Adesso quando mi guardo, riconosco di essere sempre io ma …in un altro corpo! Io pesavo 12 kili in più, ero un uomo che lavorava e che nel tempo libero andava a correre e in palestra, ero forte e riuscivo a fare qualsiasi cosa, adesso a malapena riesco a spostare una sedia”.

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Maria continua a raccontare la storia: - E’ gennaio del 2014 quando Giuseppe comincia ad avere un po’ di febbre, gli esami sono tutti sballati, va in ospedale ma lo rimandano a casa rassicurandolo. Comincia a dimagrire a vista d’occhio, sette kili in sette giorni, preoccupato torna in ospedale e finalmente gli fanno una diagnosi, ora Giuseppe sapeva contro cosa doveva combattere…una forma acuta di leucemia! A volte, purtroppo, la malattia non colpisce solo chi si ammala ma colpisce anche chi ama chi si ammala ed è per questo che vuole ringraziare chi, in questo percorso difficilissimo, gli è stato vicino con infinito amore: sua moglie e le sue figlie! Ha affrontato terapie durissime, a lui sembra di aver combattuto una battaglia ma è certo che sua moglie abbia combattuto una guerra perché durante la chemio i medici avevano seri dubbi che ne potesse uscire vivo e la sua compagna ne era consapevole. Quando Giuseppe esce dall’ospedale deve indossare una mascherina per tutelare le difese immunitarie troppo basse, negli occhi delle persone che incontrava leggeva o pena e compassione oppure sospetto e questi atteggiamenti lo facevano soffrire ancor di più, mentre nelle figlie gli occhi erano sempre pieni d’amore come se nulla fosse successo. Hanno rinunciato a tutto per lui, come se vivessero in un tunnel ma sempre con il sorriso. Hanno sopportato la sua fragilità, la metamorfosi da papà sempre presente a papà indifeso e bisognoso di sostegno, anche per muovere pochi passi.

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Giuseppe affronta poi il trapianto delle cellule staminali al midollo e in quella circostanza, separati da un vetro protettivo, sua moglie non lo ha mai lasciato solo, incitandolo ad essere forte e a nutrirsi. Stasera le vuole ringraziare tutte e tre per averlo aiutato a rinascere! –
Fabrizio ed Ermal sono due cantautori che lui ama molto e mi ha detto:
“A volte la musica non serve solo per distrarsi, a volte nelle parole degli artisti che ami trovi anche la forza per combattere, ti danno coraggio, ti fanno stare meglio” -
Il postino Gianfranco si trova a Bari per consegnare la posta alla signora Tiziana, a Debora e a Vanessa. Le trova nella loro abitazione, sono belle, garbate e con molta tranquillità accettano l’invito.
Il volto del papà, tenero e rassicurante, fa commuovere le due ragazze, la moglie tenta di mantenere un contegno dolce e sereno mentre Giuseppe, sulle note del brano “Portami via”, inizia a parlare: “Le parole di questa canzone in qualche modo mi hanno portato qui. Ho ascoltato meglio il testo un pomeriggio che non mi sentivo bene, ero sdraiato sul letto e l’ho sentito molto mio, quasi fosse stato scritto per me, ma anche per voi! Ho pensato che questa emozione che avevo provato dovessi condividerla con Maria…avevo il tablet tra le mani e le ho scritto una mail.

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Io sono qui stasera per ringraziarvi per quello che avete fatto, per le attenzioni che mi avete dedicato, per i sorrisi che ho ricevuto anche quando celavano la paura che era dentro di voi e devo dire un grazie particolare a Tiziana perché abbiamo condiviso dei momenti che mai avremmo immaginato di poter vivere ma insieme al dolore abbiamo condiviso anche delle gioie…per esempio quando tornavo dai vari ricoveri spesso andavamo vicino al mare, quel mare che per noi è stato sempre molto importante, e ci sembrava che quelle onde potessero portare via anche le nostre angosce, i nostri timori. Ecco a questo punto vi chiedo un favore…fate entrare il mare!”
In studio il rumore dei gabbiani e un filmato che ritrae la riva battuta dalle onde proiettandola sul pavimento ci porta immediatamente al mare. L’emozione è forte per tutti mentre Maria comincia a leggere la lettera:
- Il mare è un mistero, sembrerò banale ma tutta quell’acqua che sta attaccata alla terra e non vola mai via, nemmeno nei giorni di tempesta, è come se il mare sentisse che abbiamo bisogno di lui, del suo odore e della sua energia. Il mare è un mistero come lo sono anche la vita e l’amore…ma se al mare e alla vita ci tengo, nonostante quello che mi è capitato, è perché sono un uomo circondato d’amore, dal vostro potentissimo amore, altrimenti mi sarei congedato da entrambi quando il mare non lo potevo vedere perché stavo chiuso in ospedale e alla vita non potevo sorridere perché ero costretto a stringere i pugni per lottare.

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E invece con i vostri sguardi dolci e le vostre premure affettuose avete legato stretti i miei polsi alla vita e non mi avete lasciato scivolare troppo lontano. Io mi sento un privilegiato…diciamo sfigato in salute ma straordinariamente fortunato in amore, del resto io frequento l’amore vero da quando avevo 19 anni, dal primo bacio che ho rubato a te, Tiziana, che ne avevi solo 17 ed eri la più bella di tutte perché davi poca confidenza al mondo. Quell’amore vero mi ha convinto a portarti all’altare a 23 anni e a sognare la famiglia che hai saputo darmi, due figlie bellissime. Io vi guardo e vi amo, due bimbe cresciute che già al primo vagito mi avete dato una missione…rendervi felici e non lasciarvi mai sole. Stasera sono qui per dire grazie al mare, grazie alla vita ma soprattutto grazie all’amore che nutro per voi tre e che mi dà la forza di non tradire la mia promessa. Vorrei non essermi mai ammalato togliendovi così la leggerezza che apparteneva alla nostra famiglia, simile a quella dei gabbiani quando volano sopra al mare, voglio starvi vicino per milioni di domani e soprattutto non smettere mai di volare insieme a voi –
In studio il mare si calma, Fabrizio Moro fa l’occhiolino a Giuseppe come a dargli forza e Maria riprende la lettura: - La felicità, Tiziana, ha le tue sembianze, fin dal nostro primo incontro sono rimasto travolto dal tuo sguardo e dalla tua eleganza.

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Anche da giovane eri una ragazza di classe anche se indossavi un jeans e una maglietta e io ho cercato di fare del mio meglio per non sfigurare accanto a te. Diciamo che prima me la cavavo piuttosto bene, avevo muscoli e capelli, adesso annaspo un po’ ma tu non ci fai caso e anzi mi fai sentire comunque il tuo re. La felicità è dentro tutte le premure che hai per me dal lontano 25 Aprile del 1979, come quando la mattina, pur alzandoti alle 6 per andare a lavorare, ci tieni a prepararmi la colazione. Sei molto più di quello che si dice la dolce metà…tu sei proprio il mio intero, non potrei vivere in assenza di te e non sarei mai stato in grado di uscire dall’ospedale sulle mie gambe senza la forza che mi hai dato tu, io ti amo di un amore che non è sfumato di un solo millimetro da quando eravamo ragazzini, anche se oggi siamo decisamente più fragili fisicamente ed emotivamente. Vorrei fossimo sempre più ottimisti con la vita perché io ho ancora tanto da fare per le nostre ragazze, voglio accompagnarle all’altare e giocare un giorno, non troppo lontano, con i nipotini che verranno. Voglio e penso di riuscire a farlo perché voi ogni giorno mi regalate la vita più bella che c’è! La mia felicità siete anche voi ragazze mie, due gioielli che sedete accanto alla mamma, io sono grato alla vita di avermi dato delle figlie come voi, sono un padre veramente orgoglioso. Avete sofferto troppo a causa mia e la verità più cruda che ho scoperto è che quando la malattia colpisce non aggredisce solo il malato, ma arriva violenta come una frusta a colpire le spalle e il cuore di chi ti vuole bene.

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A voi, figlie mie, tutta la mia storia ha rubato tanta spensieratezza che purtroppo non tornerà più, ora vi preoccupate per qualsiasi cosa io faccia e questo mi addolora profondamente perché i genitori non dovrebbero mai far preoccupare i figli, non è giusto quando si invertono i ruoli e io stasera sono qui proprio per rassicurarvi in ogni modo, io non vi farò altri brutti scherzi. Lo so che sono cambiato tanto fisicamente, anche io stento a riconoscermi se mi guardo allo specchio, ma dentro sono lo stesso papà di sempre che vive per voi e per un vostro sorriso e mi impegnerò a regalarvene tanti, sempre di più. Amo tutto di voi, persino i vostri piccoli difettucci e insieme alla mamma siete i miei gioielli e a proposito di gioielli… -
Tre piccoli assistenti si avvicinano alle tre donne per consegnare a ognuna di loro una scatolina contenente un solitario!
Maria conclude la lettura: - Se mi portate al dito mi fate sentire ancora più felice anche perché questa è una serata che non dovremo dimenticare mai. Ed è per questo che voglio aggiungere un bel fiocco a questa sorpresa, amori miei sta per succedere qualcosa di inaspettato e di grande… preparatevi a far posto a qualcuno di veramente molto speciale e che a voi tre piace da impazzire!

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Sono due speciali e stasera sono qui per voi, guardate pure la scala… Il sorriso torna sui tre volti sorpresi delle donne mentre Fabrizio ed Ermal scendono tra il pubblico. Dopo aver abbracciato le ragazze intimidite Ermal dice: “Io ho bisogno di carburare un attimo dopo aver ingoiato diverse lacrime” e passa la parola al timidissimo Fabrizio: “Ho chiesto a Giuseppe se ve l’aspettavate questa sorpresa e la risposta è stata no, questo per noi è stato un momento molto intenso che ci ha dato tanta forza. La prima cosa che mi è venuta in mente, parlando con Giuseppe, è che siamo spesso concentrati solo sul lavoro, ce la prendiamo per ogni cosa che ci sfugge dalle mani e invece dovremmo fermarci a pensare e prendere la vita con più leggerezza. La vera forza è quella che ha dimostrato vostro padre venendo qui questa sera, in un contesto al quale non è assolutamente abituato”. Ermal aggiunge: “Questa è stata una dimostrazione d’amore bellissima e sono sicuro che diventerà una canzone per me! Io credo che Giuseppe non solo sia uscito sulle sue gambe dall’ospedale ma anche sulle ali dell’amore che la sua famiglia gli ha dato, quell’amore che lui ha coltivato e che ora gli torna indietro, quell’amore che si legge nei vostri occhi.

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Questa sera ci siamo sentiti veramente piccoli però… questo siamo davanti all’amore…minuscoli! Grazie.” Un carrello si avvicina a Tiziana, sopra ci sono posati alcuni sassi raccolti al mare e dipinti da lei, la donna è veramente stupita, continua a chiedersi come Giuseppe abbia potuto fare a portarli fino a Roma ma lui risponde con un dolce sorriso. “Si può…si può”. Ora Ermal ha un dono molto particolare per lei…una scatola che contiene delle pietre dure con dei poteri particolari, che potrebbero regalare dei benefici nella salute, nell’amore, nella fertilità, nella sicurezza…e via di seguito e aggiunge: “Sono tutte cose che una madre già sa per le persone vicino al suo cuore, e tu ne hai dato la prova, ma queste pietre di diverso colore sono bellissime e io mi sono sentito di regalartele”.
Anche Fabrizio ha una scatola per le tre donne, contiene un Vaucher per un viaggio per tutta la famiglia ma la destinazione la deve scegliere Tiziana, perché in questo periodo è lei ad essere preoccupata anche se Giuseppe ci terrebbe tantissimo a fare un viaggio tutti insieme. Tiziana promette che supererà le sue paure e farà questa vacanza.

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Giuseppe conclude dicendo: “Vorrei dire che ho intenzione di fare ancora un lungo percorso insieme a voi, non ho nessuna intenzione di andar via e quindi credo che sarebbe bello se apriste questa busta perché ho tanta voglia di abbracciarvi!”
Anche Maria è dolcemente turbata da tanta tenerezza e continua ad ascoltare le parole delicate di Giuseppe che non finisce di ringraziarla parlando anche di sogni realizzati! A volte la morbidezza del cuore e la leggerezza dell’anima camminano tenendosi per mano.

Gabri B.