C'e' posta per te

C'è Posta per Te - "Sarò la tua mamma"

Puntata del 3/02/18

C'è Posta per Te - "Sarò la tua mamma"

Sul grande schermo dello studio scorrono, a ritmo di musica, immagini suggestive di concerti, alternate da citazioni: - Uno è il simbolo del Rap italiano - L’altro è l’enfant prodige del Rap – Per la prima volta insieme sul palco – Il loro tour è Sold Out – Amici nella vita – J-AX e Fedez – “Comunisti col Rolex” 23 dischi di Platino – Un amico conosce la melodia del nostro cuore e la canta quando ne dimentichiamo le parole –
Maria accoglie AX e Fedez, il pubblico è in delirio come se stesse per iniziare un concerto, i due artisti sorridenti ringraziano, non risparmiano battute con Maria aspettando l’ingresso di Loredana, una giovane donna dallo sguardo sincero, quasi adolescenziale.
Maria la accoglie dicendo: - Lei è una mamma, tra l’altro anche Ax è diventato da poco papà e sappiamo che è premuroso e innamorato di sua figlia e non riesce a dormire lontano da lei. Ma ora vi racconto la storia di Loredana e perché è qui questa sera: Lei ha tre figlie ma si è rivolta a noi per la maggiore, Denise. Quando l’ho conosciuta mi ha detto: “Tra poco mia figlia compirà un’età importante e io vorrei festeggiare il suo compleanno facendole conoscere Fedez e AX. Mi piacerebbe farle un regalo che non dimenticherà, poi, con il l’aiuto dei suoi idoli, vorrei dirle quelle cose che non sono mai riuscita ad esprimere e chiederle perdono per non essere mai stata una vera madre con lei. Quando è nata la mia piccola io ero molto giovane, mi sentivo ancora figlia e in realtà chi faceva da mamma a Denise era mia madre.”

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Maria continua: - Quando Denise ha 10 anni, Loredana si ammala di tumore e vorrebbe chiederle perdono per non averle risparmiato nulla di quel periodo buio, delle sue sofferenze e delle paure mai nascoste, si faceva aiutare dalla figlia quando aveva le nausee, non si occupava più dei suoi due figli piccoli ed era Denise a dover fare da mamma a loro… “Io mi rendevo conto di non essere una madre con lei, soprattutto quando la vedevo con mio marito con il quale aveva un rapporto meraviglioso, con lui giocava, lo aspettava al ritorno dal lavoro, si metteva sul lettone con lui per fare la lotta, guardavano i film insieme e io li guardavo, capivo che lui era un padre e di non essere io una madre, ma non facevo nulla per superare questo distacco.”
Maria continua: - Una mattina di giugno del 2016, suo marito va a prendere lo scooter per andare a lavorare…è bastata una inversione a U in un parcheggio e suo marito non è più tornato. Loredana e le sue tre figlie rimangono sole ma anche in quei momenti non è riuscita a fare la mamma, solo debolezze, solo depressione, solo pianti e desiderio di raggiungere suo marito. Anche in quel periodo è stata Denise ad occuparsi di tutto, della casa, dei fratellini fino a che un giorno affronta la madre dicendole: “Io ci sono, tu cerca di reagire, cerca di alzarti da quel letto e prova a ricominciare a vivere”.
Da allora Loredana ha cominciato a pensare che deve e vuole fare la mamma –

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Il postino Maurizio si trova a Modena per consegnare la posta a Denise, la trova nella sua abitazione, è piccola, un visino da bimba, incredula ed emozionata accetta la busta.
In studio J-Ax nota che, trattandosi di festa, necessita assolutamente una torta, gli assistenti di studio sostituiscono il solito pouf con una grandissima seduta a forma di torta di compleanno a tre piani e poi Fedez aggiunge che ci saranno due bambine che andranno a controllare se Denise ha accettato l’invito. I due artisti si vanno a nascondere tra il pubblico mentre le bimbe raggiungono la ragazza in camerino, le regalano un grande orsacchiotto e una di loro l’accompagna in studio come se fosse il postino.
Denise è ancora più confusa, non riconosce il solito studio al quale è abituata, si siede impacciata per guardare, insieme a Maria, il monitor nella busta dove appare un altro orsacchiotto e la voce fuori campo della mamma che dice: “Quanto vorrei tornare indietro e darti tutti i baci che non ti ho dato”. La telecamera si allarga sul volto della mamma e Denise scoppia in lacrime, non si aspettava fosse la sua mamma.
Maria si siede accanto, l’abbraccia dicendole: “Ci sono tante cose che tu e mamma non vi dite, anzi che mamma non dice a te ma, stasera, ha deciso di dirtele tutte e, se ti va, l’ascoltiamo insieme” … Loredana: “Ciao amore mio, vorrei tornare al giorno che sei nata, quando il tuo papà ti ha messo tra le mie braccia.

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Io ero troppo giovane, ero abituata a fare la figlia e non la mamma e intanto tu crescevi, a me bastava papà che ci amava e ci viziava. Nella nostra vita sono successe tante cose, belle e brutte, ma tu sei stata molto più forte di me e mi sei stata sempre vicino per aiutarmi a superare, ma questo lo dovevo fare io, non tu. Finalmente, stasera, posso dare un senso al nome che mi dai tutti i giorni, mamma, perché da oggi in poi sarò io a prendermi cura di te, a darti tutti i baci e gli abbracci che non hai mai ricevuto in questi anni, ma per fare tutto questo ho bisogno che tu riesca a perdonarmi.”
In studio entrano le due bimbe con una teca a forma di grande “M” contenente tanti orsetti e una delle bimbe si avvicina per stampare sulla guancia di Denise 10 baci mandati dalla mamma.
Maria comincia a leggere la lettera: - Avrei dovuto capirlo prima quanto fossi legata a me, già da quando eri nella mia pancia, non volevi proprio venire al mondo, te ne stavi nel mio grembo buona, buona fino a che i dottori, una settimana dopo il termine, hanno deciso che era ora di farti nascere. Forse ti piaceva tanto stare dentro di me perché lì ti sentivi serena e protetta. Forse avevi il presentimento che in questa vita ti sarebbe toccata una madre troppo giovane e forse per questo difettosa…che poi invece di migliorare con il tempo i miei difetti sono cresciuti insieme a te e noi due ci siamo ritrovate sempre più distanti, non perché tu non mi volessi ma perché il mio istinto materno non mi faceva essere una vera mamma orsa con la sua cucciola.

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Sono colpevole del più grave dei peccati, non sono mai stata la mamma che una figlia bella come te si sarebbe meritata.
Se stasera siamo qui è perché, ora che siamo rimaste sole, senza papà, voglio imparare a farti da madre e voglio smettere di fare la figlia.
Desidero farmi perdonare per tutte le volte che mi hai aspettata e io non ci sono stata, per tutte le carezze e i baci mancati, per le parole di conforto che avrei dovuto trovare per rincuorarti nei momenti bui, che sono stati tanti, troppi per te, invece di rimanere in silenzio. Voglio proprio meritarmi il bellissimo nome con il quale mi chiami sempre…Mamma.
Altre teche compaiono in studio, colme di fiori e di altri oggetti, a formare la parola MAMMA. Ax, nascosto tra il pubblico, si asciuga gli occhi, i lacrimoni di Denise non si fermano mentre Maria riprende la lettura: - La primogenita, in una famiglia, è quella che di solito viene avvolta da più coccole e tu in effetti ne hai avute tante dal tuo papà e dalla tua nonna. Erano loro che ti davano il biberon, che ti cambiavano il pannolino e ti facevano il bagnetto per poi farti addormentare. Io li facevo fare senza impormi, anzi grata che ci pensassero loro. Solo ora penso a quante cose mi sono persa di te, ma mi sentivo totalmente inadeguata! Avevo persino paura di romperti quando ti prendevo in braccio, mi veniva di parlarti poco e di farti giocare ancora meno…tanto c’erano gli altri a farlo per me, ma gli altri non sono la tua mamma.

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E questo l’ho capito davvero tardi, quel tuo carattere chiuso, quella tua voglia di isolarti, sono sicuramente frutto del disagio causato dalla mia assenza. Non sai quante volte sono rimasta davanti alla porta di camera tua con la voglia di bussare, entrare ed abbracciarti ma non so cosa mi prendeva e facevo sempre dietrofront. Quando mi sono ammalata, e tu avevi solo 11 anni, so io quanto conforto sei stata capace di darmi con le tue attenzioni: Mi aiutavi quando avevo le forti nausee, cucinavi per i tuoi fratellini, facevi le pulizie, a scuola te la cavavi benissimo mentre in casa si respirava il terrore del mio male, e io non mi preoccupavo di te. Non scorderò mai il tuo viso sconvolto quel giorno che ti sei accorta che non avevo più i capelli e io invece di darti speranza nelle cure che stavo facendo non ti ho detto nulla.
Ho pensato e subito cancellato parole che potessero darti coraggio eppure sapevo che una vera mamma non si comporta così! Poverina, chissà quanta solitudine hai provato, proprio tu che sei il gioiello di casa, la mia prima figlia, la loro sorellina… - Un filmato del fratello e della sorella compare sullo schermo, hanno un piccolo affettuoso messaggio per Denise.
Maria riprende a leggere: - Meno male che a compensare la mia freddezza c’era il tuo papà Maurizio, lui sì che sapeva come si cresce una figlia, lui sì che era il tuo migliore amico e il tuo primo fan.

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Quando hai deciso di iscriverti all’Alberghiero era molto orgoglioso perché diceva sempre che eri una cuoca perfetta. Voi due eravate una cosa sola, non passava giorno che tu e papà non facevate la lotta sul divano, poi guardavate un film insieme e poi anche una partita a scala quaranta. Ti comprava i libri di Harry Potter e, per accontentarti ti portava anche sulle giostre paurose…ti ricordi Mirabilandia quando siete scesi e lui era bianco come un cencio?
E poi, il nostro triste poi! Quando io di salute ho cominciato a stare decisamente meglio è arrivato il destino a portarcelo via, lasciandoci al buio.
A volte penso che se il suo destino fosse capitato a me, forse avresti sofferto meno, perché tuo padre era un genitore di quelli che bisognerebbe farne con lo stampino. Eppure anche al funerale chi mi ha dato forza sei stata tu che non hai smesso di sorreggermi neppure per un istante dicendomi: “Ce la faremo mamma, ci sono io con te:” … e avevi ragione, ce la stiamo facendo ma tu hai pagato davvero il conto più alto.
Io sono stata buttata sul letto per mesi, piena di calmanti, mentre tu ti chiudevi da sola in camera tua dopo aver pensato ai fratelli e alla casa. Ma a te chi ci pensava? Chi ti rincuorava? Giusto la tua passione per la cucina ti dava qualche gioia. Per te cucinare è sempre stato un modo per nutrire il cuore degli altri e forse anche il tuo. Non a caso solo una volta hai dato di matto perché mancava uno dei tuoi coltelli da cucina, da lì è partita una crisi di urla e pianti, poi è arrivata la zia per calmarti e tu le hai detto, riferendoti a me: “Lei non c’è mai stata per me”. E’ stata una pugnalata al cuore ma avevi ragione tu.

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Stasera però mi vedi e non sono un miraggio, mi senti e non sono bugie…io ci sono per te, imparerò a fare la lotta sul divano, accoglierò ogni tuo problema con l’attenzione di cui hai bisogno, avrò cura dei tuoi coltelli e dei tuoi sogni e ti darò tanti baci, ti giuro tesoro mio, mai più senza baci! – Sempre le stesse piccole assistenti portano a Denise un album di foto fatto dalla mamma, contiene i ricordi di quando era piccolina; la ragazza lo sfoglia sorridente insieme a Maria, commentano insieme e si sceglie la foto preferita…quella solo lei con il suo papà!
Maria finisce di leggere la lettera: - Quello che hai in mano, lo so, ce l’hai tatuato sul cuore. Il tuo papà sarà sempre con te, ma siccome ti ho promesso una serata di quelle speciali, il regalo vero deve ancora arrivare: è un doppio regalo…non una, bensì, due sorprese per te, sorprese viventi che in questo momento ti stanno guardando ma che hanno deciso di nascondersi e di invitarti a una sorta di caccia al tesoro…Denise, guarda tra il pubblico e indovina dietro quale orsacchiotto si nascondono!! – Tra il pubblico quattro coppie si sono nascoste dietro a degli orsetti ma Denise va quasi a colpo sicuro…sceglie i due con il cappellino al contrario dicendo: “Mi sembrano i più simpatici, sembrano da Rap!”

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La ragazza scoppia finalmente in una risata quando scopre la sorpresa, i due artisti scendono dagli spalti tra il pubblico che vuole stringere loro la mano e le note e le parole del brano: “Vorrei ma non posto” riportano allegria nell’intero studio. Maria commenta: “Loro scrivono tante parole ma poi…” “Si rimane senza…” conclude Ax, e ancora emozionato continua: “Prima di tutto sono contento di sapere che io e Fede facciamo musica che ti piace, anzi ne sono orgoglioso perché da quello che ho sentito questa sera ho capito che sei una persona straordinaria. Io sono diventato papà da poco e si spera sempre di fare meno errori possibili, anche se gli errori fanno parte dell’essere umano ma, finché il tempo ci consente di correggerli e porre rimedio, secondo me, bisogna essere felici perché è un’occasione preziosa che ci viene data dalla vita. Io sono una persona che è maturata tardi…e si vede, quindi posso immaginare, ora che sono grande e le paure non mi abbandonano, quanto possa essere difficile avere un figlio a vent’anni e quanto sia probabile cadere in contraddizioni e fare errori.” Fedez aggiunge: “C’è poco da dire, io spero che il gesto, che la tua mamma ha fatto oggi, possa essere l’inizio per voi di un rapporto più bello e noi non possiamo che augurarvi il meglio.”

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Denise è molto emozionata, non si aspettava tutte queste parole dalla sua mamma, non aveva minimamente immaginato che il mittente potesse essere lei, aveva pensato ad un lontano zio al quale non avrebbe aperto la busta ma l’avrebbe comunque lasciato parlare!
Loredana vuole aggiungere: “Amore mio, io sono veramente orgogliosa di te, delle tue scelte, del tuo successo al lavoro, dei risultati della tua esperienza a Londra in un ristorante stellato, e sono sicura che anche papà lo sarebbe stato…tanto!”
E’ finalmente è arrivato il momento dei regali: uno scrigno prezioso contenente una edizione limitata di alcuni personaggi di Harry Potter ma il vero regalo è un viaggio per tutta la famiglia, potranno andare a visitare gli Studios e i luoghi dove è stato girato Harry Potter. Ma non finisce così…un carrellino entra in studio con sopra: un cappello che J-Ax ha indossato in molti concerti e che nessuno può avere uguale, una collana di Fedez alla quale lui è molto affezionato perché lo ha seguito nei primi anni della sua carriera, il suo primo disco registrato quando aveva solo 14 anni…introvabile e poi, per finire, un’edizione speciale del disco “Comunisti col Rolex”!
La busta scivola via, l’abbraccio è infinito tra mamma e figlia, i baci ancor di più…come a recuperare il tempo perduto.

Gabri B.