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Le altre storie... Matrimonio in comune

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Questa è la storia di Rosetta e di Luciano, marito e moglie non più molto giovani, Maria li accoglie in studio per iniziare a raccontare: - Sono sposati e hanno tre figli, chi chiama questa trasmissione è Rosetta perché vorrebbe tentare un riavvicinamento con il suo ultimogenito, Francesco, con la sua compagna che si chiama Jessica e con sua madre. Francesco, da due anni vive a casa della suocera e non vuole più vedere la sua famiglia di origine.
Tra Rosetta e Francesco c’era un bellissimo rapporto, torniamo indietro di tre anni quando Francesco e Jessica erano semplicemente fidanzati, tutto era perfetto, tutti andavano d’amore e d’accordo, i due ragazzi vivevano nelle rispettive famiglie ma era talmente affiatato il rapporto tra Jessica e Rosetta che, almeno 3/4 volte a settimana, organizzavano di cucinare insieme per preparare la cena per Francesco. Succede che Francesco si fa male a un piede e siccome la sua famiglia vive al quinto piano senza ascensore, mentre i genitori di Jessica vivono a piano terra, per ragioni pratiche Francesco si trasferisce temporaneamente da loro -

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Maria continua: - Rosetta mi ha detto: “Già da quel momento Francesco ha cominciato ad essere diverso nei nostri confronti, telefonava di meno e non ci frequentavamo più come prima. Una sera i ragazzi vengono a cena da noi e ci comunicano la loro decisione di sposarsi. Io ero felice ma la mia faccia cambia e anche il mio stato d’animo quando sento dire da Jessica che si sarebbero sposati in Comune. Io ci rimango malissimo perché i miei figli si sono sposati tutti in chiesa e soprattutto perché sapevo che era anche il desiderio di Francesco che aveva addirittura fantasticato di sposarsi in frac, per cui chiedo spiegazioni a mio figlio ma lui minimizza rispondendomi di non preoccuparmi e che ne avremmo riparlato”.
Maria continua: -Rosetta ci rimane così male che decide di andare a parlare con la madre di Jessica, le dice di essere arrabbiata perché non vuole assolutamente che i ragazzi si sposino in Comune mentre la risposta dall’altra parte è l’assoluto contrario, per la mamma di Jessica andava bene così per il momento. Rosetta, delusa e arrabbiata torna a casa sua, passano poche ore e suo figlio le telefona per dirle: “Non ti voglio più vedere, non ti dovevi permettere di andare da mia suocera e soprattutto ricordati bene quello che le hai detto…tu non mi vedi più!” Rosetta non ricorda di aver detto frasi che in qualche modo possano aver offeso la signora,

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comunque lei non teme di avere detto qualcosa di sbagliato, anzi per lui è disposta a chiedere perdono a chiunque – Maria continua raccontando quello che le ha detto Luciano: -Io lavoro da quando avevo 14 anni, ho cercato di dare ai miei figli tutto quello che non ho avuto io, ho lavorato per mio figlio sempre, ho lavorato perché potesse conseguire il diploma che ha preso a 23 anni, quando ha iniziato a lavorare non gli ho mai chiesto nulla, ho sempre trattato bene Jessica, per due anni ho cercato di farle fare pace con mia moglie ma non ci sono riuscito. Adesso non parla più neanche con me e l’ultima volta che sono andato a cercarlo sul lavoro per invitarlo al sessantesimo compleanno della mamma lui mi ha risposto: “Non mi assillare più”.
Poco tempo fa è morto il padre di Jessica e l’unico ammesso alla veglia era Luciano, lui è andato a casa a far le condoglianze e a dare l’ultimo saluto chiedendo poi la possibilità di far salire anche sua moglie che aspettava sotto casa, gli rispondono che poteva farla salire purchè si fosse limitata a salutare il povero estinto senza dilungarsi in condoglianze a tutta la famiglia.

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Rosetta è salita, ha fatto esattamente quello che le avevano detto di fare ed è uscita da quella casa, ma anche in quel caso i parenti di Jessica hanno avuto da ridire mostrandosi dispiaciuti delle mancate condoglianze e dicendo a Luciano che sua moglie era “una scostumata”. In quella occasione Francesco, pur di non farsi vedere, era andato a nascondersi in un’altra stanza con Jessica –
Il postino Marcello si trova a Catanzaro per consegnare la posta a Jessica, Francesco e alla signora Rosalba, li trova nella loro abitazione, non sembrano entusiasti, Rosalba ci tiene a precisare che non garantisce niente, ma comunque accettano gli inviti.
Maria, in studio, sembra preoccupata per Luciano, gli chiede ripetutamente come si sente prima di accogliere Francesco e Jessica, la signora Rosalba non ha accettato l’invito. All’apertura del monitor il bel visino di Jessica si contrae imbarazzato mentre Francesco fissa i suoi genitori a lungo senza mai distogliere lo sguardo, entrambi accettano di ascoltare cosa hanno da dire.

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La prima a parlare è Rosetta, mentre Luciano non riesce più a contenere le lacrime: “Se sono qui è per guardarti negli occhi e dirti che ti voglio bene, io ti ho cresciuto fino ai tuoi trent’anni e ora sono due anni che non mi vuoi più sentire e neppure vedere, ti telefono e non mi rispondi…Jessica, lo chiedo anche a te, aiutami a fare pace con mio figlio perché non vivo più, la casa è vuota senza di voi. Se ho sbagliato vi chiedo perdono, mi metto pure in ginocchio se vi ho mancato di rispetto…anche a tua mamma chiedo scusa se ho detto qualcosa che non dovevo, vi prego perdonatemi.” Francesco dà segni di insofferenza, guarda ripetutamente Maria ma anche il papà vuole dire qualcosa: “Noi siamo qui perché ti vogliamo bene, tu lo sai che la vita è dura e tu sono due anni che non parli con tua madre, noi ti abbiamo dato tutto quello che potevamo e non ti abbiamo mai chiesto niente quando sei diventato grande, tu lo sai quanto ho lavorato io. La sera, quando stavamo insieme, non ti alzavi da tavola se non ti facevo le caldarroste, ci vedevamo le partite insieme e adesso tutto questo non c’è più e mi manchi tanto. Jessica, tu sai che, come vogliamo bene a Francesco, vogliamo bene anche a te, smettiamola di fare questa guerra”.

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Su richiesta di Francesco, Maria riassume cosa le è stato raccontato ma ai ragazzi detta così la storia sembra troppo semplice e Francesco ci tiene a dire: “Partiamo dal fatto che stiamo attraversando un momento molto particolare, stiamo finendo casa e i soldi sono quello che sono, abbiamo preso la decisione di sposarci in Comune e poi, finita casa, anche in chiesa, ma non è questo il problema, la cosa che mi ha portato a comportarmi così con mia madre è che lei non ha mancato solo una volta di rispetto…ma tantissime volte, come quando ha fatto trovare a casa la mia ex fidanzata dicendo a Jessica che se lei non ci fosse stata io sarei già stato sposato! Racconta tante bugie perché il suo unico desiderio è quello di comandare, da sempre.” Jessica aggiunge: “Io andavo d’accordo con lei, anche perché sono sempre stata molto rispettosa ma quando si tocca la mia famiglia…allora faccio un passo indietro, comunque io a Francesco lo dico sempre di andare a trovare i suoi, abbiamo anche litigato per questo, però rapporti con loro ora non li vorrei…quando è andata a trovare mia madre le ha detto che lei mi aveva accettato…cosa vuol dire? Cosa sono io per essere accettata?” Tra figlio e mamma si scatena la guerra, lui le dà della bugiarda, lei si difende nominando i suoceri, Jessica piange per il ricordo di suo padre venuto a mancare da poco,

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le parole volano per sfogare la rabbia covata per molto tempo, Rosetta viene ripetutamente accusata di non avere la capacità di rendersi conto di quello che dice fino a quando l’anziano signore esplode dicendo al figlio: “Non è vero niente di quello che stai dicendo, Francesco tu sei diventato una marionetta e se non vuoi vedere tua madre neppure a me mi vedi più…basta, basta!”
Il pubblico applaude a sostegno mentre Maria prova a riportare un poco di calma e rivolta a Luciano dice: - Tu ci sei rimasto male per come ha trattato tua moglie ma questo non vuol dire che Francesco sia una marionetta, siamo qui per cercare di fare pace, è vero che tuo figlio è duro ma sono anche due anni che non si parlano e qualche motivo di rabbia ci sarà, l’ha espressa con forza, forse troppa, però – ora rivolta a Francesco – quel giorno famoso tua mamma non si è resa conto di aver usato delle frasi forse offensive nei confronti della famiglia di Jessica, ne abbiamo avuto la prova anche questa sera, ha usato delle parole che possono far male senza accorgersene, non lo ha fatto apposta, sono solo frutto della rabbia ma non della sua volontà, lo so che ti sei stufato di questo suo modo ma aldilà di questo pensi che lei ti voglia bene? Sei d’accordo con me che certe cose le fa non volutamente o pensi che quella mattina,

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andando da tua suocera ti voleva fare un torto?” Francesco non cede, dice che la mamma è falsa, che non è possibile che non si renda conto di ferire con certe sue reazioni e certe frasi tipo: “Se Francesco fa questo non avrà mai più una mamma”.
Il ragazzo, sostenuto anche dalla compagna, non si calma, dice che il carattere può essere particolare ma le parole servono per esprimersi e prima di farlo bisognerebbe anche pensare, tra loro ci sono sempre state tante discussioni anche nei tempi passati e troppe brutte parole sono volate.
Malintesi su malintesi, situazioni non capite o da una parte o dall’altra, forse, anche, per poca elasticità, Maria prova a smorzare tanta rabbia raccontando anche di piccoli episodi avvenuti nell’ambito della sua giovinezza, ma a nulla serve, i quattro personaggi di questa storia sembrano essersi fossilizzati, l’orgoglio di ognuno di loro si fa sentire a suon di botta e risposta, ma la pazienza di Maria forse riuscirà a far ragionare il giovane Francesco, gli fa notare come la mamma, dopo il primo sfogo di rabbia, si sia messa a mani conserte e occhi bassi ad incassare qualsiasi cattiveria detta da lui, Jessica si mette a piangere parlando di famiglia e di futuri figli che la nonna ha l’assoluto diritto di frequentare e prega suo marito di fare la pace con i suoi anche per dimostrar loro che questo allontanamento non è stato influenzato dalla sua famiglia.

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Inoltre Maria fa intenerire il granitico Francesco mostrandogli dei disegnini e delle letterine di quando era piccolo che la mamma conserva come un piccolo tesoro, lo fa riflettere sul fatto che per i genitori spesso è difficile accettare che i figli diventino grandi, continuando a trattarli come se dovessero ancora proteggerli e disporre il meglio per loro, prova così a giustificare alcune prevaricazioni di Rosetta…insomma, Maria, sembra un pubblico ministero in un aula di tribunale dove bisogna cercare di rimettere ordine non solo nei fatti ma anche nelle idee dei presenti! Continua Maria, ricordando gli episodi delle caldarroste di Luciano che gli faceva da piccolo e le partite viste insieme, poi guarda Jessica e le chiede se vuole uscire dallo studio, la ragazza accetta anche per rispetto verso la sua mamma e il suo papà, il pubblico dissente e Francesco, non ancora convinto dice che neppure lui è pronto ad aprire la busta, deve ancora riflettere perchè non riesce a dimenticare le parole dette poc’anzi! Maria lo incita a non fissarsi sulle parole ma lui dice di non farcela a sopportare le continue bugie della mamma e chiede un po’ di tempo. L’anziano papà comincia a chiamarlo per nome dicendogli che ce la può fare, gli ricorda che sono passati due anni e aggiunge che così facendo perderà anche lui, ma la busta si chiude e il giovane uomo si avvia verso il tunnel.

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Maria si avvicina alla coppia di genitori mostrando il suo dispiacere e poi dice: “Rimanete ancora un attimo, voglio cercare di capire ancora una cosa”, si avvia anche lei verso il tunnel, raggiunge la giovane coppia mentre in studio cala un silenzio di attesa…dopo alcuni minuti riappare accompagnata da Francesco che vuole dire ancora qualcosa ai genitori: “Mamma, papà, sono uscito dallo studio e Jessica mi ha fatto ragionare…siete sempre i miei genitori e non riesco a non volervi più bene, troppe parole dette per rabbia, ricominciamo con il sentirci per telefono, venite a trovarmi al lavoro…partiamo così!”
La busta scivola via, finalmente un sorriso sul volto di Francesco mentre incontra e abbraccia i suoi genitori in lacrime, ogni speranza sembrava perduta e invece… Grazie Maria!

Gabri B.