C'e' posta per te

Le altre storie... Un freddo buona sera

Puntata del 04/03/17

Le altre storie... Un freddo buona sera

Correlati

 

Giuseppe e Caterina sono sposati da 27 anni, hanno tre figli, due maschi e una femmina. Chi chiama questa trasmissione è Giuseppe, vorrebbe tentare di riavvicinarsi a sua figlia Alessia che da tre anni si è allontanata dalla famiglia.
Maria racconta quello che Giuseppe le ha detto: - Noi non ci meritiamo tutto questo, io penso di non aver fatto nulla di male e non capiamo come sia possibile che, tutto ad un tratto, nostra figlia abbia potuto dimenticare 18 anni di vita insieme. Con un colpo di spugna ha cancellato me, sua madre, i suoi nonni e i suoi amici come se non esistessimo più. Mia figlia sostiene che sono stato io a cacciarla di casa, ma non è così! Torniamo indietro di qualche anno, tutto andava bene, lei aveva 16 anni e io mi ero trasferito in Svizzera per motivi di lavoro quando mia figlia si innamora per la prima volta di un ragazzo che si chiama Andy. Ce lo presenta, ci piaceva al punto tale che inizia a far parte della nostra famiglia, veniva quasi tutti i giorni a casa nostra, frequentava mia figlia come fidanzato, poteva venire a casa quando e come voleva ma ad un certo punto mia figlia comincia a cambiare e inizia a chiedermi di poter dormire con lui. Anche se vivevamo in Svizzera, noi siamo di origine siciliana e io ho una mentalità piuttosto all’antica…mia figlia era minorenne, per cui la mia risposta fu no! Per me si potevano vedere tutta la giornata e anche la sera ma ognuno doveva dormire a casa propria. Alessia insisteva molto ma io ero sempre della stessa idea, così lei comincia a cambiare atteggiamento infatti quando Andy veniva a casa nostra si chiudevano sempre in camera, praticamente non partecipavano più alla vita familiare, questo a me non andava assolutamente bene e un giorno glielo faccio presente; litigammo quella sera e la mattina dopo mia figlia, a 16 anni, esce di casa dicendo alla madre che andava a fare una commissione ma non rientra più!

Le altre storie... Un freddo buona sera

Quando ce ne rendiamo conto mi precipito a casa di Andy per capire dove fosse mia figlia ma mi sento rispondere dai suoi genitori e anche da lui che non sanno che fine abbia fatto Alessia…io non ci credo ma me ne devo tornare a casa. Vengo poi chiamato dagli assistenti sociali svizzeri ai quali mia figlia si era rivolta dipingendomi come un padre padrone, un padre che voleva separarla a tutti i costi dal suo amore portandola di nuovo in Italia. Mia figlia rimane fuori casa per un anno senza mai farsi sentire ma un giorno, in prossimità del mio compleanno, mi arriva un messaggio telefonico che recitava così: “Papà, domani è il tuo compleanno e io vorrei festeggiarlo con te”. Ero felice, la vado a prendere e lei torna a vivere con me e con mia moglie, si era lasciata con Andy! Un anno di tranquillità poi, un giorno Alessia confida a sua madre di essersi messa di nuovo insieme ad Andy, sia io che mia moglie non l’abbiamo presa bene questa notizia, abbiamo avuto paura di perderla una seconda volta ma io cerco di reagire normalmente, la rassicuro per le sue paure, le dico che non ce l’ho con il suo ragazzo, che poteva uscire con lui e vederlo quanto voleva, l’unica cosa che chiedevo era il rispetto per la famiglia e quindi non avevo piacere che Andy frequentasse casa…poteva venire a prenderla, poteva citofonare e lei sarebbe scesa per uscire insieme, questo regime fino a quando lei fosse stata sicura che Andy fosse l’uomo della sua vita, solo allora lui avrebbe potuto ricominciare a frequentare casa nostra. Il ricordo di quell’anno passato senza di lei era ancora vivo in me. Alessia sembra prendere bene queste regole ma dopo 20 giorni confida a mia moglie che vuole andare a convivere con il suo ragazzo, per me era assolutamente prematuro, mia figlia aveva poco più di 18 anni, studiava, non c’erano delle basi economiche per una convivenza e quindi le spiego

Le altre storie... Un freddo buona sera

i motivi che mi spingevano ad essere contrario alla sua richiesta, sembrava di parlare con una sorda! La sera dopo, rientrando a casa, Alessia mi saluta con un freddo buonasera, io le risposi che non era entrata in un bar ma lei mi risponde: “Puoi evitare di alzare la voce tanto io domani me ne vado da questa casa”. Di fronte a questa frase mi arrabbio e d’istinto le rispondo: “Guarda puoi anche non aspettare domani, se vuoi quella è la porta!” Era chiaro che la mia era una frase dettata solo dalla rabbia ma Alessia coglie l’occasione e nel giro di pochissimi minuti se ne va. Sono passati tre anni. -
Il postino Maurizio si trova in Svizzera, precisamente a Pratteln, per consegnare la posta ad Alessia e ad Andy, li trova nella loro abitazione, sorpresi rispondono al citofono, scendono al portone, giovanissimi e sorridenti, per accettare l’invito.I genitori hanno guardato la consegna, il loro volto è segnato da un velo di malinconia.La giovane coppia si accomoda, guarda lo schermo e Alessia non riesce a trattenere le lacrime dicendo, insieme a Andy, di voler ascoltare.
E’ il papà a parlare per primo, rivolgendosi ad Alessia: “Oggi sono qua perché ti voglio dimostrare che l’orgoglio si può superare, tu sai l’amore che provo per la famiglia ed è proprio per amore che ho superato il mio orgoglio. Ho sempre avuto cura di voi e ho sempre cercato di superare tutti gli ostacoli…li ho anche creati ma sono stato sempre io a cercare di recuperare. A te penso di non aver fatto mancare nulla, mai fatta sentire meno con gli amici a scuola, ho cercato sempre di accontentarti in tutto. Tu mi volevi bene, purtroppo oggi devo dire mi volevi…ricordi i pomeriggi passati insieme a cantare? Eri gelosa di me, ero il tuo re ed è per questo che non penso di meritare quello che ci sta capitando, ancora oggi non riesco a spiegarmelo.

Le altre storie... Un freddo buona sera

Andy, ti ho accolto a casa mia come un figlio, scherzavi con me, mi mandavi i messaggi e allora vorrei solo capire una cosa, premesso che io sono felice quando tutte le persone che ho intorno a me lo sono però, vista la situazione precedente e quello che abbiamo passato io e sua madre, ho voluto mantenere quella distanza con te proprio per non ricadere nello stesso errore. Se hai qualcosa da dirmi per farmi capire dove ho sbagliato io sono qui, oggi ho dimostrato che l’orgoglio si può mettere da parte e che chiedere scusa non è una vergogna, è semplicemente aver capito di aver commesso un errore, e io sono pronto a fare anche questo.” Il pubblico applaude con calore questo papà mentre la mamma si accinge a dire: “Alessia, hai cancellato il tuo passato, hai cancellato me e il tuo papà, i tuoi fratelli e io non capisco il perché. Tu mi manchi tanto e mi manca tutto, mi mancano…” La signora non ce la fa a continuare, scoppia in un pianto disperato, dice di non farcela più e prega i ragazzi di aprire subito la busta, mentre Alessia la guarda con immensa tristezza e piange in silenzio. - Maria si avvicina ai ragazzi, di sua iniziativa riepiloga con cura quello che sa di questa storia fino a quando Alessia ci tiene a precisare che è stato lui a cacciarla di casa, dicendo: “No, ci tengo a raccontare come è veramente andata: è vero che nel 2012 sono stata io ad andarmene di casa perché in famiglia c’erano dei problemi non solo con me ma anche tra mio padre e mio fratello e io ero l’unica a sostenere discussioni con mio padre per spiegargli quando sbagliava, ma ad un certo punto, esausta da tante situazioni spiacevoli, ho deciso di andarmene. Dopo otto mesi sono tornata, io e Andy non stavamo più insieme e devo dire che con loro, in quel periodo, sono stata bene.

Le altre storie... Un freddo buona sera

Poi Andy è tornato nella mia vita, mio padre ha accettato la situazione ma ha dettato delle regole che all’inizio ho anche accettato ma dopo una settimana sono andata a dormire da Andy e al mio ritorno è stato lui a dirmi di andare in camera mia, fare le valigie e andarmene! Mia mamma poi mi ha raggiunto in camera per dirmi di pensarci bene a quello che stavo facendo perché se fossi uscita da quella porta non avrei più visto la sua faccia! Piange la giovane ragazza ma trova la forza di concludere: “Sono andata a vivere a casa dei genitori di Andy per tre mesi, poi abbiamo trovato una casa solo per noi, però, in tutto questo tempo, nessuno mi ha cercato!”
Maria le ricorda che la versione di suo padre è totalmente diversa ma Alessia continua a negare con cenni della testa dicendo: “Non è vero, io non ero pronta per andarmene, non avevo le valigie mezze fatte…ho addirittura chiesto a mia madre un sacchetto di plastica per buttarci dentro dei vestiti alla rinfusa.” Ma il padre non ci sta e le ricorda che lei aveva già comunicato la volontà di allontanarsi tant’è che durante una discussione lui le aveva proposto di concretizzare il suo desiderio di vivere con Andy, con la scelta del matrimonio, le ricorda che lui ne sarebbe stato felice.
Maria interviene: “ Vabbè, è andata così, ma io so che tua madre ha cercato di vederti in questo periodo, è venuta sotto casa a citofonare, ti ha scritto una lettera che tu non hai accettato, ti ha cercato al lavoro ma le è stato detto che non c’eri e inoltre, gli avevi bloccato anche i messaggi.” Alessia vuole spiegare: “Avevo bloccato i messaggi anche perché l’unica volta che ho visto un messaggio di mio padre su facebook, indirizzato alla mamma di Andy, era cattivo e diceva solo cose brutte, io gli ho risposto ma la sua reazione è stata scrivermi che l’errore più grande della sua vita ero io!

Le altre storie... Un freddo buona sera

Mio padre ha fatto tanti errori, ha fatto soffrire mia madre ma questo l’ho perdonato per rispetto alla mamma che l’aveva già fatto, poi ha fatto soffrire me e i miei fratelli…a lui piace molto giocare e spesso non c’erano i soldi per mangiare e poi mi ha ferito profondamente, mandandomi fuori di casa” Maria interviene: “Tuo padre sostiene, e tu lo hai ammesso, di averti espresso il suo desiderio di accompagnarti all’altare, mi risulta strano che poi cacci quella stessa figlia! E tu, Andy, che sei stato sempre in silenzio, cosa pensi?” “Io amo Alessia e se lei decide una cosa io sto con lei” Maria non si accontenta: “ Alessia, sono tre anni che vivi con lui, sei contenta? Ti trovi bene in Svizzera? Siete soddisfatti della vita che vi siete costruiti? Ci pensi ai tuoi genitori?” Alessia ha sempre annuito a tutte le domande e specifica che pensa ai genitori, soprattutto nelle occasioni dove è bello avere una famiglia vicino, aggiunge che piange pensando alla mamma piuttosto che al papà perché è l’unica che in questi tre anni ha provato a cercarla. Ciò nonostante è rimasta stupita dal padre questa sera, non avrebbe mai pensato che il padre fosse capace di chiedere scusa, le fa piacere averli rivisti ma prova tanta rabbia perché il luogo dove stasera si sono incontrati esiste per parlare, per chiarire, non per continuare a dire bugie.” La mamma le risponde: “Hai ragione, basta bugie, se abbiamo sbagliato io stasera vi chiedo scusa”. Ma Maria aggiunge:” Lei vuole che venga tolto il “se” perché ritiene che abbiate sbagliato…soprattutto tuo marito.” poi rivolta ad Alessia: “Vuoi che il tuo papà ti dica qualcosa in particolare, vuoi che capisca qualcosa questa sera?” la ragazza in lacrime risponde: “No, se vuole capire qualcosa non glielo devo dire io, questi tre anni mi hanno fatto riflettere tanto e sono stata anche tanto male…io potrei rivedere mia mamma ma papà no! Io lo conosco benissimo e so che non ha ancora capito gli errori che ha fatto, non solo in questi anni ma anche cose che sono successe da poco.”

Le altre storie... Un freddo buona sera

Il padre prova a convincerla: “Poco fa hai detto che non ti saresti mai aspettata di vedermi qua e allora vuol dire che un poco di impegno ce l’ho messo e allora perché non credi che si possa ricreare un rapporto tra noi, anche diverso, tu ora stai dipingendo la mamma come un angelo e me come un diavolo ma neppure con lei ti sei fatta sentire.”
“Io non lo vedo tutto questo impegno e stasera vorrei aprire la busta, ma solo per mamma” e Andy aggiunge: “Il problema è quel messaggio che ha scritto a mia mamma, ci ha fatto stare veramente tanto male a tutti e ora chiede scusa a me? Lui dovrebbe chiedere scusa a mia mamma! E’ normale che i miei abbiano protetto Alessia nel momento in cui stava malissimo, senza dir loro dove si trovava la figlia.”
“Ok, posso anche chiedere scusa a tua madre – risponde Giuseppe – scusa per il termine che ho usato ma anche lei è mamma e dovrebbe capire cosa significa avere una figlia lontana per una mamma, lei a te ti ha vicino mentre Caterina è stata tanto tempo senza sapere nulla della sua unica figlia. Io sono sicuro che Alessia soffre per la mamma e se tu veramente la ami dovresti fare qualcosa per farle riavvicinare perché le uniche parole che hai detto stasera sono state “se Alessia non vuole io non la convinco” però alcune volte, un compagno serve per dare un buon consiglio alla propria compagna e poi un’ultima cosa, tua madre sapeva dov’ era Alessia quando non avevamo sue notizie…sarebbe bastata una telefonata da mamma a mamma per non far soffrire così Caterina! Io ti voglio ringraziare di cuore per quello che fai per mia figlia e stasera posso anche uscire da qui per amore suo, perché voglio che sia felice e possa abbracciare sua madre per far felice anche lei, ma a te devo chiedere una cosa per il futuro…quando la vedrai soffrire per il suo orgoglio, che ha identico al mio, tu aiutala a non fare errori.”

Le altre storie... Un freddo buona sera

Andy vuole dire solo una cosa: “Sai chi è stato a dire ad Alessia di chiamare la mamma? Sono stato io! Ma stasera deve decidere lei anche se io penso che il suo bene sarebbe far pace con entrambi i genitori.”
Giuseppe ci prova in tutti i modi, chiede scusa ripetutamente a tutti con ammissione di colpa, il pubblico lo sostiene, Maria lo aiuta e poi cerca di convincere Alessia che ci pensa a lungo, si vede che sta soffrendo veramente ma l’orgoglio vince mentre dice: “Io non gli credo, Maria, mi ha fatto troppo male e per ora non ce la faccio!”
Giuseppe: “Ma cosa non ce la fai a fare, io stasera ti ho dimostrato che ho iniziato il mio percorso per cambiare, potevi farlo anche tu questa sera, io ti ho chiesto scusa ma per non parlare più del passato e cercare di vivere adesso il futuro in maniera diversa e tu mi dici che non è facile perché non credi a me, guarda che il futuro lo puoi sempre cambiare se non ti piace ma io adesso ho fatto qualcosa di grande per mamma, qualcosa di grande per te e qualcosa di grande anche per me…il provare a cambiare”. Maria aggiunge: “ Sta chiedendo di metterlo alla prova” ma Alessia risponde che ha paura di metterlo alla prova…
Così Giuseppe esce dallo studio, la busta scivola via, l’abbraccio tra mamma e figlia è sommerso di lacrime, Maria è veramente dispiaciuta e congeda Caterina dicendo: “Almeno è un passo…”

Gabri B.