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Le altre storie... Il capofamiglia

Puntata del 14/01/17

Le altre storie... Il capofamiglia

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Questa è la storia del regalo che Lorenzo ha pensato di fare a sua moglie Valentina e a sua cognata Giulia, orfane di entrambi i genitori, per dir loro che non sono sole. Sul grande schermo dello studio compaiono bellissime inquadrature di GABRIEL GARKO sottolineate da alcune frasi: - L’amore è un’emozione, non so quando arriva, ma quando c’è voglio godermelo fino in fondo – Ho 44 anni, sarò celibe per sempre, ma se diventassi padre sarei l’uomo più felice del mondo –
Il “misterioso” attore entra in studio, riceve applausi infiniti da un pubblico in delirio, scherza con Maria ringraziandola dei complimenti per il suo nuovo look e si accomoda per aspettare l’ingresso di Lorenzo, un giovane uomo dal con un bel volto e siede accanto a lui. Maria inizia a raccontare: - Lorenzo mi ha detto: “Stavo andando al lavoro una mattina e tutto ad un tratto, bada bene che io a queste cose non ci credo, è come se avessi sentito la voce dei miei suoceri che mi dicevano che mia moglie e mia cognata si sentivano perse e che io avrei dovuto fare qualcosa per loro, in quel momento ho deciso di partecipare al tuo programma, se non fosse successo questo, ti giuro, non sarei seduto qua perché non sono il tipo e per me è molto difficile parlare in pubblico” Poi ha aggiunto: “ E’ proprio vero che la vita a volte ti dà e a volte ti toglie, a mia moglie e a mia cognata la vita aveva dato due genitori meravigliosi e proprio quando eravamo al settimo cielo perché ci eravamo sposati e anche Giulia era contenta per i suoi risultati all’università, nel giro di un anno, è arrivato il dolore grande di perdere entrambi i genitori. La vita non ti dice quando ti toglie e come ti toglie, non ti dice che all’improvviso può arrivare una telefonata, com’è arrivata a loro, in cui ti dicono che tua mamma, che aveva solo 48 anni e stava benissimo, non c’è più.

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La vita non ti dice che ti troverai a dover far finta davanti a tuo padre che lui sta bene quando tu sai che non è vero, la vita non ti dice che ti troverai in una stanza di un ospedale con tuo padre che ti dice: “Dimmi cosa vuoi per il tuo compleanno che quando esco te lo compro” e tu sai perfettamente che quel “quando esco” non succederà mai, ma tu continui però a far finta di niente. Io voglio venire a “C’è Posta per Te” per dire a mia moglie e a mia cognata che io ci sono e che, anche se non posso restituirgli i genitori, posso dar loro una nuova famiglia. Non sono in grado di fare tutto quello che facevano la loro mamma e il loro papà però ce la metterò tutta e dove non arriverò io arriveranno mia moglie e mia cognata, è così che si fa quando ci si vuole bene, e poi vorrei dire a mia moglie che vorrei dei figli e che riusciremo ancora ad essere felici pur non dimenticando mai mamma e papà” –
Maria, rivolta all’attore, conclude: - Gabriel tu sei qui perché loro due ti adorano…come il pubblico d’altronde! –
Il postino Maurizio si trova a Livorno per recapitare la posta a Valentina e a Giulia, le trova al portoncino di casa, sono due giovanissime ragazze acqua e sapone, capelli lunghi, jeans e felpa che con un sorriso accettano l’invito. Nel frattempo in studio sono stati posizionati alcuni alberi, su uno dei quali Garko attacca due sacchetti di velluto per poi chiamare la “bimba più bella del mondo”: Paloma, che entra con in mano alcune foto di Valentina e Giulia, l’accompagna a sedersi sul pouf per poi tranquillizzare Lorenzo dicendogli che se vuole un dito di Whiskey lui glielo può offrire…Maria lo sgrida e lui ridendo si va a posizionare dietro la busta.
Valentina e Giulia fanno il loro ingresso in studio e si accomodano davanti alla prima busta che si apre su la piccola Paloma che sta sfogliando le fotografie, le due ragazze la guardano, riconoscono le loro foto e desiderano ascoltare cosa ha da dire: “Guarda questa che carina… chissà quante coccole vi facevano in casa,

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beh siete parecchio cresciute, ma so che anche adesso vi piace essere coccolate e allora vi consiglio di non aspettare più per aprire la busta! E ora sedetevi qui …vi lascio il mio posto e le vostre foto!” Paloma passa dall’altra parte della busta e si siede sulle ginocchia di Lorenzo e dice: “Signora Maria…apri pure…Cucù, sono ancora io ma non sono sola!”
La telecamera si allarga sul volto di Lorenzo, le ragazze sorridono e vogliono ascoltarlo: “Ciao Vale, amore mio, ciao Giulia, voi mi conoscete bene e sapete che non sono il tipo da fare queste cose, io sono il tipo che ha difficoltà a parlare difronte ad un pubblico o addirittura riuscire a tirar fuori i sentimenti, però questa sera ho deciso di mettere da parte la mia timidezza per regalarvi un momento di gioia perché avete passato due anni d’inferno e vorrei riuscire a farvi capire che se rimaniamo insieme le cose belle possono ancora accadere.” Paloma riprende la parola: “Le cose belle questa sera sono tante…partiamo dal pavimento” schiocca le dita e per magia un tappeto di foglie copre il pavimento diventato di legno, l’effetto diventa quello di un bosco, poi si avvicina ad uno degli alberelli e coglie i due sacchetti appesi, li consegna alle due ragazze e continua così: “Lorenzo ha scelto due anelli con un cuore prezioso e la lettera che ora la signora Maria vi leggerà l’ha scritta proprio con quello!”
Il pubblico applaude con calore alla simpatia di questo piccolo fenomeno mentre Maria si accinge a dare lettura: - 21 settembre 2004, quella mattina non eravamo andati a scuola…ti ricordi Vale? E poco prima di accompagnarti a casa avevo trovato il coraggio di chiederti se volevi metterti con me. Ricordo il silenzio che è seguito alla mia domanda…poi all’improvviso ti sei voltata, mi hai guardato fisso e finalmente mi hai dato quel bacio che mi avrebbe fatto innamorare follemente di te.

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Avevamo 17 anni e tutto un mondo da scoprire insieme, in tutto il suo bene e purtroppo anche nel suo male. Da quel bacio sono seguiti 12 anni di amore stupendo, una passione per te che è diventata subito un amore al plurale visto che come sono entrato nella tua vita tu mi hai fatto entrare anche nella tua casa. Ricordo la prima volta che sono venuto a pranzo: tuo papà mi ha stretto la mano con un sorriso, Giulia, piccolina, mi osservava con aria furbetta e la tua mamma mi ha fatto sentire subito il figlio maschio di casa. Entrare nella vostra casa, per me, è stato come entrare in una favola, avevo messo piede in un bosco meraviglioso dove sentivo protezione anche per me e soprattutto un incredibile profumo d’amore…amore tra vostro papà e vostra mamma, amore tra voi sorelle, insomma amore sempre, e siete state proprio voi a farmi sentire che potevo mettere radici anche io vicino a voi, e siete state sempre voi, con i vostri genitori, a insegnarmi il significato delle parole: unione, solidarietà, collaborazione e mille altre. Valori che oggi fanno di me un ragazzo decisamente migliore di allora. E forse è proprio questo il momento di ricordarci come tutta la nostra storia è iniziata tenendoci per mano e per dirvi: non molliamo la presa, io sono quello che vi resta, che è poco se pensiamo a quando c’erano i vostri genitori, ma è anche tanto se pensiamo a quanto bene possiamo farci tra noi, del resto, che ci piaccia o no, il viaggio è ancora lungo e la nostra nuova vita da soli è appena iniziata –
Altra magia in studio, dal cielo piovono petali rossi e Maria ricomincia a leggere: - Il bosco di casa vostra mi è sembrato un luogo magico soprattutto per le creature che ci abitavano, c’eri tu Valentina che eri la mia innamorata e poi c’era Giulietta, piccina, aveva solo 11 anni quando mi sono seduto a tavola con voi una domenica di ottobre…noi tre ci siamo adottati a vicenda e in pochissimi anni siamo diventati un trio invincibile, ma soprattutto a vegliare su quel bosco c’erano loro,

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Silvio e Sabrina, due querce dall’animo a dir poco meraviglioso, ho scoperto quanto fossero importanti per me nell’attimo in cui ho capito che non avrebbero più citofonato a casa, che mai più avremmo stappato il vino per brindare insieme, che non avremmo più potuto contare su di loro come nonni per i figli che verranno. Non c’è spiegazione al fatto che due persone speciali e anche così giovani come erano, abbiano dovuto lasciare il nostro bosco incantato per andare chissà dove. Soffro la loro assenza proprio come se piangessi i miei genitori veri, sembra assurdo ma è così, ma io vengo dopo e c’entro poco. Qui chi soffre troppo siete voi due, le persone che amo di più al mondo e che per nulla al mondo vorrei vedere stare male, avete spento il sorriso ma una piccola luce, dentro di me, si è accesa in questi ultimi giorni. Nei dieci anni che li ho frequentati ho talmente assorbito i loro valori e il loro modo di aver cura delle persone, che ho la sensazione di potermi offrire veramente come vostro guardiano del cuore e come il vostro nuovo “capofamiglia”. Ed è in nome loro, dovunque loro siano adesso e mi stiano ascoltando, io voglio dirvi che non vi lascerò mai sole, non vi deluderò mai e poi mai, e vi giuro che vivrò ogni giorno della mia vita con l’intento di restituirvi quella pace che abitava dentro di voi e che è saltata in aria il giorno in cui per prima è venuta a mancare lei: la mamma, l’albero dai rami più accoglienti e dalla corteccia più tenera…l’albero che vi ha messo al mondo e dal mondo, tutto ad un tratto, si è sollevato. – In studio un albero si alza verso il soffitto mentre compare un fisarmonicista che suona una musica triste.
Maria continua la lettura : - E mi viene da sorridere, nonostante dentro pianga ancora forte, quando penso a lei…a mamma Sabrina. Il primo ricordo che ho è di quando pranzavo da voi e al momento di servire il mio piatto,

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vostra madre mi metteva sempre dosi da gigante…era il suo modo per dirmi che ci teneva a me, vostra mamma è stata il mio Cupido, in un certo senso, lo sapete quanto ha detto e ha fatto per aiutarmi a coronare il sogno di sposarti Vale e che bella sorpresa ha organizzato proprio con te Giulia, quando ci avete fatto trovare una carrozza con i cavalli per muoverci in città il giorno del matrimonio. La vostra mamma era capace di cose grandi con grande semplicità, era la quercia di casa, era quella che mai nessuno avrebbe detto che un giorno avrebbe spezzato i suoi rami. Lavorava come una matta, poi si occupava del vostro papà che purtroppo entrava e usciva dagli ospedali e, come se non bastasse, anche della vostra nonna. Le sue giornate duravano il doppio delle nostre, sembrava titanica, fortissima, una guerriera, e invece era fragile dentro e una brutta notte si è coricata nel letto e non si è più alzata, lasciandoci muti, sperduti e soli. Lasciandoci un papà rimasto vedovo che invece di diventare il nostro faro cedeva nuovamente alla malattia che lo avrebbe portato presto dal suo amore, lontano da noi .–
Un altro albero si solleva verso la volta dello studio, la fisarmonica ricomincia a suonare mentre Maria riprende la lettura: - Quando invece penso a papà Silvio, la prima immagine che mi viene è quella di lui che mi passa la giacca del completo da sposo la mattina del nostro matrimonio, senza tante parole, ma con il sorriso stampato di chi portava all’altare la sua primogenita. Poi mi viene in mente che gli avevo fatto la proposta di fare dei lavoretti in casa, visto che la sua salute non gli permetteva di uscire e avevo trasformato la camera che avevate in più in un laboratorio, gli comprai il materiale e gli attrezzi e gli insegnai il lavoro. Sapevo che quella cosa lo avrebbe aiutato nel morale e ci avrebbe guadagnato in dignità, anche se quella, il vostro papà non l’ha mai persa…nemmeno l’ultimo giorno che ha deciso di andarsene in uno dei rari momenti in cui si trovava da solo,

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lo aveva fatto per contenere il vostro strazio. Del resto quell’uomo è stato il padre che in un letto d’ospedale, sofferente e sedato, è riuscito a dirti: “Valentina, oggi è un giorno speciale, dimmi cosa vuoi per il tuo compleanno così quando esco dall’ospedale te lo compro” Mi ricordo che sei fuggita dalla stanza piangendo, perché sapevi che quel “quando esco” non ci sarebbe mai stato. Ma ora ci sono io a curarvi le ferite, io che restituirò foglie colorate alla vostra vita, io che vi amo tantissimo, io che vivo solo per voi. –
In studio, come per magia, i colori diventano più allegri mentre Maria conclude la lettera: – Ecco ragazze, io vi giuro che c’è una cura a questo stato d’ansia che non vi permette di vivere con un po’ più di leggerezza il tempo che verrà. Eravamo cinque e ora siamo in tre, ma siamo giovanissimi, siamo sani, abbiamo un lavoro e delle passioni, io sogno di diventare padre e di fare di te, Vale, la mamma dei nostri figli. Desidero che Giulia possa presto organizzare il suo matrimonio e contare sul fatto che sarò io a portarla all’altare. Insieme possiamo essere quel bosco incantato che hanno piantato proprio la vostra mamma e il vostro papà, dobbiamo solo volerlo. –
Maria smette di leggere mentre Lorenzo, mettendosi una mano sul cuore, dice: “Io vi giuro fedeltà eterna, a te Valentina, come compagno, amico e marito. A te Giulia, come fratello…” e poi commosso aggiunge: “Per favore per una sera fatevi sorprendere, la mia lettera è finita però manca ancora un tocco di magia…guardate la scala davanti a voi e fatemi fare un’ultima cosa, schioccare le dita!”
Gabriel Garko appare sulla scala, le ragazze si guardano facendo timide “risatine”, hanno gli occhi sorpresi e felici, l’attore si avvicina, le bacia, chiede se può sedersi in mezzo a loro e dice: “Ho sentito la vostra storia, ognuno di noi ha le sue verità, i suoi problemi e una storia da raccontare, però sentirla raccontata da Maria si pensa sempre che siano storie lontane e invece le persone che l’hanno vissuta sono accanto a te.

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Tutto ciò è bello perché nessuno di voi arriva a trent’anni, siete giovanissimi e vi siete trovati in una situazione molto difficile ma avete fatto gruppo, vi siete dati la mano e state andando avanti…ed è questo che è veramente bello. E ora mi sento di chiedervi: “volete che lui diventi il capofamiglia?” Dopo la risposta affermativa Gabriel si alza, si avvicina a Lorenzo per attaccare sulla sua giacca una spilla nominandolo capofamiglia, ma ha un altro dono da offrire, una busta gialla…e dice “In Italia stiamo vivendo un momento un po’ particolare e so che Giulia, nonostante tutto quello che è successo, si sta laureando e poi ci saranno tante spese per tutti, quindi non è un momento facilissimo e allora mi permetto di farvi un regalo che forse vi darà una mano...una carta di credito!” Consegna la carta di credito al capofamiglia mentre le ragazze sorridono stupite. Lorenzo vuole aggiungere: “Io so che non potrò mai ridarvi i vostri adorati genitori ma vorrei farvi capire che se riusciremo a rimanere insieme, uniti, potremo sorridere di nuovo, quindi a te, Valentina chiedo di non lasciarti più sopraffare dalla paura che all’improvviso ti possa succedere qualcosa di brutto perché ci sarò sempre io accanto a te, e a te Giulia chiedo di non farti prendere dai sensi di colpa per l’aiuto che ti stiamo dando perché è tutto fatto con il cuore e quando sarà il giorno della tua laurea ci renderai orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare per te. Per me questa è la famiglia, mi avete insegnato voi cosa vuol dire, quindi vi chiedo di togliere questa busta e di venire a darmi un bacio!” Lorenzo è molto emozionato, balbetta mentre Garko ride e applaude. la busta scivola via, compostamente e timidamente i tre ragazzi si abbracciano…sembrano felici!

Gabri B.