C'e' posta per te

Le altre storie... Passano gli anni

Puntata del 9/01/16

Questa è la storia di Salvio che è venuto per i suoi tre figli.
Entra in studio un giovane uomo accolto da Maria che comincia a raccontare come se fosse lui a parlare: - Non vedo e non sento i miei figli da 11 anni, non perché (www.mariadefilippi.it)  non sappia dove abitano ma perché non ho il coraggio di bussare a quella porta! Anche i miei figli sanno dove vivo io ma nessuno di loro mi è venuto a cercare, il più grande si chiama Vincenzo, i due più piccoli, Stefano e Salvatore. Io non ho mai bussato a casa loro perché mi vergogno di come mi sono comportato, ho smesso di essere un padre per 11 anni, abbandonandoli quando erano ancora molto piccoli. Mi sono sposato con la loro mamma quando avevo solo 19 anni, ero molto innamorato di lei, sono nati 3 figli, la più grande gioia della mia vita, avevamo una caffetteria comprata con l’aiuto di mio suocero ma, dopo poco tempo, la caffetteria comincia ad andare male, avevamo debiti e io, dopo averla venduta, decido di andare a fare il barista come dipendente.

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Tutto andava bene fino a quando un giorno entra una ragazza che si chiama Anna e io pian piano perdo la testa per lei! Inizia una relazione clandestina tra noi ma mia moglie, dopo poco tempo, comincia a sospettare, io nego tutto ma le uscite erano sempre più frequenti, mia moglie capisce e una notte, mentre dormivo, prende il cellulare per scoprire i messaggi ed avere la certezza che i suoi sospetti erano fondati; la chiama, la interroga fino a quando Anna ammette la relazione, io disperato le prometto che non l’avrei mai più vista ma non ce l’ho fatta, la relazione continuava e una sera tornando a casa non trovo nessuno, erano andati tutti a vivere a casa dei miei suoceri. Io avrei potuto riprendere la mia famiglia perché mia moglie era ancora innamorata di (www.mariadefilippi.it) me ma decido di riprendermi la mia libertà e lascio tutto per trasferirmi da Anna -. Maria continua il racconto: - Salvio comincia a comportarsi da marito separato, va a prendere i figli ma una volta ha la malaugurata idea di portarli al mare con Anna, la moglie lo viene a sapere e da quel momento non glieli ha fatti più vedere. Lui non si comporta bene neppure dal punto di vista economico e solo quattro anni fa si rende conto del grande errore che ha commesso;

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inizia a guardare Anna con occhi diversi, comincia a considerarla la colpevole di tutto quello che gli è successo e la lascia, oggi chiama “C’è Posta per Te” per parlare con il figlio maggiore Vincenzo e la sua ex moglie, vuole chiedere perdono a tutti, soprattutto a lei che ha cresciuto i suoi figli. Il postino Marcello si trova a Portici (Napoli) per consegnare le buste alla signora Antonella e a Vincenzo, trova solo Antonella che con un sorriso e due bellissimi occhi color del mare, accetta l’invito per sè e per suo figlio. Maria, in studio, dice a Salvio che non sarà facile ottenere risultati... Gli invitati entrano in studio: una bella donna e un ragazzo giovanissimo con lo sguardo pulito, lui riesce a guardare in faccia il padre, la madre un po’ meno ma accettano di ascoltare. Salvio rivolto alla moglie dice: “Prima di parlare ti chiedo perdono per tutto il male che ti ho fatto perché lo so che ti ho ferito tanto e poi ti voglio dire che sei una grande donna e una grande mamma ed è solo grazie a te e ai tuoi genitori se i ragazzi sono quello che sono.

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Io non ho fatto il padre per dieci anni ma i miei figli stavano nel mio cuore, ho capito i miei errori e tu lo sai, ti prego aiutami”. Poi, rivolgendosi a Vincenzo, Salvio continua così: “Parlare con te, figlio mio, è molto più difficile, ma ti voglio raccontare che quando la tua mamma era incinta di te l’hanno ricoverata sei giorni prima (www.mariadefilippi.it) del parto e io non l’ho lasciata neppure per un minuto, passeggiavamo per i corridoi dell’ospedale e quando sei nato sei stata la gioia più bella della mia vita e ti dico, con coscienza, che avere un padre come me è una vergogna e stasera sono qui per dirti che tu sei un uomo mentre io non lo sono stato, sono orgoglioso di avere un figlio come te…sei un grande! Io ti vorrei abbracciare! Nella vita tutti possono sbagliare ma io ho sbagliato di più e ti chiedo per favore, per piacere e per carità, perdonami perché non ce la faccio più.” Antonella e Vincenzo sembrano indifferenti a questo accorato appello e lei dice: “Per me è finita, ma non per me ma perché non ha avuto rispetto per i suoi figli, sono passati 11 anni e lui ne ha fatte di tutti i colori, io ho lottato da sola e ho fatto da madre e da padre, non ho ricevuto neppure una telefonata quando ho avuto un problema con mio figlio piccolo ricoverato in ospedale, mai un aiuto economico…sempre da sola ho dovuto combattere;

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Io sono orgogliosa di Vincenzo perché è cresciuto bene e mi dà tante soddisfazioni, io lavoro tutto il giorno ma qualche volta non ce la faccio ad arrivare a fine mese, per fortuna ho due genitori che sono qualcosa di speciale! Lui ci poteva pensare anche prima” e “E’ facile venire a “C’è Posta per Te” dopo 11 anni” aggiunge il giovane figlio “ Quando avevamo bisogno del suo sostegno, lui dove era?” “a fare il ragazzino con la sua nuova compagna” conclude la mamma. Maria riassume velocemente quello che le è stato raccontato, tutto sembra coincidere con i ricordi di Antonella e alla domanda cosa pensano di lui il primo a rispondere è Vincenzo: “Io penso che un padre se vuole trovare un approccio con il proprio figlio lo deve fare passo dopo (www.mariadefilippi.it) passo, perché stasera, così, è una botta allo stomaco, per me incontrarlo è tanto difficile anche se mi rendo conto che per un figlio è brutto dire queste cose a un padre:” Salvio vuole chiarire con sua moglie, nascono piccoli battibecchi sui tempi passati, quando i bambini erano piccoli, su tempi più recenti quando il padre ha cercato l’amicizia di Vincenzo su FB, quando lo guardava da lontano in strada non avendo il coraggio di avvicinarlo, ammette di essere stato il padre peggiore che possa capitare a chiunque ma dichiara che oggi, all’età di 39 anni, vorrebbe avere un approccio con Vincenzo e progressivamente anche con gli altri due figli;

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prega la moglie di aprire la busta per poter abbracciare il suo figlio maggiore ma Antonella, con le lacrime agli occhi, dice: “ Troppo facile, per me è finita ma Vincenzo può decidere da solo e proprio per questo vorrei uscire dallo studio”. Vincenzo desiderava rimanere da solo per dire al padre: “Sai, dopo 11 anni i ricordi un poco svaniscono,(www.mariadefilippi.it) comunque mi è mancata molto la tua presenza quando i miei compagni venivano accompagnati a scuola o alle partite dai loro genitori, sono cresciuto da solo anche in quei momenti delicati quando ti accorgi che stai diventando grande e i consigli di un padre sono fondamentali, ho risolto sempre tutto da solo senza dire nulla a mamma per paura di ferirla o di metterla in imbarazzo. Io sto bene così, ringrazio i nonni, mamma e tutti perché se sono così è solo per merito loro e ora per me è difficile anche perché lui è sparito, neppure un messaggio di auguri per il mio compleanno”.

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Ora il giovane ragazzo è commosso mentre il pubblico lo sostiene con uno scroscio di applausi e continua rispondendo alla domanda di Maria: “Io per lui provo rabbia…rancore…neppure io lo so e mi sento di essere cresciuto da solo, non perché mamma non mi sia stata sempre accanto ma perché per un maschio la figura paterna è molto importante, anche per i piccoli segreti, l’adolescenza…però mamma è stata una grande per cui tutto a posto!!!” Maria lo guarda teneramente e Vincenzo scoppia in una bellissima risata liberatoria. A nulla vale il fatto che il papà abbia nel portafoglio una sua foto qi quando era piccolino, il ragazzo ribadisce di aver visto sua madre lavorare fino allo stremo per trovarsi lo stesso spesso in difficoltà e il suo pensiero in quelle occasioni era: “Non è giusto perché io un padre ce l’ho”. Vincenzo accetta le scuse del padre (www.mariadefilippi.it) ma non si sente di aprire la busta. Maria lo congeda benevolmente augurandogli che questo possa essere un primo passo per un futuro migliore



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Gabri B.