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Le altre storie... Trasferimenti, matrimoni e incomprensioni

Puntata del 16/01/16

Questa è la storia di una madre e di un padre.
Entrano in studio Elisabetta e Giorgio, una coppia (www.mariadefilippi.it) adulta sposata da 36 anni, hanno due figlie ma questa sera sono qui per la figlia minore che si chiama Tatiana.
Maria racconta come se fosse Elisabetta: - Da 4 anni, da quando Tatiana si è sposata con Francesco, che si è dimenticata di suo padre e di sua madre, dei 25 anni passati insieme e di quanto le vogliamo bene, non abbiamo neppure avuto la possibilità di conoscere i nostri due nipotini nati dal loro matrimonio.
E’ con tanto dolore che io e mio marito non siamo stati in grado di darle i 9.000 euro che lei aveva chiesto per arredare la sua nuova casa, noi avremmo voluto ma non li avevamo. Abbiamo sempre fatto tanti sacrifici per lei, io faccio l’operatrice sanitaria e mio marito fa l’imbianchino, lui ha avuto anche un brutto incidente sul lavoro ma abbiamo cercato di dare tutto quello che potevamo alle nostre figlie. - Maria continua il racconto come fosse la mamma a parlare:- Tatiana conosce Francesco quando ha 25 anni, per noi è un bravo ragazzo, lo conosce in un bar, noi viviamo in provincia di Ravenna, lui era impiegato di banca e originario della Calabria,

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si fidanzano e lui viene a vivere a casa nostra per un anno, lo trattiamo come se fosse nostro figlio perché eravamo contenti. Tatiana ha 28 anni quando decide di trasferirsi in Calabria per seguire lui che era stato trasferito, nulla da eccepire e dopo pochi mesi ci giunge la notizia che hanno deciso di sposarsi, ero piena di gioia ma devo confessare a mia figlia che siamo pieni di debiti, che papà non lavora più come prima e che è stato costretto a chiedere un prestito alla banca e che quindi non possiamo aiutarla per il matrimonio, le chiedo pure che usanze ci sono in Calabria e lei mi rassicura dicendomi che i genitori della sposa devono provvedere alla camicia da matrimonio per lui e mi raccomanda di non preoccuparmi perché sarà felice anche di quel poco che potremo riuscire a fare. Io volevo contribuire almeno per l’abito da sposa ma ancora una volta Tatiana mi rassicura dicendomi che ci avrebbe pensato la suocera, allora le chiedo se voleva che la raggiugessi per fare le pulizie nella casa matrimoniale e di nuovo mi risponde che ci avrebbe pensato la suocera.
Mio marito ed io partiamo per il matrimonio, facciamo 11 ore di viaggio in macchina e arriviamo in Calabria, alloggiamo in un albergo, io vado da mia figlia con l’intenzione di aiutarla a vestirsi ma lei mi risponde che lo faranno le sue amiche;

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incontriamo i genitori di Francesco che ci salutano con freddezza, in chiesa mio marito l’accompagna all’altare ma mia figlia non sorride, al ricevimento nessuno ci considera. Torniamo in albergo e ci rimaniamo per tre giorni ma Tatiana non ci invita a vedere la casa dove sarebbero andati a vivere e neppure a cena fuori dove andavano con tutti tranne che con noi. Quando parto dalla Calabria ho la consapevolezza che mia figlia non era più la stessa. Io e Giorgio riprendiamo la vita di sempre e dopo tre mesi mia figlia mi telefona per chiedermi un aiuto per comprare alcuni (www.mariadefilippi.it) mobili per la casa, le rispondo che avrei dovuto chiedere a mio marito anche perché io di soldi da parte non ne avevo, tutto quello che guadagnavo serviva per finire il mese; Giorgio va in banca a chiedere un prestito ma gli viene rifiutato perché non avevamo ancora estinto l’altro finanziamento…Tatiana non ci crede e da quel momento non ha più risposto al telefono.-
Maria continua: - Tatiana ha conservato un rapporto con la nonna materna, è da lei che Elisabetta viene a sapere che la figlia è incinta, prova ripetutamente a telefonare ma non riceve alcuna risposta, non viene avvisata il giorno del parto e neppure quello del battesimo;

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Tatiana rimane incinta del secondo figlio e finalmente la mamma riesce ad avere una risposta ad un sms che diceva così: “adesso è tardi perché voi scendiate, non ha più senso e non ho voglia, la vostra mancanza non la sento più, dovevate colmarla prima con il vostro affetto”. Il postino Maurizio si trova a Lago di Sibari (Cosenza) per consegnare la posta a Tatiana e Francesco che lo accolgono sorridenti sull’uscio di casa e accettano l’invito.
In studio i genitori sono molto commossi, soprattutto il papà che cerca un fazzoletto per asciugare le lacrime, gli sposi entrano e sembrano tranquilli ma Tatiana, quando vede il volto dei suoi genitori scoppia a piangere.
Accettano di ascoltare le loro parole ed è la mamma che inizia: “Come vedi siamo venuti fino a qua perché ci manchi tanto, vorrei abbracciarti e coccolarti come quando vivevamo insieme e mi mancano tanto i miei nipoti che non ho ancora visto. Ti chiedo di dirmi cosa è successo per non averti potuto vedere per quattro anni. Al tuo matrimonio invece di essere i tuoi genitori sembravamo degli ospiti e anche a te Francesco devo dire che mi manchi tantissimo, eri un figlio per noi e ti voglio tanto bene”.

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Ora è il momento del papà, che con accento romagnolo dice: “Tati, sono tuo padre e mi manchi tanto, perché mi hai abbandonato? Forse perché non sono riuscito a darti i soldi per i mobili? Se questo è il motivo si può sempre ricucire, io sono sempre quel padre che quando stavi con noi non ti ha mai fatto mancare niente, almeno per quello che potevo, ho sempre lavorato e fatto il possibile per voi, fino all’incidente, dimmi cosa posso fare perché io (www.mariadefilippi.it) ci sto tanto male, sei mia figlia, ti prego di farlo anche per tua madre che ci sta più male di me, e poi sono diventato nonno due volte ma non so se i miei nipotini sono biondi o sono mori, se assomigliano a te o a Francesco, vorrei tanto recuperare quel bel rapporto che avevamo quando vivevamo insieme, vi prego cerchiamo di volerci bene fin quando ci siamo, mettiamoci una pietra sopra!”
Il tenero appello del “grande” papà suscita una esplosione di applausi e il sorriso di Maria che, con dolcezza, gli offre un bicchiere d’acqua per continuare a parlare con Francesco: “Io di te non posso dir niente di male, sei stato un anno in casa mia come se fossi mio figlio, sei sempre stato educato e affettuoso e non posso capire questo cambiamento, ti prego spiegami il motivo perché io vi voglio un bene dell’anima.”

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Maria si avvicina alla giovane coppia e rivolta a Tatiana dice: - Questa storia riguarda un poco più te rispetto a Francesco, del quale mi hanno parlato benissimo, e mi hanno raccontato tutto nei minimi dettagli, da quando siete partiti per la Calabria fino ad oggi. - Tatiana controbatte su alcuni punti, dice di aver cambiato numero di telefono per non dover rispondere alle loro telefonate ma Francesco interrompe per dire: “Il problema non sono i soldi per i mobili, sono ben altri, i genitori non gli sono stati vicini in una serie di cose, non è una questione di abito, lei ha dovuto fare tutto completamente da sola, non hanno mai chiesto di scendere da noi per darci una mano.” Il padre insiste sull’amore che prova per loro e che dovrebbe passare oltre ai soldi che non ha potuto dare e se non ha mai telefonato è perché, quelle poche volte che ci ha provato, qualcuno sbatteva giù il telefono e la mamma, che le mandava SMS tutti i giorni, non riceveva mai risposta, loro sarebbero andati in capo al mondo per lei e non è vero che non partecipavano emotivamente a questo matrimonio. Le discussioni continuano, la figlia rimprovera i genitori per essere stati assenti, per non averla cercata sul cellulare di Francesco visto che lei aveva cambiato numero ma Maria interviene:- scusa Tatiana ma i tuoi genitori ti cercavano tutti i giorni e tu non rispondevi? -

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- Si, nel primo anno, poi ho cambiato numero di telefono! - Le liti continuano sul “dove eravate” e sul “cosa avete fatto per il matrimonio” e secondo Tatiana i suoi genitori non le hanno dato nulla e l’ha capito osservando la mamma di Francesco cosa vuol dire essere genitore, mentre sua madre non ha mai dimostrato niente! In passato non c’erano abbracci tra di loro, solo attenzioni quando serviva qualcosa e osserva che se fosse stata lei ad avere un figlio lontano si sarebbe precipitata…vuoi o non vuoi!
Maria ritiene di fare un piccolo rimprovero a Tatiana: - Io capisco che in alcuni momenti, trasferita al sud, sola, ti sei sentita un poco senza famiglia, ma se i genitori di Francesco hanno altre possibilità i tuoi che colpa ne hanno? Perché hai chiesto loro i soldi per i mobili se sapevi che non li avevano (www.mariadefilippi.it) quando, addirittura, erano stati loro a chiederti aiuto per pagare l’assicurazione? - Risponde Tatiana: “se tu veramente non hai i soldi non vai a farti le settimane al mare e i tatuaggi.” I genitori negano e Maria interviene nuovamente rivolta a Tatiana: - A te sono mancati i tuoi genitori? Perché stasera quando li hai visti ti sei messa a piangere, e la domanda è: vuoi ancora bene a loro?- “ Si, ma si è rotto quel legame che c’era prima perché non hanno dimostrato interesse per me e per i miei figli, che ci voleva a prendere la macchina e farmi una sorpresa?

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Per me sarebbe stato un gesto d’affetto.” - Ma tu lo sai che tua madre dorme in camera tua per quanto gli manchi? E anche tuo padre gira per casa di notte! – continua incalzante Maria e aggiunge: - Mi chiedo se tu ti sei vergognata che loro facessero meno per voi rispetto ai genitori di Francesco? – “Quale meno, magari… proprio il nulla!”- Quando arrivano i compleanni di mamma e di papà tu ci pensi?- “ Sì, ma penso solo che è il loro compleanno…non mi viene niente altro, non ci riesco a prendere su il telefono per sapere come stanno e cosa fanno…io non ci riesco :” risponde, con sinderitàTatiana. Maria insiste: - Forse tu hai cambiato il numero di cellulare sperando che i tuoi genitori si dessero una mossa e ti venissero a trovare? E siccome questo non è avvenuto e sono passati quattro anni, il tuo animo si è maldisposto, ma stasera sono qua per dirti che quella mossa non sono stati capaci di darsela ma la tua mamma ti ha chiesto il permesso di scendere a trovarti e tu cosa le hai detto? – “ Io non le ho risposto, perché un genitore non chiede il permesso, se gli va arriva!” risponde sempre più convinta Tatiana.
Maria continua: - Avete sbagliato entrambi, loro a non venirti a trovare e tu a non rispondere alle telefonate ma ora…che li vedi qui, pensi che i tuoi due genitori esistono ancora nella tua vita o no? - Io non riesco! Ripete per l’ennesima volta Tatiana intenzionata a chiudere la busta, a nulla servono le preghiere del “grande papà” lei continua a dire “non riesco” a fare delle finte sceneggiate perché ha sofferto tanto e ha paura di stare male un’altra volta, ma dicendo questa frase i suoi occhi sono pieni di lacrime e ammette che qualcosa deve cambiare dentro di lei.v La busta si chiude ma il padre Giorgio non si capacita di tanta tenacia, continua a non capire il perché ma non c’è nulla da fare e Maria li congeda affettuosamente con un “mi dispiace”.


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Gabri B.