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Le altre storie... I nostri eroi!

Puntata del 1° ottobre 2011

Un Rvm che propone le immagini del "capitano" Janvier Zanetti (www.mariadefilippi.it), introduce la storia di due figli che vorrebbero fare un regalo ai loro genitori.

Dopo l'ovazione del pubblico alle immagini dei  goals, delle corse per i campi verdi nelle numerose vittorie, entra in studio il campione.

Maria lo accoglie, lo ringrazia, cerca di calmare il tifo del pubblico e fa entrare Gigi e Susy, fratello e sorella, che si accomodano accanto a lui.

Maria: - chi scrive a questa trasmissione è Gigi, quando l'ho conosciuto mia ha detto:" noi siamo qui per poter parlare con i nostri genitori, io credo che ogni padre per il proprio figlio sogni un mondo migliore ed è sulla base di questo che, sia io che mia sorella, soffriamo nel vederli  invecchiare, non perchè gli anni passano ma perchè sono in difficoltà per i debiti.

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I nostri genitori si sono innamorati perdutamente quando erano giovanissimi, mio padre ha sognato per noi e quando siamo nati ha pensato di migliorarsi arrivando ad essere un bravo muratore, poi ha pensato di creare una piccola impresa edile, visto che era molto richiesto. Alcuni lavori sono andati bene e tutto sembrava sereno, poi le cose hanno cominciato ad andare male e nel 2010 c'è stato il crollo definitivo; ma non per colpa di mio padre, lui  aveva accettato dei lavori nel quale era esperto e aveva comprato tutto quello che serviva anticipando l'intero ammontare di quello che aveva e che non aveva... ma non l'hanno mai pagato!

Avrebbe potuto non pagare i suoi dipendenti, ma per mio padre questo non poteva essere perchè anche loro sono padri di famiglia e ha preferito ratearizzare tutto per dar loro quello che doveva.

Io e mia sorella feremmo qualsiasi cosa per non vederli soffrire.

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Mio padre si era comprato una macchina che è rimasta parcheggiata sotto casa aspettando il giorno che verrà venduta all'asta. Noi vediamo scendere da casa papà  tutti i giorni, per andare a cercare qualche lavoretto, ma quando vede l'auto i suoi occhi diventano lucidi; mia mamma fa di tutto perchè le cose vadano bene, fa tanta fatica, si è rimessa a fare piccoli lavoretti, due volte a settimana va a pulire delle case e riesce a guadagnare 40 euro ma  non si possono fare miracoli con quella cifra e spesso la vediamo piangere e vergognarsi quando mia sorella ed io andiamo a far la spesa  per loro.

Mio padre non si meritava di vedere la sua famiglia ridotta così, ha lavorato sempre e ora si trova senza nulla; a me piacerebbe vedere mia madre a un supermercato senza la paura che i soldi non bastano per comprare un prodotto, mi piacerebbe vedere mio padre con lo stesso entusiasmo di prima ma so che ciò non è possibile.

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L'unica cosa che so è che i miei genitori sognano di essere i nostri eroi e noi siamo qui per dir loro che lo sono.

Maria, rivolta a Zanetti : - L'unico svago per il papà  di questi ragazzi è guardare le partite della squadra dell'Inter ed è per questo che stasera ci sei tu come regalo - dice.

Il postino Gianfranco si trova a Varese per consegnare l'invito ai genitori dei due ragazzi, una coppia decorosa lo accoglie sulla soglia di casa, con un sorriso e tanta emozione, e i due accettano l'invito.

Anna Maria e Carmine entrano in studio, Maria li accoglie e li invita ad accomodarsi e a guardare nello schermo della busta...vedono un bimbo vestito da muratore che lavora alla costruzione di un muretto e poi i volti dei loro figli, si commuovono, non se lo aspettavano e vogliono ascoltare cosa hanno da dire.

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Gigi:" ti ricordi, "pà", quando ho vinto la coppa come miglior terzino?Avevo 10 anni, eri tanto fiero e orgoglioso, ho visto la gioia e la soddisfazione nei tuoi occhi."

Susy:" io invece ricordo il giorno del diploma e la gioia più bella è stata vedere i vostri occhi pieni di soddisfazione mentre si festeggiava con i parenti ma, la cosa che più mi è rimasta nel cuore è stato lo sguardo fiero del mio "pà".

Gigi:" quella gioia ormai non c'è più, è sparita, è fallita come le ditte, ma ricorda che i lavori possono andare male ma i sentimenti no! - Padre e figlio piangono, il pubblico applaude commosso, " ricordatevi che per noi, voi due, siete i nostri eroi, i nostri punti di riferimento che non possono perdersi d'animo perchè non avete colpa di nulla."

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Un bimbo in studio continua a costruire il muretto e lo dipinge di bianco per farlo diventare lo schermo delle proiezioni delle foto di famiglia, mentre Maria si avvicina ai genitori per leggere la lettera scritta dai due figli:" magari capita a tutti i figli maschi, o forse no, comunque per me è così, da quando ero piccolo , ho avuto sempre un grande sogno che non mi abbandona mai, riuscire ad essere come te papà; e se un giorno avrò una moglie e sarò padre, farò di tutto per essere come voi siete stati per noi.

Io sono nato con un problema che poteva essere enorme ma che voi avete risolto con saggezza e lo avete fatto diventare un dettaglio.

Un dettaglio che da bambino mi portava a nascondere la mano sotto la manica della camicia; quando in paese venivano a trovarmi, come se fossi un extraterrestre, tu mamma piangevi di nascosto e di notte studiavi i metodi per insegnarmi ad usare la mano anche senza dita.

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Piano piano mi avete insegnato che anche senza dita si può fare tutto, senza forzarmi mai, senza umiliarmi ho imparato ad allacciarmi le scarpe, ad usare le posate, ad essere autonomo.

Mi avete dato la sicurezza, una dote che non tutti i genitori sanno dare ai propri figli e voi l'avete fatto nel migliore dei modi.

Papà, tu pensi sempre di non aver fatto abbastanza, ti senti in colpa perchè le tue speranze sono andate in fumo, ma non è così, se hai sperato di poter costuire qualcosa per noi e tutto è andato storto non ne hai nessuna colpa".

In studio entrano due bimbi che posizionano dei secchi pieni di calce.

" I muri fatti di mattoni, cemento e calce sono stati il tuo lavoro papà, il tuo sapere e il tuo cuore; i muri costruiti a dovere, non tradiscono mai.

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Dopo trenta anni di esperienza ti sei assunto la responsabilità di una piccola impresa...era questo il tuo sogno che si è infranto, ma io e Susy da questa brutta esperienza abbiamo imparato un valore eccezionale, il valore dell'onestà e della dignità!

Nei vostri sogni di famiglia, non c'era certo quello di poter contare sull'aiuto dei propri figli, anzi c'era e c'è quello di consegnare a noi un futuro solido, un tetto per uno, qualcosa di cui andare orgogliosi, magari una vacanza insieme o una automobile...e non vi rendete conto che ci avete dato molto di più, un'infanzia felice, il sorriso e la fiducia nella vita cercando di tenere sempre per voi le preoccupazioni, i dolori e le mancanze.

E' facile imparare dove è il bene e dove è il male se sai che tua madre piange di nascosto per le preoccupazioni ma cerca, davanti a te, di mantenere la dignità e la speranza e quando va a far le puizie dai vicini di casa, per racimolare quanto basta per riempire il frigo vuoto, ci da molto di più di qualsiasi appartamento intestato a noi".

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Un altro bimbo entra in studio, con un panino e apre un libro di cartone per mostrare immagini di casette e paesaggi.

" Sai papà, io me lo ricordo il tuo squardo fiero quando ci portavi a vedere le case o la pizzeria fatte da te; io le guardavo e sognavo di fare il tuo stesso mestiere perchè tu eri orgoglioso quando ci mostravi i tuoi lavori. Senza mattoni , tu e mamma avete costruito la nostra vita... ma a noi manca il vostro sorriso perchè noi siamo fieri di essere i vostri figli e vorremmo tanto levare quella tristezza dai vostri occhi; il vostro spirito non può andare all'asta come la macchina sotto casa.

E' difficile, ma voi ci avete insegnato che nella vita bisogna sempre crederci e a volte le cose che non ti aspetti succedono...come questa sera...

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Dalle scale fa il suo ingresso Javier Zanetti con il pallone dell'inter sotto il braccio, un abbraccio caloroso tra il campione e i genitori, Zanetti si siede tra di loro e dice:" mi avete fatto emozionare, credo che le parole degli altri in alcuni momenti non servono a molto, tu Carmine sei un po' come me, quando le cose non sono andate bene, come io in squadra, hai pensato prima agli altri e poi a te stesso e questo ti fa tanto onore.

Io sono padre di due bambini e il mio pensiero fisso è che non faccio mai abbastanza per loro, ma voi avete due figli grandi e meravigliosi e vi voglio fare i complimenti, si può perdere una partita o un campionato ma nella vita voi avete fatto una cosa meravigliosa...questi due ragazzi è la partita più importante, e voi l'avete vinta e come augurio di buona fortuna Gigi vorrei regalarti una firma sul pallone, da capitano a capitano e questa coppa con all' interno una "cosina concreta" per tutti voi e poi... tanti auguri!" 

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Susy ci prova a dire due parole:" siamo fieri di voi...e basta" sussurra  scoppiando a piangere

Gigi:" papà, tu lo sai che io non amo parlare ma questa sera vorrei cercare di trovare le frasi per dirti che tu sei il mio eroe, tante volte lo volevo fare ma non ho mai trovato il coraggio e a te mamma vorrei chiedere scusa per averti visto piangere senza mai avvicinarmi per paura." 

La busta si apre, un abbraccio infinito tra i quattro, lacrime ed emozioni forti che Maria cerca di moderare scherzando sul pallone da terzino e asciugando una lacrima dal viso di Gigi.

Gabri B.