C'e' posta per te

Le altre storie.... Un aereo per Parigi

Puntata del 29 ottobre 2011

Un rvm introduce Gerri Scotti in molte delle sue simpatiche attitudini: presentatore, comico, attore e... papà e  annuncia che questa sera sarà lui il "regalo" per un giovane marito (www.mariadefilippi.it). 

Standing ovation in studio quando entra, lui si commuove e dice:" ho raddoppiato la dose di fazzoletti nel mio taschino ma penso che non ci sia nulla di male ad emozionarsi dove molti fanno finta di mostrare i propri sentimenti, a me succede molto spesso...forse sono diventato adulto"! 

Maria accoglie un giovane uomo, Marcello, che si siede accanto a Gerri, e lei inizia a raccontare -  quando ho conosciuto Marcello mi ha detto - "voglio chiedere perdono a mia moglie, non sono un buon marito e neppure un buon padre perchè una settimana fa sono stato costretto a prendere per la prima volta nella mia vita un aereo per Parigi lasciando soli i miei 3 figli e mia moglie perchè il figorifero di casa era vuoto e non ci sono più soldi per riempirlo!

Le altre storie.... Un aereo per Parigi

Parigi è la città dell'amore, per me è la città del pianto e della solitudine e ogni giorno mi ricorda il mio fallimento. E' grazie a mio cognato, che mi spesa di tutto, se posso lavorare e mettere da parte qualche soldo per la mia famiglia.

Mi sono innamorato di mia moglie quando io avevo 18 anni e lei 13, ero certo di poter dare a lei e ai miei 3 figli un futuro; ho trovato un lavoro da carpentiere in Toscana, mi sono trasferito da Napoli con la mia famiglia, guadagnavo 2.700 euro al mese, compresi gli straordinari, ho trovato casa e pensavo che anche la mia famiglia potesse essere come quella delle "pubblicità".

Per rendere la casa più bella, pensando che sarebbe stata nostra per sempre, ho fatto un finanziamento di 7.100 euro per comprare la cucina, il frigorifero, gli armadi e le sedie.

Mia moglie era contenta, avevamo lavoro e casa, i nostri figli frequentavano una scuola seria, la sera si cenava insieme e la domenica facevamo una bella passeggiata.

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Ma un giorno, al lavoro, cado dal secondo piano e mi rompo gambe e braccia, il cantiere non era in regola di conseguenza l'assicurazione non ha pagato.

Sono stato fermo per due mesi ma lo stipendio non c'era più e non potevo sostenere le spese. Mi sono reso conto che quella non poteva più essere la casa dei nosti sogni e decido di ritornare a Napoli... mi arrangio facendo dei lavoretti, poi riesco a riprendere la situazione in mano riuscendo a pagare un affitto, battezzare il mio terzo figlio, comprare per la piccolina una carrozzina con una bambola e per il maschietto un motorino elettrico.

E' il 2009 quando, come se fosse un regalo di Natale, mi arrivano 25.000 euro per un incidente che avevo fatto 15 anni prima, ricomincio a sognare e decido di aprire un negozio di abbigliamento prendendo un altro finanziamento di 25.000 euro, in tutto erano 50.000 ed erano sufficenti per realizzare il mio sogno.

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Ero felice, mia moglie lavorava nel negozio con me e ricordo mia figlia orgogliosa di poter portare le sue amichette e ottenere uno sconto per loro. Passano 5 mesi, arriva un sms sul mio cellulare di notte che mi dice che avevano rubato tutto dal negozio, per pagare tutti i miei debiti ho dovuto vendere tutto l'oro dei miei figli e...anche le fedi di matrimonio, adesso mia moglie e i miei figli sono a Napoli e io a Parigi e quando finisco di lavorare vivo la mia solitudine e continuo a pensare alla frase che mio figlio più piccolo mi ha detto al telefono - papà, mangio tanto così divento grande e ti raggiungo -  e invece io sono costretto a dire bugie come quando gli ho raccontato che le sue figurine preferite non le avevo trovate in edicola solo perchè non le potevo comprare e che la polizia aveva vietato di giocare a calcetto per non pagare la retta della scuola di calcio " conclude Marcello e - vediamo la consegna della posta -  dice Maria.

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Il postino Gianfranco  si trova a Napoli per consegnare l'invito a Titta che lo accoglie, si emoziona tanto da ricevere una carezza consolatoria dal nostro messaggero, è bella, giovane, semplice e accetta.

Maria:" Gerri, tu sei la persona che ha sempre portato gioia e spensieratezza nella loro famiglia ed è per questo che sei qui".

Titta si accomoda e guarda nel monitor della busta un bambino che piano indossa degli abiti da adulto e che si avvicina a Marcello, lei lo vede e suoi grandi occhi blu si riempiono di lacrime; dice a Maria che non si aspettava che fosse lui per il suo carattere chiuso incapace anche di portarle una colazione a letto ma la sua espressione esprime profondo amore e chiede di poterlo ascoltare.

Marcello:" mi sento anche io come quel bambino... la vita è stata troppo grande rispetto a noi e non sono riuscito a costruire nulla di buono e stasera ti voglio chiedere scusa".

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Gerri, nascosto dietro la busta è molto commosso, mentre Maria dice:" è vero, lui è molto chiuso ma io sono riuscita a farlo parlare e ho una lettera per te, la leggo: " un padre è quell'uomo che alleverà i propri figli guidandoli e proteggendoli; un padre, di solito, è quello che si dà da fare perchè la sua famiglia abbia un tetto, abbia da mangiare e soprattutto si senta protetta.

Un buon marito non fa come ho fatto io che ho invertito ogni percorso indicato e ho annodato i fili che invece, lisci e chiari, ci avrebbero portato semplicemente a vivere quello che adesso è il mio desiderio più grande,  la normalità".

Dalla volta dello studio scendono fili luminosi e annodati mentre due piccoli assistenti posizionano due schermi davanti a Titta sui quali appaiono filmati di leoni della Savana.

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La lettera prosegue:"quel leone è un bravo padre, lui sa proteggere la sua compagna e i loro cuccioli; li lascia correre e giocare, li lascia crescere spensierati perchè lui c'è a difenderli dal mondo, a procurargli il cibo e sarà lui a vegliare mentre giocano, dormono, sognano, diventando grandi. A fianco a lui c'è la sua compagna, la leonessa, che ha il ruolo più importante: è lei che li allatta e insegna loro a camminare gurdandoli con occhi pazienti. Lui e lei sempre insieme,solo con l'istinto, sanno come si fa e se qualcosa dovesse andare storto, non sarà certo per colpa loro. Così come quello che succede nella tua vita sarà mai colpa tua; forse la tua unica colpa è stata quella di aver scelto me come tuo compagno che oggi si sente come un ragazzino in cerca di fortuna e invece volevo essere un grande uomo pensando di poter spaccare il mondo!"

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Tutti i bimbi di studio entrano ognuno con un cubo luminoso per formare la parola "Normalità"

Maria continua a leggere:" quando ero ragazzino, quando ti ho conosciuta,credevo che la normalità fosse il minimo che le vita potesse offrirmi, solo dopo ho capito che la normalità la conquisti solo se combatti come un gladiatore e soprattutto se vinci ogni battaglia. Non mi è mai mancata la voglia di fare ma è evidente che avere voglia di fare a questo mondo non significa riuscire".

Una bimba porta davanti a Titta una casetta di feltro illuminata.

"Case cambiate continuamente, radici messe come le tende e smontate velocemente ogni volta che il sogno svaniva. Ti ho fatto passare dalla casetta di appena sposati che amavi tanto, alla casa in Toscana ma poco dopo i nostri mobili, appena comprati, erano su un camion destinati al magazzino di mia madre, impacchettati insieme ai nostri sogni;

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tornavamo a Napoli partendo di nuovo da zero e io deluso dall'unico lavoro trovato, vendevo baccalà, senza smettere di sognare il cambiamento, senza smettere di sperare,  ma la speranza mi ha fregato!"

I bimbi dei cubi entrano in studio e girano i cubi per scrivere "Speranza"

" Dico che la speranza mi ha fregato perchè le cose in cui ho sperato non son mai accadute, volevo un lavoro vero e non in nero, volevo essere Marcello che commercia in abiti da bambini, tu mi dicevi di lasciar perdere perchè era un passo troppo grande ma io, tignoso, mi beavo nel guardare come eri brava con i clienti. E' bastato un intoppo e quella speranza è diventata vendetta; quel ladruncolo che ha svuotato il nostro negozio, certo non sa che quella notte ha svuotato l'ultima riserva della nostra speranza. Ma il dolore più grande non è per me, è per te, tu che sei rimasta da sola a subire e a combattere i risultati dei miei errori".

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Ancora una volta i bimbi entrano in studio e rivoltando i cubi scrivono: "Ti amo".

" Io ti amo tanto Titta e mi ricordo di quando eravamo ragazzini e mi dicevi che la luna era strana...forse già immaginavi che un giorno saremmo stati lontani con l'unica cosa da guardare in comune. Siamo sotto la stessa luna ma costretti a una vita di telefonate e di solitudine.

Se puoi perdonarmi ti prometto che non succederà più, non cercherò più la speranza oltre il limite di quello che la vita vorrà offrirmi, non guarderò mai più oltre il destino,anche perchè il destino, quando non pretendi troppo da lui, ogni tanto fa succedere cose davvero inaspettate..."

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Gerri scende le scale, Titta piange e lo abbraccia mentre lui commosso dice:" che centro in tutto questo, so di essere lo svago dei vostri bambini e questo mi fa piacere, tu hai solo pianto e forse dovresti rivolgere una parola a quell'uomo taciturno che non ti porta la colazione a letto, ai suoi sensi di colpa ma credo che ci sia una prospettiva futura per voi e i vostri bambini, lui ha dichiarato di amarti tanto...cosa c'è di più bello?Tu dovi vivi adesso? - a Capo di Monte - non è possibile che in quel bel quartiere non ci sia nessuno che si vuole prendere un bello "guaglione accousì " a lavorare! 

Ho fregato queste due biciclette ai postini per i vostri figli e due pacchetti per il più piccolo. Poi c'è la cosa principale...questa casetta fatta a borsa che contiene una zucca di halloween...solitamente le streghe portano malefici ma noi abbiamo trovato una strega buona...di Pavia...che ti ha voluto fare un regalo ma gestiscilo tu perchè gli uomini ,qualche volta, si fanno fregare" aggiunge l'ospite.

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La commozione è grande da parte di tutti i presenti quando Gerri cita la frase del bambino e ricorda che quando lui è diventato grande non ha potuto aiutare il suo papà. Asciuga le sue lacrime e quelle di Titta con lo stesso fazzoletto, dicendo "cerchiamo di essere pratici, questo è un aiuto concreto e voi siete talmente belli che sul vostro volto voglio vedere il sorriso e non le lacrime."

Marcello non riesce a dire una parola tranne "ti voglio bene Titta".

La busta si apre, i due sposi si abbracciano...lacrime e  sorrisi coronano il loro incontro e l'ultima parola è di Gerri, che ci tiene a consegnare borsa e zucchetta, confermando a Marcello di ricordarsi che è un bravo marito e che non si deve più sentire in colpa per essere andato a Parigi per aiutare i suoi figli e sua moglie.

Gabri B.