
Un grande cantautore per una sorpresa: TIZIANO FERRO, che sorridendo e saltellando verso il pubblico in delirio dice:" Devo venire più spesso qui, sei tu Maria che mi hai fatto una sorpresa"- " "Magari venissi più spesso! sei bravissimo ed è bellissimo averti qui con noi, quattrocentocinquanta mila copie del tuo disco, tanti, tanti complimenti." Entra in studio Antonio, un giovane ragazzo con lo sguardo spaurito che si siede accanto a Tiziano, mentre Maria inizia a descrivere il profilo della storia.
" Antonio è un ragazzo molto timido e introverso, quando l'ho conosciuto, pur non riuscendo a parlare molto, è riuscito a esprimere dei concetti essenziali, vorrebbe chiedere scusa a sua sorella perchè non è riuscito ad occuparsi di lei e del fratellino. Antonio è il primogenito e quando il destino decise di torgliergli i suoi genitori pensò che fosse suo il compito di diventare l'uomo di casa ma non ce l'ha fatta; non riusciva a smettere di piangere, lasciando tutto in mano alla sorella minore; la loro mamma è morta quando lui aveva 18 anni, sua sorella 15 e il fratellino 5, il papà continuava a lavorare, cercava di consolarli pensando a tutto, li portava a scuola, in vacanza e offriva sempre la sua spalla se loro erano tristi, fino a quando, 2 anni dopo, si è ammalato e ha raggiunto la mamma! Tutti si aspettavano che Antonio trovasse la forza per

sostituirlo ma non ci è riuscito, il suo papà lavorava in nero e da quando è venuto a mancare in casa non è più entrato un centesimo: affitto, bollette, cibo, troppo pesante per un ragazzo giovane e timido; decide di lasciare Napoli per trasferirsi a Modena dove trova un lavoro ma sua sorella, rimasta a casa con il fratellino , ha bisogno di aiuto. Torna giù facendo per alcuni mesi piccoli lavoretti in una pizzeria e come commesso in un negozio, fallisce e il risultato è che il suo fratellino viene affidato alla nonna e la sorella smette di studiare per cominciare a lavorare per 500 euro al mese! E' lei che ogni mattina sul tavolo della cucina lascia 5 euro ad Antonio per le sue piccole spese quotidiane, lui si vergogna, non si sente adeguato ad aiutare questa famiglia sfortunata, trova un lavoro precario come garagista, a giorni alterni, per guadagnare 50 euro al mese...si sente inutile e oggi vuole promettere di uscire dalla sua timidezza e di provare a diventare forte come suo padre!" Maria è commossa dal suo stesso racconto e ricorda ancora le parole che lui le ha sussurato in ufficio :" Non c'è nessuno che ti insegna come si fa a smettere di essere figlio, a diventare grande e a non appoggiarsi alla spalla degli altri per piangere!" Il postino Marcello consegna la posta a Pomigliano d'Arco, trova Monica, una giovanissima ragazza che con grandi occhi stupiti accetta l'invito, entra in studio tremante mentre Antonio è più agitato di lei, comincia a guardare il video incantata, una piuma bianca , una panchina e a seguire il volto di suo

fratello, ora non trattiene più le lacrime e così continuerà per tutto il tempo, non aveva pensato che a chiamarla fosse stato proprio lui e questo la emoziona ancora di più. In studio entrano i bambini, vestiti come nei fumetti e ognuno con una nuvoletta con scritto un pensiero rivolto a Monica: - Sono timido e ho creduto di non farcela - Stasera parlarti con i fumetti mi aiuta a dirti che - Ti voglio bene e ti amo perchè - Tu e Raffaele siete tutta la mia famiglia - Non sono un grande uomo ma lo sarò perchè - I miracoli accadono tutti i giorni - Stasera per esempio ti ho scritto una lettera.- Maria si rivolge a Monica e le chiede se ce la fa ad ascoltare la lettera che le vorrebbe leggere e se è vero che la sua stanza è piena di pupazzi...tra i singhiozzi lei risponde di si. Dal soffitto scendono le sagome luminose di tanti orsacchiotti e in studio si accende il video a forma di puzzle dove verranno proiettate le immagini della loro infanzia, lo stupore di Monica è quasi infantile osservando il soffitto, mentre Maria legge: "Non ho mai avuto la forza di entrare in camera tua per dirti quello che vorrei, e allora provo a dirtelo stasera; quando eravamo piccoli ti stavo vicino giocando con te, quando si è piccoli un puzzle è solo un gioco, adesso è diventato la nostra vita, sono ancora tanti i pezzi che dobbiamo sistemare intorno a noi , ma qualche tesserina ho iniziato a collocarla al posto giusto."

Mentre le immagini scorrono sul puzzle Monica singhiozza e Maria le si siede accanto dicendole:" Hoi, dai, stai qui vicino a me" asciugandole con dolcezza le lacrime e contiunando dopo una pausa a leggere la lettera di Antonio:" Eravamo una famiglia con una mamma con la quale si poteva parlare di tutto e con un papà che lavorava tanto, tornava tardi, ma quando c'era sapeva farci ridere, era il mio eroe! Lo è stato ancora di più quando mamma si è ammalata e poi ci ha lasciato; anche nei giorni del dolore papà aveva tanta fantasia, sembrava che sapesse sempre come fare, si faceva forza per noi e non ha mai smesso di lavorare fino al giorno che mi ha preso da parte e mi ha detto:" io non sto tanto bene e devo andare in ospedale"- dal suo letto mai una lacrima, solo alla fine mi ha detto: - " Come va a casa? il vostro piccolo fratellino va a scuola? State attenti che tra poco torno e la vita ricomincia come prima". Non sapendo cosa dire siamo usciti sulle scale, ci siamo guardati e tu, Monica, continuavi a ripetermi che ora eravamo rimasti soli. Quella sera tornando a casa ho scelto di dormire nel lettone, a destra dove si coricava lui, pensavo che sarebbe bastato prenderne il posto per avere tutto il suo coraggio. Invece no! Sentivo i tuoi passi di notte perchè non riuscivi a dormire e ti chiedevo :" Monica che c'è"..."Non c'è niente" tu rispondevi come fai ancora adesso, poi ti chiudevi in bagno e

io sentivo il tuo pianto sommesso, provavo a dirti passerà mentre tu mi rispondevi "NO". "Guardando il cielo in quei giorni tristi - ora in studio si vedono stelle proiettate su un telo- " vedevo solo lucine sensa senso , cercavo di capire qualcosa, chiedevo a loro di farmi capire qualcosa, di darmi la forza per te e per il nostro piccolo fratellino, ma non sapevo vedere perchè le troppe lacrime mi rendevano cieco, ma in cielo era già chiaro il messaggio" - tra le stelle compaiono tre figurine di cartone che si tengono per mano - " In quel cielo era scritto che siamo tre ragazzi giovani e soli. Io sono il più grande e dovevo provvedere a voi ma non ne sono stato capace, sono rimasto figlio piuttosto che uomo, sono stato debole quando ti ho sentito piangere, il nostro papà non lo avrebbe mai fatto perchè lui sapeva sempre esserci anche da lontano, sapeva sempre darci la mano nei momenti difficili , come se avesse steso un velo protettivo su di noi ; ma io stasera voglio fare il primo passo dicendoti che ci sono, che starò sempre vicino a te, ti voglio tenere le mano come tu hai fatto con me. Resto senza difese davanti a te ma forse la strada per diventare uomo è quella di avere il coraggio di essere debole e magari di piangere; stasera vorrei farti fare un sorriso facendo

scendere da quelle scale il tuo cantante preferito, che nelle serate più nere ti è stato vicino:" Tiziano Ferro raggiunge Monica sulle note della sua canzone:" Il sole esiste per tutti" e dice :" Adesso basta piangere, hai visto che fratello che hai? lui è un vero uomo perchè è capace di riconoscere le sue debolezze, la dignità delle persone si riconosce nella loro fragilità, magari tutti ne fossero capaci, questa è la vera sensibilità; voi due fratelli siete stupendi e vi vorrei fare un invito personale, se non avete nulla da fare di meglio a capodanno io sono in concerto a Salerno e se vi fa piacere vorrei che voi foste miei ospiti, ma l'importante è che in quella occasione vi divertiate ballando e bevendo tante bollicine come fanno tutti i ragazzi in una occasione così; sarò onorato di salutarvi insieme ai miei amici. E a te, Monica, volevo dire che tuo fratello ha una grande forza...quella di commuoversi e si merita di sentirsi dire che è un uomo" Monica risponde:" solo i miei fratelli sono gli uomini della mia vita". Si apre la busta e i due ragazzi abbracciati ascoltano la canzone dedicata a loro mentre Tiziano cantando non smette di abbracciare e accarezzare questi due tenerissimi orfani, che alla fine,superando la loro timidezza, accennano il canto con lui!