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Una poesia per mia sorella - di Gabry B.

14/11/2009

Un collage di immagini scatenate, struggenti e dolcissime presentano l'ingresso di Sabrina Ferilli che abbracciando Maria dice:" ho pensato che quest'anno non mi avresti invitato al tuo programma!" - " Ma ti pare? Impossibile... vedi, la fedina che tu mi hai regalato la porto sempre al collo!" - In studio entra Imma, una giovane donna che Maria definisce sensibile e fragile, ha 37 anni, e ora, pensando a quello che è riuscita a fare nella sua vita, è convinta che il bilancio sia negativo; ha 2 figli che non sono cresciuti con il padre, ma neppure con lei, sono stati accuditi da sua sorella e da suo cognato come se fossero loro i veri genitori, pensa di aver sbagliato perchè una vera madre cerca sempre di dare tutto ai propri figli: una casa , la serenità, mentre lei ancora vive con suoi genitori e non è riuscita ad avere quel rapporto speciale che ci dovrebbe essere; i suoi figli hanno tutto grazie alla sorella e al cognato che non hanno potuto avere bambini e che hanno riversato il loro amore sui nipoti !

Spesso quando Imma torna a casa dal lavoro trova una famigliola felice , i figli sereni , la sorella che scherza e balla con la figlia e il cognato che parla con figlio di calcio e pensa ...ecco così si comportano i veri genitori; è felice, ma nello stesso tempo triste, incapace di comunicare gioia, si sente come se fosse un ferro rotto, non prova invidia per chi c'è riuscito e stasera vorrebbe strappare una promessa a sua sorella e a suo cognato; lei gode di ottima salute ma il suo pensiero è per il futuro , se un giorno dovesse mancare, vorrebbe che loro continuassero ad essere i genitori dei suoi figli e siccome ritiene Sabrina una donna forte e coraggiosa la vuole al suo fianco! -" E' solo un impressione che io sia forte...mi sto facendo forza con lei" - esclama Sabrina mentre stringe la mano di Imma che ha le lacrime agli occhi per l'emozione, e che quando guarda la consegna della posta a Anna e Antonio, una bella coppia che accetta, comincia a tremare.

Maria si rivolge ai bambini che hanno imparato una poesia e la reciteranno all' ingresso dei due ospiti, otto sedie sulle quali otto bambini saliranno per recitare ognuno un frase , e Imma annuncia: " questa poesia parla di me e di voi!" -"Questa è la storia di una mamma piccina, Grande nel cuore come ogni mammina, Un solo bel sogno dentro il suo cuore, Coprire i suoi figli di un limpido amore, Questa la storia di una mamma piccina, Che diventò mamma con la sorella vicina, Per aprirle il suo cuore con parole commosse, Scrisse una lettera in cui le chiedeva promesse" Maria dice che questa è la premessa di una lettera che Imma ha scritto per loro: " Ho avuto due figli e ho avuto voi due che non mi avete mai lasciato sola e quando mi sono sentita veramente sola, come un faro nella tempesta, avete guidato tutti i miei passi" - Entra in studio un grande faro mentre Antonio comincia a piangere e mai più si fermerà fino alla fine del racconto

- " Anche nei momenti in cui per me era difficile saper cosa fare e dove andare, voi ci siete stati, io non sapevo fare la mamma; le poesie che ti fanno recitare a scuola, da piccoli, parlano sempre di una mamma che sa dare, io fin da piccola mi sono sempre sentita una briciola , incapace di dare, l'universo era troppo grande per me. Ho sempre pensato che il Signore si fosse sbagliato a farmi diventare mamma, ricordo bene quando il dottore mi fece sentire i battiti del mio primo figlio, piangevo e ridevo, sapevo solo che a quel bimbo volevo dare tutto quello che a me era mancato" - Un telo cade ora dal soffitto del teatro con proiettate le immagini di felici situazioni familiari, Imma piange mentre Maria continua a leggere :" Sapevo bene che avrei dovuto crescerli da sola, avevo paura perché nessuno ti dice come si diventa madre, ma non esistono lezioni o corsi che te lo insegnano.

Non sapevo nemmeno come dire a mamma e papà che aspettavo un figlio perché non avevo al mio fianco un uomo. Solo tu, Anna, mi hai capito, un giorno al parco, mi hai preso la mano e mi hai chiesto se ero incinta, come mio solito io sono fuggita lontano e tu mi hai raggiunto dicendomi: "non ti preoccupare, ci sono io con te" . Hai combattuto tutte le mie battaglie anche quando mamma e papà facevano finta di non vedermi e tu non mi hai mai giudicata, mi hai dato la mano fino al giorno in cui durante il parto quasi quasi te la stritolavo per quanto la stringevo, in quel momento mi hai confidato che se tu avessi avuto un bambino lo avresti voluto chiamare Emanuele e io così ho voluto chiamare il mio primo figlio perché volevo che tu lo sentissi tuo. Lo avete cresciuto come se fosse vostro, avete fatto meglio di quello che potevo fare io e lo stesso avete fatto per Miriam, era il nome che volevate per vostra figlia se fosse arrivata;

anche in quella occasione, per la mia seconda bimba, io vi ho rubato un nome. Ho lavorato in tutti questi anni, come lavapiatti , ho fatto le pulizie e l'aiuto cuoca, ho provato a fare tutto per aiutare i miei figli a crescere sereni, però mai avrei saputo fare quello che avete fatto voi per loro. Mi sento un ferro vecchio e per la mia vita non spero niente, il senso della mia vita è solo vedere i miei figli che stanno bene. Quando vi guardo, vedo una famiglia perfetta, piena di allegria e di armonia, spesso quando torno a casa, godo a guardarvi tutti insieme, come se fossi una spettatrice; questa è la famiglia che sognavo per loro, e voi realizzate il mio sogno , questa è una lettera da un genitore a due super genitori, vorrei da voi solo una cosa, che ci siate sempre al mio fianco a dare serenità ai miei figli . Per loro avete fatto tutto, e anche se sono stata io a portarli nella pancia per nove mesi, sento che a voi manca solo il DNA per essere i genitori dei ragazzi che io ho ricevuto;

promettetemi che mi starete sempre vicini, posso vivere serena solo se sono certa che quando io non ci dovessi più essere i miei ragazzi avranno sempre la loro famiglia a proteggerli, perché ci sarete voi. E per rendere ufficiale questo patto tra noi vorrei che al vostro fianco ci fosse una donna come avrei voluto tanto essere io... capace , piena di grinta e bella, una donna che quando recita sa toccarti il cuore con grazia e verità, una donna coraggiosa come sei tu Anna e come vorrei essere stata io.
Sabrina scende le scale sulle note di "La vita è adesso" di Claudio Baglioni , abbraccia la coppia e commossa dice:"Ora mi siedo qui tra di voi , perchè a me mi sta meglio questa situazione piuttosto che quella di Imma, io non ho figli, ho un nipote che adoro, è il figlio di mia sorella; certo avere dei figli è una cosa bellissima, tutte le donne lo desiderano, ma ci sono tanti motivi per cui questo desiderio non possa sempre essere appagato;

avere un rapporto materno significa educare, crescere e insegnare dei valori, non sempre vuol dire che ti senti di farlo solo perchè hai generato un figlio, questi sono valori che puoi trasmettere anche uscendo dai soliti canoni familiari...un nipote ...una sorella...se volete vengo anch'io a casa vostra!" Tutti sorridono ora mentre Maria informa che la coppia ha fatto anche domanda di adozione per un altro bimbo che si spera arriverà al più presto e Imma riceve la promessa che i suoi figli saranno sempre amati e accuditi, non perchè stasera partecipano a questa trasmissione ma perchè sono nel loro cuore! Si apre la busta e le due sorelle si abbracciano come se non potessero esistere l'una senza l'altra con il commento di Sabrina :" Vi faccio i complimenti per la famiglia che siete e per come rappresentate al meglio l'essere donne!"

Video dalla puntata

Una poesia per mia sorella...

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