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Il primo diario di Amici

di Pierdavide Carone

Non importa quanto ti senti irregolare, strano, diverso, se ci credi fino in fondo, stai sicuro, i sogni fanno rima con te stesso.
 


I sogni arrivano quando meno te lo aspetti, e dove ti portano lo sanno solo loro. Pierdavide ha fatto i provini per entrare ad Amici così, tanto per gioco, "figuriamoci se prendono uno come me". Non è che fosse proprio un fan della trasmissione, ma della musica si, accipicchia. Che passione la sua, roba da consumare i dischi di suo padre e rovinare la scrivania della cameretta a forza di usarla come batteria. Roba da cantare dove capita, per due soldi, e lavorare, per campare, dentro un casello dell'autostrada, a dare il resto e alzare la sbarra.
Pierdavide non si sente regolare, nella norma, ma se lo vogliono lo prendono così, che lui a essere falso non ci riesce. E allora canta canzoni un po' fuori dalle righe, che parlano (male) della sanità e dell'industria musicale, o di certe ragazzette che vanno in discoteca. Dentro ad Amici scopre un mondo e così come lo scopre, con la stessa curiosità e la stessa meraviglia, lo racconta.
I provini, le lezioni, i professori, la classifica. La vita un poco pazza dentro al residence, gli amori da gridare alle telecamere e quelli da tenere nascosti con cura. Gli amici trovati, quelli che se ne devono andare, oppure quelli che ti trovi a dover sfidare, chiedendoti cos'è alla fine che conta per davvero. Fin quando tutto diventa così incredibile, che non capisci più che cosa è vero e cosa è sogno.
Dopo l'enorme successo dei prim i tre romanzi di Amici, questo è il primo diario tenuto da un protagonista della trasmissione di Maria De Filippi. Per la prima volta uno sguardo dall'interno racconta in presa diretta i fatti e le emozioni, e a chi legge a un certo punto sembra di stare dentro la scuola, di indossare la maglietta della sfida.

 Casa Editrice Mondadori

In copertina: illuistrazione di Cristina Bazzoni
 

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